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HIV-MEDIA-STIGMA: da “Parole stupefacenti” un commento da chi c’era

di Luca Negri
HIV-MEDIA-STIGMA: da “Parole stupefacenti” un commento da chi c’era

HIV-MEDIA-STIGMA: da “Parole stupefacenti” un commento da chi c’era

HIV-MEDIA-STIGMA: Un commento sull’intervento di Marghetita Errico presidente di NPS Italia a “Parole stupefacenti”, ciclo di incontri organizzato dal Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Faenza presso l’Auditorium S. Umiltà Via G. Pascoli.

HIV-MEDIA-STIGMA: da "Parole stupefacenti" un commento da chi c'era

Zebra scrive:

Il 22 novembre 2017, sono stata alla conferenza di Margherita Errico

Presidente Nps a Faenza, Auditorium Umiltà, per “Parole stupefacenti”.
È stato emozionante per me sentirla parlare dal vivo… Avevo già letto l’intervista. Mi commuovo quando vedo talento e passione nell’impegno, e allo stesso tempo semplicità, come se parlare e inchiodare con interesse una platea in temi difficili fosse l’ambiente suo naturale. Per chi non ha potuto esserci, qualche traccia.

L’immagine delle persone che vivono con hiv nei media è spesso ancora oggi cristallizzata ai luoghi comuni degli anni 90’, all’esordio dell’epidemia, alle situazioni drammatiche del film “Philadelphia”.

Dopo i farmaci antiretrovirali un silenzio mediatico e istituzionale ha fatto scomparire nella nebbia le persone con hiv + dai media, ma anche dai presidi ospedalieri che fanno prevenzione, relegandoli a leggende metropolitane e stereotipi
– Manca un riscontro di ‘vita reale’ alle persone che vivono con hiv+. – dice con veemenza Margherita Errico, presidente NPS.
Così Margherita racconta la propria storia alla platea dell’auditorio a Faenza, quella del proprio contagio a 16 anni. Della vita che fa, dopo vent’anni, tra lavoro e patologia cronica.

I giornali a volte rompono silenzio in caso di scandali di contagi (ad es. il processo a Valentino Talluto) o di sensazionali scoperte di vaccini per eradicare il virus. questo è il giornalismo peggiore, perché bisogna dirlo non è sempre così; ci sono anche testimonianze oneste, anche se solo il 1 dicembre

Tra i film che parlano di hiv vengono trasmessi spesso c’è “Philadelphia”. Tra le opere del notevole Ozpetek, “Le fate ignoranti”. “Dallas Buyers Club” affronta la questione del contrabbando di farmaci in USA, negli anni ‘90. Poi c’è la recente commedia “Io sono positivo” di Bertone che sdrammatizza un po’ la malattia, ne parla in modo più attuale, più leggero, a tratti spassoso, svelando i meccanismi del contagio.
Quest’ultimo film è usato da Margherita Errico (Presidente NPS) per parlare di prevenzione hiv agli studenti nelle scuole, perché svela il meccanismo dei contagio nelle relazioni, e in qualche modo restituisce un quadro più attuale della malattia.

Di zebra dal Forum poloinfoHIV

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