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La classificazione CDC

di Luca Negri
Il progetto MITOFUN contro le malattie fungine - Poloinformativo HIV

 

La classificazione CDCRiportiamo a titolo informativo/storico, la classificazione cdc definita dal CDC di Atlanta nel 1993 per la notifica di AIDS. Il progressivo peggioramento del deficit dell’immunità cellulo-mediata (linfociti CD4+ <200mmc) si accompagna abitualmente alla comparsa di infezioni opportunistiche o alcune forme di tumori.
La comparsa di infezioni opportunistiche maggiori rappresenta l’evoluzione dell’infezione da HIV verso l’AIDS.

La classificazione CDC . Le infezioni opportunistiche sono malattie croniche determinate dalla riattivazione di agenti patogeni saprofiti o commensali o dall’acquisizione esogena di agenti microbici abitualmente non patogeni. Il deficit immunitario è la causa della suscettibilità dell’ospite e della scarsa risposta difensiva dell’organismo.
La tabella che segue elenca le infezioni opportunistiche e le neoplasie AIDS-correlate, così come sono state definite dal Center for Diseases Control and Prevention di Atlanta nel 1993.

Criteri per la classificazione CDC e notifica di AIDS

  • Candidosi bronchiale, tracheale, polmonare
  • Candidosi esofagea
  • Carcinoma invasivo della cervice dell’utero
  • Cocciddiomicosi, disseminata o extra polmonare
  • Criptococcosi extrapolmonare
  • Criptosporidiosi intestinale cronica (>1mese)
  • Malattie da Citomegalovirus (CMV) eccetto localizzazione epatica, splenica e linfonodale
  • Retinite da CMV
  • Encefalopatia HIV correlata (AIDS dementia complex ADC)
  • Herpes simplex: ulcere croniche della durata > di 1 mese o bronchite, polmonite o esofagite
  • Istoplasmosi, disseminata o extrapolmonare
  • Isosporiasi intestinale cronica (>1 mese)
  • Sarcoma di Kaposi
  • Linfoma di Burkit
  • Linfoma immunoblastico
  • Linfoma primitivo del cervello
  • Micobacterium avium complex o M. kansasi, disseminati o extrapolmonari
  • Micobacterium tuberculosis, qualsiasi localizzazione (polmonare o extrapolmonare)
  • Polmonite da Pneumocystis carinii
  • Polmoniti batteriche ricorrenti (2 o più episodi in un anno)
  • Leucoencefalite multifocale progressiva
  • Setticemia ricorrente da Salmonella
  • Toxoplasmosi cerebrale
  • Wasting syndrome dovuta da HIV

Cos’è la classificazione CDC


La tabella propone la revisione del sistema di classificazione dell’infezione da HIV e dell’AIDS per adolescenti e adulti.

 

Categorie suddivise per numero di linfociti CD4+(A)
Infezione acuta da HIV, Infezione asintomatia, LPG
(B)
Infezione sintomatica, condizioni non (A) – non (C)*
(C)
Condizioni indicative di AIDS**

> 500 mmcA 1B 1C 1
200 – 499/mmcA 2B 2C 2
< 200/mmcA3B 3C 3

* Condizioni cliniche inserite nella categoria B:

  • Candidosi orofaringea
  • Sintomi costituzionali (febbre superiore a 38,5?C e/o diarrea persistenti per più di un mese)
  • Leucoplachia orale villosa
  • Herpes zoster multimetamerico o ricorrente
  • Porpora troimbocitopenica idiopatica
  • Angiomatosi bacillare
  • Neuropatia periferica
  • Candidosi vaginale ricorrente
  • Displasia cervicale o carcinoma in situ della cervice
  • Malattia infiammatoria pelvica

** Condizioni morbose indicate nella tabella –Le infezioni opportunistiche maggiori

Alcune infezioni opportunistiche quali la tubercolosi possono verificarsi in qualunque stadio dell’infezione da HIV.
La maggior parte delle infezioni opportunistiche, invece, si manifesta in funzione della gravità della compromissione immunitaria. Negli stadi iniziali di malattia, sono più frequenti le infezioni batteriche cutanee e l’herpes zoster. Quando la conta dei linfociti CD4+ è inferiore a 350 è probabile la comparsa di candidosi orofaringea e di leucoplachia orale villosa. Nei pazienti con CD4+ inferiori a 300, aumenta la prevalenza della pneumocistosi polmonare (PCP), dell’encefalite toxoplasmica, delle infezioni micotiche ed erpetiche disseminate e, per livelli di linfociti CD4+ inferiori a 50, della corioretinite o della malattia disseminata da citomegalovirus e delle infezioni da micobatteri non tubercolari.

Il limite di questa classificazione è che non ha valore prognostico, considerando solamente il livello di nadir (cioè il valore più basso) dei CD4. Infatti un soggetto con AIDS conclamato, classificato al gruppo C3, può ricostituire il proprio patrimonio immunologico, grazie alle terapie antiretrovirali e , per così dire, retrocedere nel sistema classificativo.

Dal momento in cui i primi casi di AIDS sono stati segnalati negli Stati Uniti nel 1981, la definizione di AIDS e la sorveglianza sulla diffusione del virus HIV che ne è la causa, hanno subito diverse revisioni in seguito ai progressi diagnostici e terapeutici.
Nelle revisioni successive si è tenuto conto di varie esigenze come il riconoscimento di infezione da HIV in fase precoce, la differenziazione tra le infezioni HIV-1 e HIV-2 , il consolidamento dei sistemi di stadiazione per adulti / adolescenti e bambini, la semplificazione dei criteri per le malattie opportunistiche indicative di AIDS, ecc.
Per maggiori approfondimenti consultare il sito CDC Atlanta nella sezione relativa alla sorveglianza dell’infezione da HIV

Fonte: CDC Atlanta
Adattamento a cura della redazione del Poloinformativohiv
ultimo aggiornamento 2014

 

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