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La cannabis per uso medico sarà disponibile anche nelle farmacie piemontesi

di Luca Negri
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La cannabis per uso medico sarà disponibile anche nelle farmacie piemontesi

La cannabis: la Regione Piemonte estenderà a breve a tutte le farmacie territoriali la distribuzione di cannabis ad uso terapeutico, come previsto dalla legge regionale 11 del 2015. Finora la distribuzione era effettuata unicamente nelle farmacie ospedaliere.

La cannabis: La svolta è stata annunciata stamane dall’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, nel corso del convegno organizzato dall’Ordine dei Farmacisti della provincia di Torino: «Quanto emerso dal convegno conferma la bontà della scelta che abbiamo adottato, quella di limitare a sei aree di patologie l’utilizzo della cannabis terapeutica, senza fughe in avanti. Gli studi scientifici infatti non sono sempre coincidenti. Anche per questo come Regione daremo un contributo per rafforzare le evidenze scientifiche a livello nazionale, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza degli effetti delle terapie». nello stesso tempo l’assessore ha chiesto un intervento statale: «Serve una legislazione nazionale chiara, esattamente come per i vaccini. Il federalismo sulla cannabis non ha senso». «Siamo soddisfatti degli sforzi della Regione che sta lavorando per azzerare le disparità tra i cittadini del territorio rendendo il farmaco più accessibile anche nei piccoli Comuni e migliorando così la qualità di vita dei pazienti in cura con la cannabis – ha commentato Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino -. Nel percorso regionale, insieme alle farmacie ospedaliere, si inseriranno quelle territoriali. Per quel che riguarda la ricerca, invece, con i fondi stanziati dalla Regione Piemonte, si auspica che a breve venga definita anche la pianificazione di uno studio sui cannabinoidi, aprendosi a progetti pilota da condurre con l’Università, così da poterne studiare l’effetto sui pazienti».

 

L’UTILIZZO

La cannabis è un trattamento che viene riservato a quei pazienti che non hanno ottenuto risultati con i protocolli standard, ovvero quando le terapie usuali danno effetti collaterali e non sono tollerate. In particolare, gli impieghi della cannabis riguardano sei indicazioni terapeutiche: l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale); l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno); l’effetto anticinetosico e antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; l’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette.

Inoltre resta valida la discrezionalità del medico curante nella prescrizione della cannabis per altre indicazioni terapeutiche, il cui costo in questo caso però è a totale carico del paziente. Per quel che riguarda la somministrazione, è prevista l’assunzione orale del decotto e la somministrazione per via inalatoria, mediante l’uso di uno specifico vaporizzatore. Per quello che riguarda l’«olio di cannabis», invece, la questione è ancora controversa: al momento non esistono studi su eventuali effetti collaterali o tossicità acuta di preparazioni vegetali.

 

IL PRODOTTO «MADE IN ITALY»

Una svolta, quella piemontese, che coincide con i primi lotti di granuli ottenuti nei laboratori dello stabilimento farmaceutico militare di Firenze dalla macinazione delle infiorescenze delle piante: contengono una pari quantità di Thc e Cbd, i principali due principi attivi della cannabis. Il nuovo prodotto si chiama Fm2 e proviene da piante selezionate e coltivate sotto stretto controllo statale: per ora è l’unico realizzato in Italia e sarà venduto a tutte le farmacie che ne faranno richiesta. Confermata l’importazione, sotto stretto controllo, dei prodotti preparati in Olanda per garantire la continuità terapeutica di quanti ne fanno già uso.

Fonte: lastampa.it

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