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La Ministro Grillo incontra le associazioni che operano contro l’HIV

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

 La Ministro Grillo incontra le associazioni che operano contro l’HIV

Le associazioni che compongono dallo scorso luglio la Sezione M del Comitato Tecnico Sanitario (CST) hanno espresso oggi alla Ministro della Salute Grillo e quali siano le carenze in termini di prevenzione e terapia per l’HIV, dovute alla mancata attuazione del Piano Nazionale AIDS 2017, già recepito dalle Regioni.

Collegando a tale omissione il dato costante sulle persone che si infettano ogni anno e si aggiungono alle oltre 120.000 già in terapia rappresentano per il paese, oltre a un grave costo sociale, anche quello della spesa farmaceutica pari a 684 milioni di euro, il 3% della spesa globale, a cui si deve sommare quello per la diagnostica e l’assistenza ospedaliera e territoriale.

Il dato epidemiologico conferma anche il danno provocato dalla carenza di campagne di comunicazione istituzionali per la promozione del test e di lotta alla discriminazione delle persone con HIV, Si è quindi raccomandata la promozione corretta del messaggio U = U sostenuto da UNAIDS (cfr. pagina 16).

Si ritiene prioritaria anche la promozione di test in contesti extra-ospedalieri tra cui i checkpoint, ma si deve definire se possa essere eseguito anche da operatori non-sanitari adeguatamente formati. I checkpoint possono costituire punti di accesso facilitati, grazie alla presenza di operatori pari per la diagnosi precoce di HIV, HCV e IST. In questi contesti deve essere autorizzata anche la PrEP.

E’ grave che non siano ancora state applicate le raccomandazioni di “Prevenzione e Cura dell’Infezione tra le Persone Detenute” che prevedono, di concerto con il Ministero di Giustizia, l’attuazione delle Linee Guida per gli interventi in ambiente penitenziario, concordati nel documento OMS del 2017.

Si è informata la Ministro dell’assenza di un criterio nazionale unico per la realizzazione di cartelle cliniche informatizzate come strumento per il follow up del percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale che faciliterebbe anche l’aggancio al percorso di salute ed eventuali cambiamenti di centro clinico. Su questo punto il CST sta elaborando una proposta che metta fine a tale inefficienza.

Si è notato che la Ministro non era al corrente dei temi che le sono stati prospettati, ma ha offerto la propria disponibilità per risolverli.

Filippo von Schlösser

Fonte: Nadir onlus

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