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Incontri chat e contagi da hiv altri casi in procura

di Luca Negri
Incontri chat e contagi da hiv altri casi in procura

Incontri chat e contagi da hiv altri casi in procura
Ndr:
Al giorno d’oggi dove anche una persona che vive con hiv può pensare di concepire un figlio alla vecchia maniera, senza lavaggi di sperma o  fecondazione assistita grazie alle terapie antiretrovirali (con cui si azzera la carica virale).
Si sente ancora parlare di untori che trasmettono il virus hiv.

Incontri: Dopo 3o anni di informazione ci sono persone con hiv che rifiutato la terapia per non sentirsi dei malati e fanno sesso senza precauzioni, infatti adesso il ragazzo protagonista di questa storia è in carcere. E comunque bastava un preservativo…

Incontri in chat e contagi da hiv altri casi in procura

Dopo 30 anni di informazione tutte quelle donne  fanno sesso con degli sconoscuti o comunque appena conosciuti in chat senza usare precauzioni . E anche qui bastava un preservativo.
Aveva ragione la mia mamma quando parlando di aids mi diceva  che essendo una malattia che si trasmette per via sessuale non si sarebbe mai potuta fermare del tutto.
Alla fine della storia naturalmente la stampa ci specula e quelli come noi che gestiscono siti come questo o fanno parte di associazioni di pazienti e non si chiedono se è valsa la pena tentare di informare su questa patologia vissuta in prima persona. La risposta è si, queste storie fanno tanto rumore mentre i tanti successi la maggior  parte delle volte passano in silenzio e migliorano la qualità della vita delle persone.

Poloinformativohiv
Di seguito l’articolo del corriere di Roma

 

Contagiate da Hiv, quattro nuovi casi. In procura le vittime di Valentino T.

Sentite dal pm Scavo dodici donne in pochi giorni: «Se avete un sospetto, contattateci». Anche nei nuovi contagi accertati il profilo è quello di donne sedotte in chat

di Fulvio Fiano

C’è chi chiama allarmata in Procura, chi viene contattata con tutte le cautele possibili dagli inquirenti. Alcune già sanno, altre piombano nel dramma. Molte ora temono e vivono ore di terribile attesa. E poi c’è chi aspettava solo di dare un nome al proprio untore.

A cinque giorni dall’arresto di Valentino T., il 30enne che pur sapendo di essere sieropositivo continuava ad avere rapporti non protetti, altri quattro casi di donne contagiate da lui sono stati accertati dalla procura. Sale così a dieci il numero totale.

Un dato che aumenta di giorno in giorno ed è ancora provvisorio. Solo al termine della prossima settimana il pm Francesco Scavo potrà avere un quadro più completo. Ma anche quando saranno state ascoltate a piazzale Clodio tutte le ragazze (12 finora) a cui si è risaliti nei sei mesi di indagini e attraverso i loro racconti e l’esame delle chat con cui venivano contattate, i contorni di questo incubo non potranno dirsi completi.

Il 30enne ha avuto rapporti fino a poco prima dell’arresto e considerando i tempi di possibile latenza del virus (anche tre mesi) bisognerà in alcuni casi rifare i test. T. è accusato di lesioni gravissime, per ora senza l’aggravante del dolo. Ma quando l’ordinanza del gip Alessandro Arturi parla di «precisa consapevolezza» sembra già escludere la difesa del «non volevo». Dal 2006 Valentino sapeva e ha taciuto. La sua Sindrome da immunodeficienza acquisita (Hiv) non si è mai conclamata in Aids ed è ora in fase regressiva. In carcere è sotto costanti cure.

Dopo l’arresto, l’allarmato passaparola ha cominciato a correre veloce. E la domanda fatta da una delle denuncianti a un’amica con cui condivideva il partner: «Valentino è sieropositivo, tu lo sapevi, te l’ha detto?», è diventata la domanda di altre. «Continuate a contattarci se avete il sospetto», rilancia dalla procura l’ispettore Anna Galdieri.

I nuovi casi hanno il profilo dei primi sei: 20-30enni sedotte da quell’uomo fino a rischiare una puntata sulla roulette del rapporto sessuale non protetto. Ma il gioco era truccato e l’ammaliante corteggiatore nascondeva alle compagne del momento a carta più importante.

Incontri in chat.

Fonte: roma.corriere.it

 

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