Home Attualità Hiv e Aids, 70 casi in Molise.

Hiv e Aids, 70 casi in Molise.

di sert_budrio
Hiv, switch a emtricitabina/rilpivirina/tenofovir alafenamide

epidemiologia2I numeri crescono e nasce un progetto per assistere i pazienti

Il centro dovrebbe nascere a Termoli: diversi pazienti che per questioni di maggiore privacy o di vicinanza geografica si rivolgono a strutture fuori regione risiedono in Basso Molise. Da questo quadro emerso nell’ambito del sistema di sorveglianza delle infezioni da hiv e dalla necessità di valutare e fornire assistenza ai pazienti in loco, in una sede dell’ospedale di Termoli, nasce il progetto approvato dalla Regione che ora attende il via libera definitivo da parte del Ministero.
Termoli. Sono una settantina i casi di Hiv e Aids seguiti in regione. E diversi pazienti vivono in Basso Molise. La malattia che continua a causare morti, e soprattutto negli anni 80, il periodo di massima diffusione del virus, ha allarmato l’intero pianeta, fa registrare un incremento, anche a livello locale. La percezione è che non ci siano rischi e che il contagio sia molto remoto, eppure i dati mettono in rilievo che i casi sono in crescita, e che gli eterosessuali sono attualmente i più colpiti. «I dati sono aumentati negli ultimi cinque anni», spiega la dottoressa Paola Sabatini, dirigente del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Cardarelli, unico centro specializzato esistente in Molise.Nell’ambito del sistema di sorveglianza delle infezioni da Hiv è emerso che il numero di pazienti residenti in regione affetti dall’infezione è superiore a quelli che sono seguiti nel centro regionale situato nell’unità semplice Aids nel presidio sanitario del capoluogo. Gran parte di questi pazienti, il 30 per cento per l’esattezza, seguiti nelle strutture di Abruzzo, Puglia e Lazio, sono residenti nell’area del Basso Molise, e per questioni di riservatezza o anche per la vicinanza geografica, preferiscono dirigersi fuori regione.Per venire incontro proprio a questi pazienti, dall’Asrem è stato proposto un progetto di valutazione territoriale dei pazienti con infezione da virus Hiv, approvato dal presidente della Regione Paolo Di Laura Frattura nella sua funzione di commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit sanitario, una delle iniziative da finanziare con le risorse del fondo sanitario nazionale 2013, per un importo di 42mila euro. Dopo il via libera da parte della Regione la palla passa al Ministero che dovrà pronunciarsi per la sua definitiva attuazione.L’idea progettuale, che rientra negli interventi per il riassetto organizzativo delle rete di servizi di assistenza ospedaliera e territoriale, nasce dall’esigenza di consentire ai pazienti affetti dal virus dell’Hiv e residenti nel Basso Molise di beneficiare delle cure sia mediche che psicologiche, in una sede vicina a dove vivono. Si prevede lo svolgimento di attività di ambulatorio di tipo clinico-psicologica in una sede della struttura sanitaria nella città adriatica.
«L’obiettivo è raggiungere i pazienti, creare un punto di riferimento per loro dentro l’ospedale o in un ambulatorio, per fare prelievi, consegnare farmaci, agevolare chi dal Basso Molise ha difficoltà a raggiungere Campobasso», aggiunge la dottoressa Sabatini.«Il vantaggio per l’azienda – come si legge nella scheda del progetto – risiede nella riduzione dei costi legata all’emigrazione sanitaria dei residenti in Molise verso altre regioni». Le attività progettuali, che se il progetto sarà approvato avranno una durata di dodici mesi, prevedono assistenza medico-psicologica per i pazienti affetti dal virus dell’Hiv in ambito territoriale e in particolare in una sede della struttura pubblica della città adriatica. Dalle visite, alle certificazioni previdenziali e counselling medico, al prelievo degli esami di laboratorio, al sostegno psicologico alla somministrazione di test psicodiagnostici e neurocognitivi, questi alcuni dei servizi che saranno forniti, con un’assistenza anche alle famiglie.Fonte: primonumero.it

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