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Il giornale HIV positivo

di Silvia Bandini
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La nuova campagna Saatchi & Saatchi Switzerland per Vangardist Magazine, testata maschile bilingue tedesco/inglese, vuole dare un colpo a stigma e pregiudizi e far ‘notizia’ sull’HIV: 3000 copie del numero primaverile sono stampate con un mix di inchiostro e sangue HIV +

28 aprile 2015- Vangardist stampato con sangue HIV-positivo: Saatchi & Saatchi Switzerland contro l’Aids
Con la nuova campagna firmata da Saatchi & Saatchi Switzerland, la rivista Vangardist, una testata maschile bilingue tedesco/inglese, invita i suoi lettori ad adottare un approccio pragmatico nei confronti dell’Aids, liberandolo dal pregiudizio sociale che circonda la malattia.

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In concomitanza con uno dei maggiori eventi mondiali legati all’HIV – il “Life Ball” – che si tiene ogni anno a Vienna, città dove ha sede la redazione della rivista, tutte le 3.000 copie del numero di primavera di Vangardist sono state stampate usando un’inchiostro mescolato con il sangue HIV positivo donato da tre persone infettate dal virus.

Ovviamente la rivista è stata prodotta applicando i più severi parametri di sicurezza, secondo le linee guida elaborate delle università di Harvard e di Innsbruk, ed è totalmente priva di rischi per chi la maneggia; ma le polemiche e le discussioni che ha scatenato sono state molto vivaci.
Proprio l’obiettivo che si voleva raggiungere, poiché nonostante 30 anni di campagne mirate e gli sforzi di attivisti e ricercatori l’HIV continua a essere la sesta causa di mortalità al mondo. Un dato che contraddice la percezione dell’Aids come qualche cosa di vecchio, che non fa notizia e di cui parlare una o due volte l’anno in occasioni istituzionali.
Di qui la decisione di Vangardist di riaccendere il dibattito sulla malattia e sul pregiudizio sociale, considerato da tutti come una delle cause che ne rendono difficile il contrasto.

“Come testata lifestyle”, commenta Julian Wiehl, Publisher e CEO di Vangardist, “siamo convinti di dover affrontare i temi che innervano la società attuale. E che cosa di più attuale del fatto che si registrano ogni anno l’80% di casi di HIV in più rispetto a dieci anni fa, e che il 50% dei contagiati viene identificato troppo tardi per essere curato al meglio a causa della renitenza a sottoporsi agli esami per non affrontare la stigmatizzazione sociale che ne deriva?”.
“Questa vicenda dimostra che nulla è impossibile”, conclude Jason Romeyko, Executive Creative Director di Saatchi & Saatchi Switzerland. “Quando siamo stati contatti da Vangardist perché li aiutassimo a elevare il livello di consapevolezza del problema in occasione del Life Ball, capimmo subito di avere di fronte un cliente “coraggioso”. Con questo progetto unico nel suo genere abbiamo puntato a sconfiggere i pregiudizi, trasformando il media stesso nella “radice” del pregiudizio. Quando le gente prende in mano una rivista in cui ogni parola, ogni riga, ogni immagine è stampata con inchiostro “contaminato” dall’HIV, con questo stesso gesto infrange il tabù sociale”.

Il numero di primavera di Vangardist è disponibile da oggi per gli abbonati, e sarà da settimana prossima disponibile nelle edicole e online.

Fonte:Advertiser

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