Home Altre patologie La Regione «prenota» 16 chili di cannabis Terapia in aumento: la usano in 200

La Regione «prenota» 16 chili di cannabis Terapia in aumento: la usano in 200

di Luca Negri
La Regione «prenota» 16 chili di cannabis Terapia in aumento: la usano in 200

La Regione «prenota» 16 chili di cannabis Terapia in aumento: la usano in 200
Arriverà dallo Stabilimento di Stato di Firenze. Per averla basta una semplice prescrizione del medico di famiglia

BOLOGNA —La regione Emilia-Romagna nel 2017 si consumeranno 16 chilogrammi di cannabis. Parliamo ovviamente di quella terapeutica, quella lavorata appositamente per diventare un farmaco a tutti gli effetti. Lavorazione che da quest’anno avviene anche in Italia. Il ministero della Salute ha infatti individuato nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze il produttore unico nazionale che nel giro del prossimo anno dovrebbe rendere l’Italia autosufficiente. Per questo è stato chiesto alle Regioni qual è il fabbisogno stimato per il 2017 e da viale Aldo Moro, dopo aver fatto due conti, hanno risposto che 16 chilogrammi possono bastare. «I preparati a base di cannabinoidi sono già in uso da tempo nelle regioni italiane, la nostra ha una legge dal 2014 — spiega Ester Sapigni, farmacista professional del Servizio assistenza territoriale dell’assessorato regionale alla Sanità —, fino ad ora li abbiamo acquistati dall’Olanda». Bedrocan è il produttore, «l’unica azienda a livello mondiale — si legge nel sito — a offrire cannabis standardizzata a uso medico completamente germogliata ».

Nel 2015 nelle strutture sanitarie pubbliche della regione sono stati consumati 11 chilogrammi di infiorescenza naturale di cannabis. E sono circa 200 i pazienti che ne hanno fatto uso dietro prescrizione medica. «Molti provano, perché questi farmaci aiutano ad alleviare il dolore, ma molti abbandonano», spiega Sapigni. L’indicazione all’uso della cannabis è solo per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali. E non è alla portata di tutti. «Il paziente deve stare a domicilio, non può assolutamente guidare, deve sopportare effetti collaterali — prosegue l’esperta —. Oltre che negli ospedali viene prescritta dai medici di famiglia. Basta una semplice prescrizione con la quale va in farmacia, ma non tutte sono in grado di manipolare questo prodotto».

La Regione, dopo aver approvato la legge nel 2014, ora sta per emanare una direttiva che prevede la prescrizione informatizzata da parte dei medici di medicina generale all’interno della rete Sole. «In questo atto, che è già pronto, oltre alla prescrizione informatizzata viene specificato che a carico del Servizio sanitario nazionale ci sono solo alcune delle indicazioni del decreto ministeriale», continua la dirigente regionale. «Noi abbiamo posto solo due indicazioni terapeutiche: per il trattamento del dolore nella sclerosi multipla e per il trattamento del dolore neuropatico. In questi casi ci sono evidenze scientifiche sugli effetti dei cannabinoidi, per le altre indicazioni non ci sono le stesse certezze». Le nuove disposizioni entrano in vigore a breve, dopo un ultimo incontro tra la Regione e le aziende sanitarie. Già dalla fine del mese i medici potranno accedere alla prescrizione informatizzata in Sole.

Le indicazioni ministeriali all’uso della marijuana terapeutica sono più ampie: si può prendere contro la nausea causata da radioterapia o chemioterapia, o per terapie contro l’Hiv, per stimolare l’appetito in chi soffre di anoressia o per l’effetto ipotensivo nel glaucoma che resiste alle terapie tradizionali. Due i sistema di assunzione: orale e o per inalazione.

Fonte: corrieredibologna.corriere.it

 

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