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Glecaprevir/pibrentasvir, anche il genotipo 3 va ko in sole 8 settimane

di Luca Negri
Regime di AbbVie: studio TOPAZ-II conferma l'efficacia sul genotipo 1

Glecaprevir/pibrentasvir, anche il genotipo 3 va ko in sole 8 settimane Tra i genotipi di epatite C (HCV) più difficili da trattare rientra il genotipo 3. Oggi anche per questi pazienti gli studi clinici stanno mostrando come la guarigione può diventare realtà.

Genotipo 3: Il regime terapeutico in questione è sperimentale, pangenotipico, e consiste nell’associazione tra glecaprevir e pibrentasvir (G/P), senza ribavirina. Questo regime permette l’eliminazione del virus, non solo in tempi brevi ma anche con una somministrazione once daily. I dati sono appena stai presentati all’International Liver Congress di Amsterdam.

Tra i genotipi di epatite C (HCV) più difficili da trattare rientra il genotipo 3. Oggi anche per questi pazienti gli studi clinici stanno mostrando come la guarigione può diventare realtà. In particolare, i risultati dello studio ENDURANCE-3, presentato ad Amsterdam in occasione della 52^ edizione dell’International Liver Congress, mostrano elevati tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) con solo 8 settimane di trattamento.

Il regime terapeutico in questione è sperimentale, pangenotipico, e consiste nell’associazione tra glecaprevir e pibrentasvir (G/P), senza ribavirina. Questo regime permette l’eliminazione del virus, non solo in tempi brevi ma anche con una somministrazione once daily.

Il genotipo 3 è il secondo genotipo più comune a livello globale, ed è presente nel 18% dei pazienti a livello mondiale e nel 26% dei pazienti in Europa. Nei pazienti con HCV di genotipo 3, la progressione della malattia è più rapida e si associa ai tassi più elevati di fibrosi associata, steatosi (eccessivo accumulo di grasso nelle cellule epatiche) e carcinoma epatocellulare (HCC). Le linee guida di trattamento che definiscono gli attuali standard di cura raccomandano 12 settimane di trattamento nei pazienti affetti da infezione di genotipo 3, non cirrotici e naïve rispetto al trattamento.

Secondo i risultati generati dalla sperimentazione di Fase 3 ENDURANCE-3, il 95% (n=149/157) dei pazienti non cirrotici con infezione cronica da HCV di genotipo 3 e naïve rispetto al trattamento ha ottenuto la risposta virologica sostenuta a 12 settimane dopo la fine del trattamento (SVR12) dopo 8 settimane di trattamento con il regime glecaprevir/pibrentasvir (G/P).

“Stiamo parlando di due farmaci che vanno ad agire su due fasi diverse della vita del virus, il primo agisce sulla proteasi che è una proteina chiave del ciclo di replicazione virale e il secondo è un farmaco contro la proteina NS5A.

Già al congresso americano dell’AASLD sono stati mostrati i primi dati derivanti dagli studi di fase 3. E’ un regime pangenotipico, con poche interazioni con altri farmaci e con una buona sicurezza renale e soprattutto è efficace in tutti i pazienti indipendentemente dal genotipo e altre caratteristiche della malattia”

ha dichiarato il prof. Alessio Aghemo, Unità Operativa di Gastroenterologia ed Epatologia. Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. Università degli Studi di Milano, ai nostri microfoni durante il congresso.

“La possibilità di utilizzare il regime G/P nei pazienti di genotipo 2 e di genotipo 3 – ha proseguito il prof. Aghemo – sarà sicuramente un passo in avanti nella cura dei pazienti”.

La sperimentazione ENDURANCE-3 è stata disegnata per valutare 8 settimane di trattamento con glecaprevir/pibrentasvir, oltre che per verificare la non-inferiorità di 12 settimane di trattamento con glecaprevir/pibrentasvir rispetto a 12 settimane di trattamento con il regime sofosbuvir e daclatasvir (SOF+DCV) che attualmente rappresenta uno standard di cura per i pazienti con infezione cronica da HCV di genotipo 3.1

Sono stati osservati tassi di risposta SVR12 pari al 95% per il regime glecaprevir/pibrentasvir somministrato sia per una durata di 8 settimane (n=149/157) che per una durata di 12 settimane (n=222/233).

Inoltre, è stata confermata la non-inferiorità di 12 settimane di trattamento con questa combinazione rispetto a 12 settimane di trattamento con SOF+DCV (97%, n=111/115).1

Il regime glecaprevir/pibrentasvir prevede una sola somministrazione giornaliera e si compone di due distinti agenti antivirali in combinazione a dose fissa di glecaprevir (300 mg) un inibitore della proteasi NS3/4A, e di pibrentasvir (120 mg) un inibitore del NS5A, e prevede una sola somministrazione al giorno di tre compresse per via orale.

I risultati completi della sperimentazione ENDURANCE-3 sono, in ordine di tempo, i dati più recenti generati dalle sperimentazioni registrative realizzate nell’ambito del programma di sviluppo clinico di AbbVie per glecaprevir/pibrentasvir. L’obiettivo di questo programma è quello di studiare un percorso più breve all’ottenimento della guarigione virologica per tutti i principali genotipi del virus HCV (genotipi 1-6) e dare una risposta a esigenze tuttora irrisolte.

“Questo regime pangenotipico-ha sottolineato il prof. Antonio Craxì, Ordinario di Gastroenterologia Università degli Studi di Palermo – tende ad annullare le differenze tra i vari raggruppamenti del virus. Ricordiamo che un genotipo 3 differisce da un genotipo 1 nella sua sequenza genomica per più del 30% delle basi che è essenzialmente di più della sequenza genomica che differenzia l’uomo dal lombrico.

Quindi si tratta di virus realmente differenti ed è una sfida reale per la farmacologia riuscire a creare degli agenti davvero pangenotipici”.
“Il genotipo 3 viene considerato quasi universalmente il genotipo più difficile da trattare, e sono limitate le opzioni di trattamento disponibili ai pazienti con nuova diagnosi,” ha affermato il dottor Edward Gane, professore di Medicine presso la University of Auckland, Nuova Zelanda.

“Se si analizzano i risultati della sperimentazione ENDURANCE-3 rispetto ai dati per un regime che rappresenta uno standard di cura attuale, emerge chiaramente il potenziale del regime glecaprevir/pibrentasvir come opzione di trattamento della durata di 8 settimane in questi pazienti non cirrotici.”

“Il risultato molto importante di una pari efficacia tra 8 settimane di G/P e 12 settimane dello standard of care – ha precisato il prof. Aghemo – vuol dire risparmio in termini economici, meno impegno da parte del paziente e possibilità di trattare più pazienti nell’ottica di eliminare l’HCV dal nostro Paese”.

Nessuno fra i pazienti arruolati nella sperimentazione ENDURANCE-3 e trattati per 8 settimane con il regime pangenotipico sperimentale ha dovuto interrompere il trattamento a causa di eventi avversi.

Gli eventi avversi sono stati per la maggior parte (71%) di entità lieve sia nei pazienti che hanno ricevuto 8 settimane di trattamento con glecaprevir pibrentasvir, sia nei pazienti il cui trattamento con questo regime è durato 12 settimane.

Gli eventi avversi più comuni (≥ 10%) nei pazienti in trattamento con 8 settimane e 12 settimane di glecaprevir/pibrentasvir sono stati mal di testa (rispettivamente 20% e 26%), affaticamento (13% e 19%) e nausea (12% e 14%), mentre nei pazienti in trattamento con 12 settimane di regime SOF+DCV (mal di testa 20%, affaticamento 14% e nausea 13%).

Le richieste di autorizzazione per il regime glecaprevir/pibrentasvir sono attualmente al vaglio delle autorità regolatorie in tutto il mondo. Al regime glecaprevir/pibrentasvir è stata concessa sia la valutazione accelerata da parte dell’agenzia europea EMA (European Medicines Agency) che la revisione prioritaria da parte dell’agenzia statunitense FDA (Food and Drug Administration) e dal Ministero giapponese della Sanità, Lavoro e Welfare.

Fonte: pharmastar.it

 

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