Home HIV - Ricerca Icar Awards: vince lo studio sul rapporto tra virus dell’Hiv e genoma

Icar Awards: vince lo studio sul rapporto tra virus dell’Hiv e genoma

di Luca Negri
Published: Last Updated on

Icar Awards: vince lo studio sul rapporto tra virus dell’Hiv e genomaIcar Awards: vince lo studio sul rapporto tra virus dell’Hiv e genoma

«Un bellissimo lavoro». Così Andrea Gori, direttore Malattie Infettive al San Gerardo di Monza, Università Milano-Bicocca e uno dei tre presidenti dell’Italian Conference of Aids and Antiviral Research ( Icar) 2016, ha definito lo studio del giovane ricercatore Francesco Simonetti sul virus dell’Hiv premiato agli Icar Awards.

A Icar Awards lo studio condotto presso il National Cancer Institute analizza il modo in cui il virus si integra con il genoma, seguendo uno schema ben preciso, con l’obiettivo di inserirsi in alcuni geni per favorirne la sua diffusione.

Questo studio si basa sulla recente evidenza che la maggior parte delle cellule infettate da Hiv va incontro a proliferazione. Originando una progenie di cellule tutte uguali (da qui il nome di “espansione clonale”).  Anche il virus integrato nel genoma della cellula può così persistere nel tempo, anche dopo anni di terapia antiretrovirale efficace.

La distribuzione dei siti di integrazione di Hiv nel Dna umano è in gran parte casuale. Tuttavia, geni particolari, spesso legati al ciclo cellulare e importanti nella genesi di alcuni tumori, conferiscono un vantaggio di sopravvivenza alle cellule infette e così anche al virus. I dati presentati all’ultima edizione del CROI riguardano proprio i virus integrati in questi geni “speciali”.

«Tutti i virus studiati – spiega l’autore dello studio Francesco Simonetti – erano chiaramente non più funzionanti, a causa di numerose mutazioni o all’assenza di geni fondamentali, fenomeno estremamente frequente nei virus integrati. Al contrario però, una regione chiamata “Ltr”, che regola l’espressione del virus, risultava sempre intatta e capace di alterare l’espressione del gene in cui Hiv si trova integrato, modificando così alcune proprietà della cellula infettata, come la capacità di proliferare o di sopravvivere nel tempo. Lo studio di questi cloni è fondamentale, in quanto questi possono contenere anche dei virus intatti, rappresentando uno dei veri ostacoli al controllo o alla cura dell’infezione da Hiv. Strategie terapeutiche future dovranno infatti prevenire, od ostacolare l’espansione clonale delle cellule che costituiscono il serbatoio dell’Hiv».

Fonte: healthdesk.it

Potrebbe interessarti anche

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che ti stia bene, ma se lo desideri puoi disattivarli. Accetta Tutto Scopri di più