Home Attualità HIV vaccino: dalla Russia segnali incoraggianti sullo sviluppo di un vaccino

HIV vaccino: dalla Russia segnali incoraggianti sullo sviluppo di un vaccino

di Luca Negri

Secondo fonti dell’istituto scientifico Vektor, il farmaco sembra sicuro e in grado di indurre una risposta immunitaria specifica per il virus

La Federazione Russa ha annunciato la raggiunta efficacia del vaccino anti-HIV su cui l’istituto scientifico Vektor di Mosca aveva iniziato la ricerca nel 2011. A darne notizia è l’agenzia di stampa russa Interfax che cita fonti dell’istituto stesso, secondo cui “nel 100% dei volontari, dopo doppia vaccinazione, sono stati rilevati anticorpi specifici e linfociti T citotossici. mentre nell’80% è stata riscontrata la presenza di anticorpi neutralizzanti gli pseudo-virus dell’HIV”.

Inoltre, secondo quanto dichiarato, il vaccino, chiamato KombiVicVak-Novo (Vic è l’acronimo russo per HIV) avrebbe dimostrato di essere sicuro, di non provocare effetti collaterali e di indurre una risposta umorale e cellulare specifica per l’HIV.

La sperimentazione, hanno detto dal centro Vektor, continuerà fino a dicembre 2021 e verrà condotta su 240 volontari.

In sostanza, il vaccino è del tipo poliptopico il che significa che contiene piccoli frammenti di proteine virali di base altamente conservate in tre sottotipi di HIV-1: A, B e C. I vantaggi dei vaccini poliptotici consistono nel contenere unicamente frammenti di proteine virali necessarie per la formazione di un’immunità specifica, e non contengono strutture virali a grandezza naturale, che possono essere fattori patogeni o che possono inibire la formazione di immunità protettiva o stimolare lo sviluppo di reazioni autoimmuni.

Secondo i ricercatori, l’attività degli anticorpi nella nuova variante del vaccino KombiVicVak-Novo (aggiornamento del vaccino KombiVicVak del 2011) è dieci volte superiore a quella originale. “Ben venga la ricerca da parte dei russi, come da ogni comunità scientifica del mondo”, ha detto il professor Stefano Vella dell’Istituto Superiore di Sanità.

“In ogni caso, pur non avendo ancora studiato i dati della loro sperimentazione, credo tutto sommato che la tecnica di utilizzo delle proteine virali non rappresenti al momento una significativa novità. È un tipo di sperimentazione che si fa in tutti i laboratori di ricerca del vaccino contro l’HIV”.

Fonte: osservatoriomalattierare.it

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