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Infezioni, è facile prenderle in ospedale

di Luca Negri

Infezioni, è facile prenderle in ospedale.
In Italia, circa 1 persona su 10 in ospedale prende un’infezione durante il ricovero, e nella maggior parte dei casi si tratta di polmonite.

Infezioni: parliamo di più o meno 50 mila cittadini contagiati ogni anno. A dirlo il Presidente SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), durante il XIV Congresso Nazionale che si chiuderà domani, 11 novembre, a Catania. Nel corso del quale è stato anche presentato, per la prima volta nel nostro Paese, il Libro Bianco delle Malattie Infettive.

Il quale approfondisce diverse tematiche: il problema delle nuove infezioni emergenti, quello dell’HIV e dell’epatite, la preoccupazione delle infezioni da germi multiresistenti. Inoltre affronta due argomenti di grande interesse: come gestire al meglio, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, i pazienti infetti nei reparti di malattie infettive, e la creazione di una vera e propria rete infettivologica nazionale in grado di confrontarsi con tali urgenti problematiche.

Infezioni, è facile prenderle in ospedale

Fonte: west-info.eu

COSA SONO
Le infezioni ospedaliere sono malattie infettive acquisite in ospedale o in ambienti sanitari (case di cura, lungo degenze ecc).

Per essere definite infezioni nosocomiali o ospedaliere il paziente deve essere stato ricoverato per una causa diversa dall’infezione  e non deve avere segni di malattia infettiva in corso di incubazione al momento del ricovero

Queste infezioni possono presentarsi:

  • 48 ore dopo il ricovero in ospedale
  • Fino a 3 giorni dopo la dimissione
  • Fino a 30 gironi dopo un’operazione
  • In ambienti sanitari (cliniche di lungo degenza, RSA ecc) dove il paziente viene ricoverato per motivi diversi dalla causa infettiva

TIPOLOGIE DI INFEZIONI OSPEDALIERE
L’infezione nosocomiale più frequente è quella del tratto urinario, seguono le infezioni della ferita chirurgica, l’infezione dell’accesso venoso ( punto in cui si inserisce l’ago per somministrare terapie endovena), la polmonite  (WHO 2012).

Il sito in cui si instaura l’infezione dipende dalle procedure mediche a cui il paziente viene  sottoposto.

L’inserzione del catetere vescicale espone al rischio di infezione dell’apparato urinario.

L’inserzione di accessi venosi per somministrare terapie endovena, espone al rischio di infezione del sito di ingresso dell’ago con la possibilità che i patogeni possano invadere il torrente ematico.

I respiratori, per consentire la respirazione artificiale nei soggetti ricoverati  nelle unità di cura intensiva, espone al rischio di infezione delle vie respiratorie e del polmone.

Gli intervento chirurgici espongono al rischio di infezioni dell’organo trattato chirurgicamente e, più spesso, della ferita chirurgica.

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