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I racconti di Viruz: il camaleonte a sonagli

di Luca Negri

I racconti di Viruz: il camaleonte a sonagliI racconti di Viruz:
Racconto e immagini di
Pino Zumbo

Il camaleonte si mimetizza, si confonde, si mischia all’ambiente.
Questa nuova specie umanizzata, alterando gli stati di coscienza, ha sviluppando all’estremità un sonaglio mortale, come quello dei crotali, i serpenti del deserto americano.

Solo che questa bestia, non stride il sonaglio, allertando prima di colpire, le potenziali vittime.
Mimetizzato tra la gente, colpisce silenziosamente con mortalità, inoculando alle inconsce vittime, la sua tossina fatale, che agirà nel tempo, eliminando la preda.

La canicola di luglio picchia come un martello sull’incudine asfaltata della Via Emilia.
Dentro il rovente furgone blindato, che procede avvolto nella calura, le guardie boccheggiano con il viso rivolto alle aperture per le armi da fuoco, uniche fessure all’interno di una ferrea blindatura totale. L’aria condizionata non funziona.
All’interno del vano ci sono due cellette biposto, simili ad una voliera a maglia fitta.
Contengono quattro prigionieri, due per loculo, silenziosi, respirano la paura a testa bassa.
L’ambiente angusto, trasuda d’ascelle pezzate. Viruz li osserva attentamente.
Il primo è un 55enne brizzolato, con poca cultura, respira affannosamente con gli occhi chiusi, il caldo gli sta facendo bollire il cervello.

Cos’hai combinato?
Niente. Ho donato il sangue in un punto di raccolta mobile, nei caruggi della mia città.

Sei fuori? I sieropositivi non possono donare, né sangue né organi.
Assieme al preservativo, sono i primi tre comandamenti.
Concetti fondamentali che il medico ti comunica immediatamente alla conferma del test, per legge.
L’ho fatto in buona fede, pensavo che il sangue fosse depurato, prima di essere usato.

Eri consapevole del tuo stato, per me sei un vassallo prezioso, ma ti depureranno il cervello, vedrai.
Potevi infettare tante altre persone.

Mi hanno arrestato per l’art 438 cp.

Sarebbe a dire?
Epidemia. Che prevede come unica pena: l’ergastolo.

Complimenti, vitto e alloggio perpetuo, dentro qualche buco malsano con sbarre e cancelli.

Il secondo gli siede a fianco, 35enne, spossato, madido di sudore.
Sventaglia nervosamente i documenti per non andare in anossia celebrale.

E tu? Che ci fai qui?
Mi hanno arrestato con l’accusa di lesioni gravissime aggravate.

Cos’hai combinato?
Il mio compagno mi ha denunciato.

Le accuse sono fondate; anche tu conoscevi il tuo stato. Hai scientemente infettato …
Accortosi di essersi infettato, si è presentato alla squadra mobile, addebitandomi la colpa.

Anche tu, piccolo stronzo, mi fai gioco e non mi lamento.
Ma per i tuoi simili, è un atto delittuoso, non informare e consapevolmente infettare il proprio caro.
Avevo paura di perderlo, mi ha spinto l’amore…

Non dire stronzate! Questo è egoismo criminale!
Amore… Non ne conosci, neppure vagamente il significato.
Chi ha amato, ha sempre sostenuto, che amore è prendersi cura, tutelare, proteggere, condividere, fare il suo bene, anche a costo del tuo sacrificio.
Sentimenti che per te… rimangono a distanze siderali.

La Procura mi manda agli arresti domiciliari.

Hai evitato la galera per via delle tue condizioni cliniche?
Ho un buon avvocato.

E’ questo, che fa incazzare il tuo prossimo.
Quelli che avrebbero diritto, rimangono nei vari bracci della morte, resi tali dalle proprie condizioni fisiche e dall’abbandono delle istituzioni.  Solo perchè Dio è voltato di spalle, e non hanno santi in paradiso né mecenati in terra.
Sono gli indegni come te, che se la cavano sempre, a discapito di tutti gli altri.

La giustizia non è di questo mondo.
Fai l’arrogante? Un’altra giustizia ti aspetta sull’altra sponda: io l’ho vista.
Non potrai barare, né ci saranno sconti o biglietti falsi da comprare.

Nella seconda gabbia, i due 40enni sono entrambi eleganti.
Distrutti anch’essi dall’afa, sudaticci, a capo chino. S’ignorano.
Il primo è un concessionario di auto di lusso. Colto, amante dei viaggi esotici in oriente.
Il cellulare sobbalza sulla strada costellata di lavori in corso.
Tiene le mani tra le gambe accavallate, la tensione gli fa ciondolare inconsapevolmente la testa, ritmicamente, avanti e indietro. Sguardo basso e fisso, allucinato, assente, lo stesso atteggiamento  di Rudolf Hess al processo di Norimberga.

A te qual buon vento ti porta?
La mia ex donna, molto più giovane di me.
A causa di una polmonite, scoprì di avere il tuo virus. Dieci anni orsono.
Mi affrontò, anche se non stavamo più insieme da parecchio, e io glielo confessai.
Nel frattempo mi sono sposato un’extracomunitaria, che ora è incinta.

E perchè ti hanno arrestato dopo dieci anni?
Sto andando a discutere la convalida dell’arresto, forse non lo faranno, forse no.

Com’è andata?
Lei è di famiglia facoltosa, ha taciuto fino il giorno in cui dovette iniziare i farmaci per la depressione.
Il segreto l’opprimeva. Quando si è innamorata di un altro, non sapeva come fare.

E’ comprensibile…
Si è consultata con mia moglie, e quella scema che gli suggerisce?
…Di farsi mettere incinta! così lo avrebbe legato a lei.

Bella cazzata, è la stessa che usano al suo paese, probabilmente usata anche con te.
Poi un bel giorno, gli è scattata qualche strana molla, ha avvicinato una psicologa che gli ha rivoluzionato il cervello: ha interrotto gli antidepressivi, e rompendo gli indugi, si è confidata in casa. Così è trapelato tutto.

Di conseguenza è scoppiato un casino internazionale…
Vedremo come va a finire. Non ho molta fiducia.
Ho sentito parlare di uno, che per giocarsela fino all’ultimo, denunciò addirittura l’ospedale che lo curò, a seguito di un incidente in moto.

Cosa diavolo c’entra questo, con la tua storia?
Anche lui, come me, è stato denunciato dalla sua ex fidanzata, dopo la fine della relazione con lei.
Con quella favoletta inverosimile, cercava di dimostrare che nel periodo in questione,
non sapeva di essere infetto perchè l’incidente, è accaduto dopo la fine della loro storia.

Come gli è andata?
Lo hanno condannato.

Se vi foste messi il cappuccio all’uccello non sareste qui.

L’ultimo è il più camaleontico. Il peggiore. Una vera merda d’uomo.
L’esemplare in questione è d’aspetto innocuo e piacevole, belloccio.
Fisico sportivo, ha modi garbati e gentili, intrattenitore colto e educato, mai volgare.
Non segue le mode, non ostenta lussi o agi. Brillante, sempre brioso, non disdegna conversazioni argute di cultura generale. Ha un lavoro ben pagato che lo porta in giro per il mondo. Scapolo.

Chi sei?
Lo sai chi sono. Come io so chi sei tu.
Sono venuto per conoscerti, gli altri tre stronzi li ho trovati qui, ma io sono qui per te.
Sei il prototipo ideale del sommerso.
Sei spietato, freddo, lucido, insensibile. Un vero mostro.
Non come la massa di pirla, che danzano sul baratro scambiandosi il ruolo di vittime e carnefici inconsapevoli.
Tu sei un autentico untore.

Non ho niente da dirti.
Lo so, cosa potresti dire? Qualcosa te la posso dire io.
Le tue qualità e caratteristiche sono molto rare, da riscontrare in un uomo solo, tutte insieme.
Irresistibile per l’altro sesso… avrai fatto stragi.

Infatti. Non è raro vedermi in dolce compagnia, sempre diversa di giovani e meno giovani.

Da quanto sai d’essere sieropositivo?
Dieci anni.

Come ti hanno beccato?
Hanno incrociato alcune testimonianze di vittime raccolte negli ultimi cinque anni.
Tutte prede carine, che hanno contratto la stessa infezione.

Sono tante?
Abbastanza. Tutte cadute nella mia rete.

Anche all’estero?
Specialmente all’estero, ma su quelle vittime non potranno indagare molto.

Come le conosci?
Locali, amici comuni, feste, lavoro, web, …la caccia è sempre aperta.
Tutte donne maggiorenni e consapevoli.

Consapevoli di scopare con te, non di contrarre me, virus con decorso dall’esito mortale.
Non le ho infettate tutte, a qualcuna è andata bene.

Usi l’uccello come la roulette russa.
Sono rimasto col cerino acceso, solo quando mi rifiutai di tornare con una mia ex fidanzata.
Gelosa e hiv anche lei, pensava di mettermi con le spalle al muro, con la speranza di tornare insieme. Quando ha capito che non c’era niente da fare, m’ha sputtanato.

Cosa ti spinge a farlo?
Vorresti provare a psicanalizzarmi? Interrogarmi? Anche tu?
Come quei bifolchi ignoranti che stanno dall’altra parte della grata?
L’amore e il sesso possono essere criminali.
Privi di coltelli o pistole, senza bagni di sangue, e nemmeno clamorosi omicidi/suicidi.
Incerto è il confine tra voglia di possesso e desiderio di distruzione…
Tra passione e rabbia, tra felicità e dramma…

Sei colto, intelligente, profondo, un esemplare davvero difficile, da studiare.
Cosa c’è da studiare? Di fronte all’ennesima storia sull’imperscrutabilità dell’animo umano.
La trama è la stessa, in queste storie: uno dei due è malato e non lo dice all’altro.

OK, grazie per l’aiuto. Ma io non sono una patologia qualunque.
Nel Terzo millennio, significo ancora: condanna a morte.
Ti ergi sul palco del boia untore, condannando colpevoli e innocenti.
Depauperandone il futuro, a caro prezzo fisico e morale, seppellendoli socialmente, in disperata attesa del miracolo.
Ognuno è arbitro del suo destino. Le coppie eterosessuali e non, si tradiscono, questo è un fatto.
Tutti sono costantemente a rischio, e la maggior parte non ci pensa nemmeno.

Gli idioti che credono ancora nelle categorie, e non nei comportamenti…
Non è semplice chiedere al partner occasionale il certificato dell’Hiv.

Carogna. Tu hai rovinato anche le donne che si sono legate a te per anni.
Tradire, comporta sempre una serie di rischi, infettarsi è il più pericoloso.
Quando scopri di avere l’Aids, di solito per vie traverse, ti assalgono miriadi di pensieri e paranoie. Non è semplice, quando tutto rimane normale intorno a te, e la gente continua a scopacchiare in giro, tranquilla, continuando imperterrita a sottovalutarti, come facevo io, prima.
Perchè devo prenderlo in culo solo io e gli altri no?

Ti fa rabbia che si comportino anch’essi come te, senza contrarre nulla.
Non sopporti di aver pescato la paglia corta.
Ci vogliono mesi, per elaborare la paura che non hai mai avuto, con il sapere d’esserlo.
Con chi te la prendi? Con te? No, se non accetti com’è successo a me.
Mi accanisco e scarico il mio rancore, contro tutte le donne.
Sono loro, che hanno spianato la tua strada nel mio corpo.
Restituisco un pò del mio destino a chi se lo merita, non prendendo precauzioni.

Solo perchè fanno le stesse minchiate che facevi tu?
E’ la legge dei grandi numeri, il calcolo delle probabilità.

La vita è una: per tutti! Tu non sei l’Onnipotente, che può decidere della vita altrui.
I meccanismi del profondo intimo umano sono complessi.
Tre anni orsono, a Firenze hanno arrestato un’altro untore.

Dark love. Ne ho sentito parlare.
E’ quello che ha contagiato i suoi amici di chat, come hai fatto anche tu.
Ricordi quello che scriveva su internet?
“Stanotte goditi la pazzia e domani risvegliati accanto al tuo carnefice.”

Il furgone svolta verso l’autogrill, la manovra sballotta gli astanti, Viruz sparisce.
I corpi sono disidratati, c’è bisogno d’acqua, e di prendere una boccata d’aria fresca.
Il furgone si ferma in un’area isolata della piazzola dietro l’autogrill, gli agenti aprono le arnie mettendo i ferri ai detenuti, che dopo essere scesi, vengono ammanettati nella panchina all’ombra, di fianco al blindato.
Tutti si accendono una sigaretta, respirando a pieni polmoni la prima boccata.

Brigadiere, quando arriviamo?
Quando è ora.
Fine.

 

 

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