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I racconti di Viruz: Bandiera gialla III

di Luca Negri

I racconti di Viruz: Bandiera gialla III

I racconti di Viruz:
Bandiera gialla III episodio
di Pino Zumbo

Potrei disquisire di filosofia con Aristotele, parlare di figa con Ovidio, farmi due risate con John Belusci, ammirare Caravaggio, disegnare con Magnus, ascoltare Baudelaire, ragionare con Gandhi, infrascarmi con Marylin, suonare con Lennon …invece sono qui a fare doposcuola proprio a te.
Sapevi suonare?
I citofoni, molto bene. Se ero incazzato anche i clacson, di qualsiasi mezzo. Un vero talento.

Bravo. Sfotti. Hai paura di perdere tempo? Ricevi così tante visite? Hai un appuntamento?
Di tempo ne ho un’eternità. Non ho bisogno di visite, qui prima o poi, arrivano tutti.
Come hai visto e capito, sono già in buonissima compagnia.

Certo che, un virus può fare parecchi danni…
Sei tu che mi prendi per culo! Hai cancellato intere generazioni.
Sterminato la meglio gioventù degli anni 70 e 80 e 90. Italiana compresa.
Hai ucciso artisti, poeti, musicisti, pittori… ci hai, e ci stai privando di persone, di potenzialità, di speranze, di sogni.  Crei lutti giornalieri, infetti migliaia di persone ogni giorno. A tutte le latitudini.
Non solo nessuno è riuscito ancora ad incastrarti, ma fai un serrato proselitismo sommerso.

Vuoi dire che ho le carte in regola per il prossimo ripulisti globale?
Ne hai tutte le caratteristiche e i fatti lo confermano, anche se spacciano il contrario.

Tu mi aduli.
Sifinculi.

Che vuol dire?
Si figuri con la rima. Non montarti la testa. Proseguiamo?

Andiamo sui contemporanei.
Allora dobbiamo tirare dentro anche i vecchi.

Sifilide e Tubercolosi?
Disgraziatamente si.

Quelle le conosco, sono attive. Mie alleate in molti casi.
Non ti allargare. Loro non hanno certo bisogno di te.
La Sifilide è un batterio, che scatena una malattia contagiosa, che ha una tradizione talmente poliglotta da avere più sinonimi di qualunque altra.

Tipo?
Almeno 45. Te ne cito solo qualcuno:
Morbus gallicus o mal francese, mal del soldato, mal dei cristiani, dei tedeschi, dei polacchi, di Galizia. Malattia di Saturno, mal napoletano, male nuovo, mentagra, morbo castellano, mulo epidemico, peste marranica, sabbia egiziana, vaiolo ispanico… eccetera.

Che confusione. Qual è quello giusto?
Sifilide o Lue, sono quelli ufficiali. Si muove uguale a te.

Già. Prevalentemente a trasmissione sessuale.
E come te, usa anche il contagio verticale. Estendendosi dalla placenta al feto, con malformazioni che possono interessare: la cute e le mucose, l’apparato scheletrico, gli occhi, il fegato, i reni e il sistema nervoso centrale.

Quanti stadi ha?
Tre. Che vengono chiamati periodi. Abbastanza rapidi.

Io ne ho nove.
No. Tu hai due periodi, e nove stadi.
A1, A2, A3, B1, B2, B3 che riguardano i sei stadi della sieropositività. HIV
C1, C2, C3 riguardano invece la fase terminale e conclamata. AIDS

Sono più clemente nel periodo.
Certamente avete tempi diversi. Ma in realtà alle tue nuove leve del sommerso, fai saltare gran parte degli stadi. Alla tua scoperta molti si ritrovano… già in serie C, prima di cominciare il campionato.

E quello, il mio Jolly contro la vostra stupida e ottusa umanità!
Ognuno di voi nasce e cresce nella convinzione di essere speciale, che le cose accadono sempre agli altri, vi credete distanti, migliori, invulnerabili. Degni di fortuna.
Vi somigliate anche per un altro aspetto subdolo.
Durante l’ultimo periodo, cosiddetto ‘terziario’, entra in una fase di latenza clinica, un po’ come fai tu, imboscandoti nei santuari quando marca male.

Per quanto tempo?
La sua durata è indefinita. Anche qualche anno. Al termine del periodo di apparente calma,
si riattiva, e nel corso di quest’ultima fase il malato perde progressivamente le capacità.

Tipo?
Controllare i movimenti muscolari, possono verificarsi delle paralisi.
Confusione mentale, cecità graduale e demenza.
Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.
Come successe anche ad Al Capone in carcere, o a Paganini, che tra un irripetibile concerto e l’altro… sollazzò le donne di corte di mezza Europa.

Terapie?
La terapia è a base di penicillina G benzatina.
Per i pazienti allergici a questo farmaco si ricorre ad altri antibiotici.
La terapia è più efficace se cominciata negli stadi precoci.
Gli schemi terapeutici variano in rapporto alla durata della malattia.
Al termine del trattamento tutti i pazienti devono sottoporsi a periodici controlli per almeno un anno. Inoltre, il paziente dovrà astenersi dall’avere rapporti sessuali finché non si verifichi la completa guarigione delle lesioni causate dall’infezione.

Con me non c’è guarigione. Mai. Chi ha inventato la cura?
Fleming nel 1928.

Un’altra intuizione del fenomeno di turno?
No. L’origine fu bislacca, ma lo sviluppo una vera bottazza di culo.
Me lo ha ribadito di persona.

Com’è andata?
Nel 1922, colpa di un raffreddore persistente, si prelevò un campione di proprie secrezioni nasali, e le incubò su piastre per la coltura batterica, al fine di valutare l’eventuale crescita di qualche colonia batterica (non sapeva ancora che l’influenza è un virus e non un batterio…).
Il giorno dopo, mentre analizzava colonie dei batteri cresciuti, una lacrima le cadde inavvertitamente sulla piastra.

E allora?
60 minuti. Taci un attimo! non interrompermi continuamente.
All’inizio, Alex non diede alcun peso all’accaduto.
Dopo aver compiuto le sue osservazioni ripose la piastra. Il giorno dopo riprendendola in esame, si accorse con sorpresa che i batteri erano cresciuti ovunque, tranne che sul punto, dove si scorgeva chiaramente l’area tondeggiante e più chiara.

Quella della lacrima.
Precisamente. Proprio quella. Poi mi ha spiegato tutto il susseguirsi fortuito degli eventi.

Spiegamelo.
Ci ho capito poco. Gli diedero una cattedra e tra studi assenze e dimenticanze, nel senso che fece una vacanza di tre giorni dimenticandosi di distruggere delle colture.
Esclamò: “E’ buffo.”

Flemma o humour inglese?
L’inibizione della crescita batterica in una limitata porzione della piastra, assomigliava al fenomeno che aveva osservato sei anni prima. Ha ribadito anche a me testualmente: “Se non fosse stato per la mia precedente esperienza, avrei subito buttato via la piastra perché contaminata, come molti batteriologi devono aver fatto prima di me. E’ molto probabile che altri ricercatori abbiano visto in una coltura gli stessi cambiamenti che ho osservato io ma, in assenza di un interesse particolare per le sostanze antibatteriche naturali, le colture andate a male siano state immediatamente gettate. Invece di eliminare la coltura contaminata, io feci alcuni esperimenti”.

E dopo?
Me lo ha spiegato pazientemente, ma è algebra per me.
PH neutro ed acido, selezione sui Gram positivi, negativi… enigmi incomprensibili.
Fatto sta che ho una smisurata stima per lui.

Perché ha trovato un rattoppo?
Perché per la penicillina, di sua invenzione, che ha salvato e salva la vita a moltitudini, ricevette il premio Nobel 45 e decise di non proteggerlo con brevetti, perché desiderava che tutta l’umanità ne traesse beneficio.

Un vero benefattore.
Le industrie farmaceutiche, non potendo incassare le royalties perché non protette da brevetto, ne ritardarono di oltre dieci anni la produzione e commercializzazione. Perché non vollero rischiare gli investimenti necessari, non potendosi parare il culo e speculare con la protezione brevettuale.
La tradizionale solita storia.

Quando compare per la prima volta?
Ci sono molte versioni.

In che senso?
A lungo la storiografia del vecchio continente, ha dato la colpa a quello nuovo di aver trasmesso la malattia, attraverso i marinai delle tre caravelle di Colombo.

Documenti a suffragio della teoria?
Un medico spagnolo nel 1539 ha scritto un libro, con riferimenti alle cure da lui effettuate a Barcellona nel 1493, ad alcuni marinai di Colombo, affetti da una nuova malattia che identificò con la sifilide. Sostenendo che la malattia fosse originaria dell’isola Hispaniola.
I primi navigatori europei la portarono in Spagna, e dalla penisola iberica si diffuse negli altri Paesi.

Mi sembra plausibile.
Molto plausibile e sicuramente vero, ma non fu quella l’origine in Europa.
Scavi presso un monastero agostiniano nel nord Inghilterra, hanno recentemente portato alla luce scheletri con evidenti segni della terza fase della malattia.
Attraverso il metodo del radiocarbonio, hanno stabilito una datazione intorno al 1340.

Pertanto?
Quei cadaveri, sono passati a miglior vita più di 150 anni prima del viaggio di Colombo.
Ipotizzano che la sua diffusione in Inghilterra sia da legarsi alle spedizioni vichinghe in Groenlandia e in Canada: a Terranova.

Come sarebbe a dire?
E’ documentato che i vichinghi abbiano varcato l’oceano più di 5 secoli prima del genovese.
Nato in vico dritto ponticello, sotto la Porta Soprana.
Ho anche certezze, privilegio dei morti. I Fenici furono i primi.
Ma anche alcune navi crociate varcarono l’oceano, riuscendo a scampare allo sterminio sui roghi dell’inquisizione, riuscendo a portare in salvo molte sapienze.

Ci risiamo con le sapienze… tipo quali?
Per esempio, costruire cattedrali gotiche. Prima e dopo il loro avvento… tabula rasa.
Questo è tangibile, riscontrabile. Extra best seller.

Quindi è arrivata nel medioevo?
Nel mondo classico era probabilmente presente in forma poco virulenta.
In America gli europei hanno ritrovato la varietà originaria. Endemica tra la popolazione locale, perché più soggetta al contatto fisico, ma dall’aggressività assai più blanda.

Quando ci fu la prima epidemia?
Quella tradizionalmente conosciuta è scoppiata a Napoli nel 1495, a seguito della calata di Carlo VIII.  Il ritorno dell’esercito francese verso nord diffuse la malattia in tutto lo stivale, e alla fine in tutta l’Europa, giungendo sino in Oriente.

E’ per questo che in origine venne chiamata mal francese?
Esatto. Ovunque, tranne che in Francia. Che chiamarono mal napolitain: fin dal suo comparire, si moltiplicarono le accuse ai popoli confinanti e nemici.

Per quello ha tanti nomi.
Ci sono anche tante malattie… troppe! Più dei soprannomi della Sifilide.
Dovrei parlarti ancora di altri flagelli, come la TBC, che ti avevo annunciato e che conosci bene, in quanto agite spesso in contemporanea, della Gonorrea, della Malaria, di Ebola. Dello spauracchio della Sars o dell’aviaria, del prione, e del ‘nuovo acquisto’ dell’influenza suina.

Ma quanta concorrenza ho?
Parecchia.
L’uomo mortale, oltre che impermanente, coabita con virus simili a te da tempi ancestrali, e sfama da altrettanto tempo, una schiera di microrganismi, germi, batteri, funghi, microbi, parassiti, perfino vermi.

Vermi?
Sì. Coloniano una vasta parte di popolazione, sistemandosi prevalentemente nello stomaco e nell’intestino, ma queste storie te le racconterò quando tornerai a farmi visita.
Tra poco albeggerà, è ora che vada a confortarmi. Per questa notte ho concluso.

Tornerò per ascoltare il resto.
L’indirizzo lo conosci. Salutami a sorreta.

Fine Episodio


Fonte:
www.npsitalia.net

 

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