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Ilo, approvata norma internazionale del lavoro sull’Hiv/Aids

di Luca Negri
LILA: S.O.S. discriminazioni sul lavoro

I rappresentanti di governi, datori di lavoro e lavoratori presenti alla conferenza annuale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) hanno adottato oggi una nuova norma internazionale del lavoro sull’Hiv/Aids che costituisce il primo strumento internazionale per i diritti umani dedicato specificatamente a questo tema nel mondo del lavoro.

Ilo, approvata norma internazionale del lavoro sull'Hiv/Aids

La nuova norma è stata adottata dai delegati alla Conferenza Internazionale del Lavoro con 439 voti a favore, 4 contrari e 11 astensioni, a seguito di due anni di dibattito intensi e costruttivi.

La norma è il primo strumento giuridico adottato a livello internazionale volto a rafforzare il ruolo del mondo del lavoro nell’accesso universale alla prevenzione, al trattamento, alla cura e al sostegno all’Hiv/Aids; essa contiene disposizioni riguardo i programmi di prevenzione e le misure antidiscriminatorie a livello nazionale e aziendale. Inoltre, enfatizza l’importanza, per i lavoratori e le persone che convivono con l’Hiv, dell’occupazione e delle attività generatrici di reddito, in particolare in termini di continuità dei trattamenti.

La Conferenza ha, inoltre, adottato una risoluzione sulla promozione e attuazione della Raccomandazione, che invita il Consiglio d’amministrazione dell’Ilo a stanziare maggiori risorse per dare seguito alla nuova norma. La risoluzione chiede anche che sia istituito un Piano d’Azione Globale che ne garantisca un’ampia attuazione e preveda un resoconto periodico da parte degli Stati membri.

“Con questo nuovo strumento per i diritti umani – ha spiegato Sophia Kisting, direttore del programma dell’Ilo sull’Hiv/Aids e il mondo del lavoro – possiamo sfruttare la forza del mondo del lavoro e ottimizzare gli interventi sui luoghi di lavoro per migliorare significativamente l’accesso ai servizi di prevenzione, trattamento, cura e assistenza. Non possiamo farcela da soli, ma questa nuova norma fornirà, io credo, un contributo fondamentale per realizzare il sogno di una generazione libera dall’Aids”.

Thembi Nene-Shezi, che ha presieduto le discussioni sulla norma in seno alla commissione sull’Hiv/Aids, ha affermato “abbiamo a disposizione uno strumento che dovrebbe essere motivo di orgoglio per l’Ilo e i suoi costituenti. Tuttavia non c’è tempo da perdere. Dobbiamo andare avanti e promuovere questa norma. L’impegno dei suoi ideatori, governi, datori di lavoro e lavoratori, sarà cruciale per lo sviluppo di politiche nazionali sul luogo di lavoro fondate sui diritti umani e orientate al superamento delle discriminazioni”.

Il vicepresidente per i datori di lavoro della commissione sull’Hiv/Aids, Patrick Obath (Kenya), ha dichiarato che “la norma riguarda tutti e rafforza la lotta all’Hiv/Aids. La cosa più importante da fare adesso è attuare a livello nazionale politiche nei luoghi di lavoro per sostenere ciò che alcuni datori di lavoro stanno già facendo e rafforzare la risposta nazionale”. Il vicepresidente per i lavoratori della commissione, Jan Sithole (Swaziland), ha affermato “siamo orgogliosi di avere tra le mani uno strumento internazionale senza precedenti per contrastare l’Hiv/Aids grazie al luogo di lavoro. Fino a quando non vi sarà una cura non avremo altra scelta se non utilizzare il contenuto di questo strumento ad ogni livello della società”.

La nuova norma ha la forma di una raccomandazione, una delle due tipologie di norme del lavoro che possono essere adottate dall’Ilo. Nonostante si differenzi da una convenzione in quanto non necessita di ratifica, una raccomandazione deve essere comunicata ai Parlamenti nazionali e deve essere discussa per quanto riguarda i termini della sua attuazione attraverso la legislazione e le politiche nazionali. La raccomandazione amplia il Codice di condotta sull’Hiv/Aids e il mondo del lavoro adottato nel 2001.

 

Lo strumento normativo definitivo si basa sui seguenti principi: è necessario riconoscere che la risposta all’Hiv/Aids contribuisce alla realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali di ogni essere umano, compresi i lavoratori, le loro famiglie e le persone a loro carico; è necessario riconoscere e considerare l’Hiv/Aids come una questione riguardante il posto di lavoro, da includere fra gli elementi essenziali della risposta nazionale, regionale e internazionale alla pandemia, con la piena partecipazione delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Non vi deve essere discriminazione o stigmatizzazione dei lavoratori, i particolare nei confronti di coloro che sono in cerca dilavoro o presentano domanda di impiego, in base alla loro reale opresunta sieropositività o al fatto che appartengano alla fascia dipopolazione ritenuta maggiormente esposta o vulnerabile al rischio diinfezione. I lavoratori, le loro famiglie e le persone a loro caricodevono avere accesso ai servizi di prevenzione, trattamento, cura esostegno all’Hiv/Aids, e il posto di lavoro deve facilitare l’accesso aquesti servizi ed è necessario riconoscere e rafforzare lapartecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori nell’ideazione,attuazione e valutazione dei programmi nazionali e sul luogo di lavoro.

FONTE: adnkronos.it

 

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