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L’amore è la cura

di Luca Negri

L’amore è la cura
Nel  New York Times di questa mattina , Sir Elton John annuncia la pubblicazione di – Love is the cure-On life, loss and the end of AIDS – entro la fine dell’anno, un libro sulle sue esperienze personali nella lotta contro l’HIV / AIDS.

I proventi della vendita del libro andranno a beneficio della Fondazione.

Elton  metterà in evidenza gli aspetti importanti della EJAF nell’ approccio alla lotta contro l’HIV / AIDS.

Perché un musicista famoso, un’icona del rock come Elton John dovrebbe abbandonare note e strumenti, affidarsi alle parole e parlare di sé?
In fondo conoscere la musica di un artista è un po’ come sapere tutto di lui. Un libro potrebbe anche sembrare superfluo. Eppure, in questo caso, nell’intento di mettere per iscritto la propria vita v’è poco di autoreferenziale ed egocentrico, quanto piuttosto il tentativo di dare una testimonianza e metterla al servizio degli altri.
Tutto ha inizio nel1985, quando, leggendo un articolo su una rivista, Elton John viene a conoscenza della storia di Ryan White, un ragazzo tredicenne malato di emofolia dalla nascita, che aveva poi contratto il virus dell’HIV in seguito a una trasfusione. All’epoca il virus era appena stato isolato e ai malati non venivano date molte speranze, ma Ryan non si arrese: era un ragazzo pieno di vita e di energie, e alla terribile malattia che l’aveva colpito sopravvisse ancora cinque anni. Il musicista anglosassone, impressionato dalla sua storia, aveva voluto conoscerlo, fare qualcosa per lui e la sua famiglia. Una visita speciale e un viaggio a Disneyland furono l’occasione giusta per incontrarsi: un atto di condivisione – racconta John – e un gesto d’amore reciproco indimenticabili.
Fu proprio l’incontro con Ryan e la sua famiglia, la forza e la serenità che trasmettevano nonostante la malattia e le difficoltà del momento, a far scattare la molla: John sentiva di dover fare qualcosa, avvertiva il bisogno di cambiare vita e aprire gli occhi sulla realtà, ma era un traguardo difficile da raggiungere. Il passaggio definitivo da un passato turbolento e dissoluto a un presente volto all’impegno e alla dedizione agli altri avvenne con la morte di Ryan nel 1990: dall’amicizia con quel “ragazzo speciale” non poteva che scaturire la guarigione dalla dipendenza da cocaina (di cui il cantante soffriva da tempo) e un insegnamento per la vita: “l’amore è la cura”.
Un anno dopo la morte dell’amico Freddy Mercury, anche lui stroncato dall’HIV, e la pop star inglese non poteva più ignorare ciò che stava succedendo intorno a sé. Così, nel 1993, decise di impegnarsi in prima persona e di costituire la “Elton John AIDS Foundation”, un’associazione impegnata da anni nella raccolta di fondi per la ricerca e in numerosi progetti a sostegno dei malati.
Nell’Amore è la cura Elton John rivela il suo lato più misero e umano: la dipendenza dall’alcol e dalla droga, la difficoltà nel dichiarare la propria omosessualità, e il difficile percorso da una vita dissoluta alla rinascita. Ma dal libro emerge anche un altro aspetto della personalità del cantante: la generosità e l’impegno, la capacità di mettere il successo a disposizione degli altri.
Un’autobiografia romanzata che suona piuttosto come una denuncia dei pregiudizi che ancora oggi ruotano attorno all’AIDS, dell’indifferenza delle istituzioni di fronte a una malattia che è diventata una piaga sociale; ma soprattutto una testimonianza del fatto che il rimedio migliore, la prima azione da compiere per guarire è quella di cambiare “i cuori e le menti, attraverso uno sforzo collettivo per infrangere le barriere sociali e costruire ponti di compassione”

Fonti: ibs.it, ejaf.org

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