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Hiv. Terapie rimborsabili che migliorano la qualità di vita delle persone

di Luca Negri
Hiv. Terapie rimborsabili che migliorano la qualità di vita delle persone

Pubblicata in Gu la determina Aifa sulla rimborsabilità di due nuove opzioni terapeutiche doravirina e doravirina in combinazione a dose fissa con lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato, che consentiranno di migliorare la qualità di vita delle persone Hiv

La corsa dell’Hiv si può fermare, con la prevenzione certamente, ma anche con le terapie. Perché una persona che vive con l’Hiv che segue una terapia efficace può azzerare la sua carica virale e, quindi, non essere più contagiosa migliorando la sua qualità di vita.
 
Adesso anche in Italia – appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale la determina della loro rimborsabilità da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – sono arrivate due nuove opzioni terapeutiche di Msd Italia: doravirina e doravirina in combinazione a dose fissa con lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato, che consentiranno di migliorare la qualità di vita delle persone Hiv+, massimizzare aderenza e persistenza al trattamento.
 
“L’arrivo di una nuova arma terapeutica è una buona notizia sia per le persone HIV+ che per la collettività – dice Andrea Antinori, Direttore Uoc Immunodeficienze virali Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma – perché è vero che per l’Hiv abbiamo a disposizione numerosi farmaci provenienti da diverse classi antiretrovirali ma molte volte a causa di diverse limitazioni (interazioni con altri farmaci, resistenze, problemi metabolici, ecc) l’armamentario terapeutico non è così ampio.

Quindi, avere a disposizione farmaci di documentata efficacia e sicurezza è sicuramente un vantaggio. Nel caso di doravirina è l’ultima molecola arrivata in una classe storica che conosciamo molto bene e che ha avuto – e ha tutt’oggi – una rilevanza importante nella terapia dell’Hiv. Ma, rispetto agli altri farmaci già presenti in questa classe ha dimostrato che sviluppa resistenze molto più lentamente e raramente. Questo perché questa molecola ha un’alta barriera genetica che finora è stata più tipica di altre classi. Inoltre, ha un alto profilo di sicurezza dal punto di vista metabolico e impatta davvero poco sul profilo lipidico e noi sappiamo quanto sia importante visto che il rischio cardiovascolare nei pazienti sieropositivi è aumentato.

Ma l’arrivo di nuove terapie è importante anche per la collettività: garantire una soppressione virologica stabile è un aspetto molto importante anche per ridurre la circolazione del virus. Oggi possiamo dire che la circolazione del virus Hivnon è alimentata dai soggetti sieropositivi in trattamento con viremia soppressa ma è alimentata esclusivamente da quelle persone che hanno un’infezione da HIV e non sanno di averla”.

Hiv. Terapie rimborsabili che migliorano la qualità di vita delle persone

L’approvazione, da parte di Aifa, di doravirina e della combinazione a dose fissa costituita da doravirina,  lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato è basata sui risultati degli studi di fase III Drive-Ahead, Drive-Forward e Drive-Shift, che hanno preso in esame il profilo di efficacia e sicurezza dei due farmaci.

Questi nuovi farmaci sono stati anche recentemente inseriti nelle Linee Guida Eacs 2019 come regimi raccomandati in prima linea e con un buon profilo di tollerabilità e poche interazioni farmacologiche.
 

Drive-forward: studio registrativo di fase III con doravirina (in combinazione con 2 NRTI) che ha dimostrato la non-inferiorità in termini di efficacia viro-immunologica ed un profilo lipidico superiore verso darunavir-ritonavir (DRV/r) in pazienti HIV positivi naïve al trattamento a 48 e 96 settimane.
 
Drive-ahead: studio registrativo di fase III con doravirina in combinazione a dose fissa con lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato che ha dimostrato la non-inferiorità in termini di efficacia viro-immunologica, un profilo neuropsichiatrico superiore ed un profilo lipidico superiore rispetto a EFV/FTC/TDF (efavirenz/emtricitabina/tenofovir disoproxil fumarato) in pazienti HIV positivi naïve al trattamento a 48 e 96 settimane.
 
Drive-shift: studio registrativo di fase III nel quale lo switch alla terapia di combinazione a dose fissa costituita da doravirina, lamivudina  e  tenofovir disoproxil fumarato ha dimostrato la non-inferiorità in termini di efficacia viro-immunologica a 48 settimane rispetto al regime al basale a 24 settimane in pazienti virologicamente soppressi. Il trial ha dimostrato, inoltre, un profilo di sicurezza favorevole e un profilo lipidico superiore rispetto ai pazienti con un regime contenente inibitori della proteasi.

Leggi l’articolo per intero alla fonte originale quotidianosanita.it

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