Home Interazioni farmacologiche Inizio la terapia: multivitaminici ad alte dosi inutili e dannosi per il fegato

Inizio la terapia: multivitaminici ad alte dosi inutili e dannosi per il fegato

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

News tradotta da aidsmap
Secondo un ampio studio randomizzato pubblicato sul Journal of the American Medical Association, l’impiego di multivitaminici ad alte dosi non presenta alcun beneficio per le persone che iniziano una terapia antiretrovirale, ma è causa di seri disturbi della funzione epatica.

Lo studio è stato fermato precocemente dopo che i risultati ad interim hanno mostrato che alte dosi di multivitaminici erano associate ad un aumento maggiore di cinque volte dei livelli di alanina aminotransferasi (ALT), un marcatore chiave della funzione epatica. I risultati ad interim hanno mostrato che questi multivitaminici non riducevano il rischio di una progressione del virus HIV, né tantomeno hanno migliorato la conta di cellule CD4 o della carica virale.

Inizio la terapia: multivitaminici ad alte dosi inutili e dannosi per il fegato

“Abbiamo scoperto che una suplementazione di multivitaminici ad alte dosi non presenta alcun beneficio per i pazienti con HIV che iniziano una terapia antiretrovirale, rispetto ad una supplementazione normale”, commentano gli autori- “Lo studio è stato fermato precocemente a causa di un aumento del rischio dell’innalzamento dei livelli di ALT dovuto alla somministrazione di alti dosaggi di multivitaminici.”

Risultati di studi precedenti avevano mostrato che l’assunzione di multivitaminici ad alte dose, avevano ridotto il rischio di progressione e morte in persone non in terapia antiretrovirale.

Da allora, l’accesso agli antiretrovirali è aumentato soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ma il rischio e il beneficio di alte dosi di multivitaminici per gli individui in terapia antiretrovirale sono lontani dall’essere chiariti.

I ricercatori quindi, hanno disegnato uno studio che ha coinvolto pazienti in Tanzania, che avevano appena cominciato una terapia antiretrovirale. Il reclutamento è stato effettuato tra il 2006 ed il 2008. Lo studio, doppio cieco, ha coinvolto 3418 persone, ed i partecipanti sono stati randomizzati alla somministrazione di un alto dosaggio di multivitaminici, oppure la dose standard raccomandata. Lo studio era inizialmente concepito per la durata di 24 mesi.

I multivitaminici somministrati a dosi superiori a quelle raccomandate contenevano tra 2 e 21 volte il fabbisogno di vitamine del gruppo B, due volte il dosaggio di vitamina E e sei volte il dosaggio di vitamina C consigliato.

I ricercatori hanno comparato i tassi di progressione dell’HIV e la mortalità nei due gruppi di studio; i cambiamenti nella conta delle cellule CD4 e della carica virale; il rischio di problemi ematici come anemia e neutropenia; i cambiamenti della funzione epatica.

I partecipanti sono stati seguiti per una media di 15 mesi, quando lo studio è stato fermato precocemente nel marzo del 2009. A quel punto ci sono stati 2374 casi di progressione della malattia e 453 morti.

Il tasso di progressione della malattia e la mortalità erano identiche nei due bracci di studio (72 contro 72%).

Nessuna differenza tra i due bracci di studio in termini di cause di mortalità a prescindere dalle cause (13 contro 13%), o mortalità AIDS correlata (4 contro 4%).

In un’analisi sussidiaria, i ricercatori hanno osservato l’impatto dei multivitaminici sui risultati dei partecipanti con il più alto grado di malnutrizione (con un indice di massa corporea inferiore 16). Hanno scoperto che alte dosi di multivitaminici erano associate ad un modesto aumento del rischio di mortalità rispetto al dosaggio standard di supplementazione (38 contro 28%).

I cambiamenti nella conta di cellule CD4 e nella carica virale, sono stati simili nei due bracci di studio, e la terapia con alte dosi di micronutrienti non ha avuto alcun impatto sul rischio di anemia.

L’unico beneficio associato con alte dosi di multivitaminici è stata la riduzione del 19% nel rischio di neutropenia.

In ogni caso, alte dosi sono state associate a seri problemi di sicurezza.

Un aumento dei livelli di ALT di cinque o più, sopra i limiti normali, è stato osservato nel 38% dei partecipanti a cui sono state somministrate alte dosi di multivitaminici, rispetto ad un 2% dei partecipanti con la dose giornalieria raccomandata. Questa scoperta, assieme con l’assenza di qualsiasi beneficio di un trattamento con alte dosi, ha condotto a fermare lo studio prima del dovuto.

“Anche se la supplementazione con alte dosi di vitamine è sicura tra i pazienti non in terapia antiretrovirale, la sicurezza non può essere presunta in un contesto di potenti terapie di combinazione a causa del potenziale negativo di interazione tra micronutrienti e antiretrovirali”, commentano gli autori. “In assenza di prove evidenti sui benefici di una supplementazione con micronutrienti ad alte dosi sulla morbidità e mortalità negli adulti che ricevono una terapia antiretrovirale, è prudente seguire le correnti raccomandazioni per promuovere un supporto dietetico con un dosaggio di micronutrienti ai livelli giornalieri raccomandati.”

FONTE: aidsmap


Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
La copia e diffusione di tale testo è possibile citando, per cortesia, la fonte della traduzione

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