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La battaglia dei T4

di Luca Negri

Anche l’orologio rotto, per due volte, segna l’ora giusta

La battaglia dei T4
L’autore, Pino Zumbo, scrittore e peer educator è stato referente della regione Liguria del GNPS di Anlaids e di NPS Italia.

Il romanzo è carico di impeto e tenacia, originalissimo per il “balzo temporale” da una Genova anno 1096 in partenza per le Crociate, alla Genova fine anni ’60 dove l’autore narra la sua “battaglia”, per tornare poi, alla fine, al “ritorno del crociato”.

Tutto il libro è una battaglia, dal passato al presente, una battaglia che appartiene a tutti coloro che non si arrendono e che rappresenta anche la battaglia del futuro.

Dall’infanzia sofferta alla droga, dal carcere all’HIV, continuando a lottare da moderno Dr.Jekill contro il proprio Mr.Hide che vive con la stessa tenacia.
Allora scrivere è diventata una necessità.

Anlaids ha promosso quest’opera perchè ‘ha valore di testimonianza umana vibrante: è il racconto di una vita che, pur fra scacchi e ferite, assume il rischio supremo, lo affronta e lo supera; sconfitta e resurrezione, un faro per coloro che vivono esperienze simili a quelle narrate, ma che ancora brancolano nel buio.

La battaglia dei T4

L’autore è un centro di gravità permanente per coloro che hanno problemi di droga e di HIV ed è anche la nostra coscienza critica’.

“Dedicato a chi combatte” scrive l’autore, perchè vivere è combattere, sempre, anche quando tutto sembra destinato ad una fine senza speranza perchè “bisogna smetterla di fare cazzate o di piangersi addosso e

rimboccarsi le maniche perchè nessuno ti costruisce un futuro, Lo puoi fare solo tu”

Per chi ha vissuto storie simili, o le sta vivendo, è uno specchio dell’anima che lotta per ritrovare la luce, un grande aiuto per non arrendersi.
“….Nei momenti difficili mi mettevo davanti a una visione. …Scorgere l’alba del Duemila abbracciato alla mia compagna. Il gigante dei miei Sogni”. …

Il libro crea un’autentica comunicazione con il lettore perchè ognuno di noi è sbandato ed umiliato in una zona di sè e qualche volta fortemente attratto dal vagabondare e dal respirare niente altro che la propria solitudine.

Recensione a cura di Anlaids Liguria

 

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