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HIV: La compagnia di un cane può risultare molto benefica per i pazienti sieropositivi

di Luca Negri
HIV: La compagnia di un cane può risultare molto benefica per i pazienti sieropositivi

HIV: La compagnia di un cane può risultare molto benefica per i pazienti sieropositiviHIV: La compagnia di un cane può risultare molto benefica per i pazienti sieropositivi

La compagnia di un cane o di un altro animale, vedi pet terapy, è da anni associata al benessere psichico e fisico delle persone, aiutando a combattere ansia e depressione. Questa ricerca condotta dal team di Robert Garofalo, specialista in medicina adolescenziale e di supporto a Chicago ha dimostrato la validità della pet terapy anche per le persone con HIV.

Il progetto When Dogs Heal sulle persone che vivono con HIV, è nato grazie alle testimonianze e foto da tutta l’America, tramite lettere, social e di persona.  Tra il 2014 e il 2015 ha cercato persone con HIV che si facessero fotografare con i loro cani per condividere le loro storie sul potere curativo dei loro cani dopo la diagnosi.

Che si trattasse di combattere la solitudine o lo stigma, di scoprire l’importanza dell’amore incondizionato, di gestire le cure mediche, di superare la dipendenza o semplicemente di avere un migliore amico in un momento di bisogno, la storia di ciascuna persona è un resoconto unico dell’incredibile legame tra una persona e il suo animale domestico.

Da questo progetto è nata una Onlus,  Fred Says riconosciuta dal governo federale come un’organizzazione caritatevole senza fini di lucro. Nata in risposta al rapporto tra il Dr. Rob Garofalo, fondatore, e il suo cane Fred, che adottò poco dopo essere sopravvissuto al cancro  diagnosticato insieme all’HIV. Il Dr. Garofalo attribuisce a Fred uno dei principali fattori che lo hanno aiutato a sopravvivere a quello che considera uno dei suoi “momenti più bui”.


La missione della Onlus è quella di assicurare che tutti gli adolescenti con HIV ricevano le cure e i servizi di cui hanno bisogno per condurre una vita sana e produttiva. Fred Says cerca di ridurre lo stigma associato all’HIV che rende difficile l’accesso alle cure che meritano.

Una bellissima storia che dovevo condividere visto che quando mi sono sposato tra me e mia moglie avevamo 5 cani e un gatto.

La Cokerina della foto si chiama Lula e vi saluta tutti!

poloinformativo.hiv

La ricerca

Precedenti studi hanno infatti rilevato come i pazienti HIV+ siano doppiamente esposti, rispetto alla popolazione generale, a disturbi d’ansia o depressione. Un fatto non solo dovuto all’accettazione della patologia o ai cambiamenti nello stile di vita, ma anche e soprattutto per lo stigma che ancora ingiustamente circonda l’infezione.

È quindi emerso come gli stati depressivi e i disturbi dell’umore influiscano pesantemente sull’aderenza alla terapia antiretrovirale, una conseguenza pericolosa poiché l’assunzione regolare e controllata dei farmaci è essenziale per mantenere a bada il virus e assicurare un’esistenza lunga e serena.

Ritmi irregolari e dimenticanze, infatti, possono stimolare la resistenza stessa del virus alle molecole prescelte.

Degli intervistati, ben 184 accudiscono un animale domestico, con una prevalenza per i cani (92.5%). Il soggetto tipo del campione è rappresentato da un uomo di circa 49 anni, diagnosticato all’età di 32, bianco, di media o buona posizione sociale e omosessuale.

Dei proprietari di cani, il 68.9% ha adottato un quadrupede dopo la diagnosi, di questi per il 91.3% si tratta di un esemplare domestico rispetto a un cane addestrato o guida. Dall’analisi, è emerso come i soggetti privi della compagnia di un animale abbiano delle chances 3 volte più alte di imbattersi in problemi depressivi, nonché una compliance minore sull’assunzione  degli antiretrovirali.

I ricercatori hanno quindi suggerito come l’adozione di un quadrupede possa essere consigliata a tutti i pazienti sieropositivi, in alcuni casi proposta anche poco dopo la diagnosi, per i già citati effetti positivi: minore ansia e depressione, maggiore autostima, aderenza efficace al trattamento, migliori condizioni di salute e aspettative di vita.

Fonte dei dati: greenstyle.it

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