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HIV: aderenza e nuove associazioni di farmaci in una singola compressa

di Luca Negri 11 marzo 2016
HIV: aderenza e nuove associazioni di farmaci in una singola compressa

HIV: aderenza e nuove associazioni di farmaci in una singola compressaHIV: aderenza e nuove associazioni di farmaci in una singola compressa
Chi ha cominciato la terapia antiretrovirale negli anni 90 ricorda bene quante compresse doveva assumere tutti i giorni, si variava da 6 a 12 al giorno e comunque una volta iniziata la terapia l’aderenza era scontata.

HIV: aderenza: La paura del virus era tanta, la strage di persone (tra cui amici e/o parenti) che morivano di aids era ancora in corso fino al 1996 cioè fino all’arrivo degli inibitori della proteasi.
Continuando a parlare di aderenza, negli anni dopo il 1996 il virus fu messo diciamo “sotto controllo”, la paura diminuì un pochino e i pazienti in terapia si abituarono alle 7/12 compresse al giorno, le viremie  si azzerarono diventando minori di 50 per anni e anni.

L’aderenza di queste persone in terapia da oltre un ventennio oggi è sicuramente calata , con un regime di compresse che difficilmente è mai andato sotto le 10 compresse al giorno, perchè si sono  aggiunte altre patologie e adesso molti probabilmente assumono più compresse per altre patologie che per l’HIV.

Purtroppo certi ospedali, vista la crisi economica che incombe sempre non si aggiornano con le nuove combinazioni, risparmiano soldi tanto i principi attivi sono gli stessi e perchè spendere il doppio in nuovo farmaco se ci sono quelli singoli e alcuni generici?

Tanto una pastiglia o due in più non dovrebbe fare differenza. Ma tutti quei pazienti che prendono farmaci da una vita cosi facendo hanno il 40% di possibilità di fare delle resistenze perchè alla sera, quando vedono tutte quelle compresse e sono stanchi, spaventati, magari anche depressi da HIV, HCV, cirrosi o anche il diabete, tendono a scartare le compresse che pensano gli creino più fastidi.
Questa è la realtà dei fatti testimoniata dal sottoscritto e da tanti pazienti che vivono con hiv conosciuti in anni di volontariato.

L’articolo qui sotto annuncia l’ennesima coformulazione in arrivo evidenziando l’efficacia, la miglior tollerabilità, eccetra, eccetra….speriamo non siano solo parole ma qualcosa di concreto.
Se c’è il modo di avere farmaci con più associazioni in una sola compressa sarebbe giusto acquistarle perchè  l’aderenza è importante ed è un risparmio in sè: meno problemi ai pazienti, meno fallimenti, meno morbilità e anche meno spese a lungo termine per il SSN.

HIV: aderenza e nuove associazioni di farmaci da poloinformativohiv.info


HIV: Aderenza e nuove associazioni di farmaci

Associazione di darunavir e cobicistat in un’unica formulazione

La terapia per il contenimento dell’infezione da Hiv diventa più facile grazie all’arrivo di una nuova associazione a dose fissa in un’unica compressa a base di darunavir e cobicistat.

Ad annunciare l’associazione fra l’inibitore della proteasi e il booster di nuova generazione è l’azienda produttrice Jansen. Il nuovo farmaco è indicato per il trattamento dell’infezione da Hiv-1 nei soggetti dai 18 anni in su.
Andrea Antinori, Direttore dell’Uoc Immunodeficienze Virali dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, spiega: «L’aspetto più rilevante è che, per la prima volta, è disponibile un prodotto della classe degli inibitori della proteasi, classe cardine nella gestione della terapia antiretrovirale, a dose fissa in singola compressa con cobicistat. Il farmaco è previsto in associazione a due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa, a loro volta combinati in un solo prodotto».

Gli inibitori della proteasi come darunavir vengono solitamente prescritti insieme a ciò che viene definito un booster o enhancer, vale a dire una sostanza che ne potenzia l’efficacia farmacologica. In questo caso, spiega Antinori, «cobicistat ha lo scopo di migliorare la concentrazione plasmatica di darunavir in modo tale da favorirne l’efficacia terapeutica e di migliorare il profilo di tollerabilità rispetto al precedente booster, ritonavir.

Una doppia novità che porta vantaggi anche dal punto di vista dell’aderenza terapeutica. Il profilo farmacocinetico di darunavir, somministrato con ritonavir o cobicistat è il medesimo, ma il secondo – studiato appositamente per la funzione di enhancer o booster – grazie alle sue caratteristiche, è stato fondamentale per lo sviluppo di questa nuova associazione a dose fissa con darunavir».

Per la buona riuscita della terapia antiretrovirale è necessaria un’aderenza al trattamento totale. «Il paziente cronico è soggetto a potenziali resistenze ai trattamenti per svariati fattori: il numero di compresse quotidiane, la tollerabilità del regime terapeutico, ecc. – continua l’esperto -. L’aderenza, nonostante i progressi e le
innovazioni degli ultimi anni, resta uno dei motivi determinanti del successo della cura e il numero di farmaci assunti nell’arco della giornata ricopre un ruolo importantissimo in questo senso».

Alcuni studi specifici hanno fatto emergere il fenomeno dell’aderenza selettiva, vale a dire una condizione in cui i pazienti assumono soltanto una parte del regime terapeutico loro prescritto, rinunciando magari al farmaco che ritengono più fastidioso da assumere. Si tratta di una pessima abitudine che aumenta del 30-40 per cento le possibilità di fallimento della terapia.
La messa a punto di regimi in singola compressa è la risposta farmacologica a questo tipo di problema, grazie alla drastica semplificazione del trattamento.

HIV: Aderenza e nuove associazioni di farmaci

Fonte:italiasalute.

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