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Studio su allattamento al seno in Sud africa

di Luca Negri
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Studio su allattamento al seno in Sud africaL’allattamento al seno, se esclusivo e precoce, è associato ad una minore frequenza di trasmissione materno-fetale dell’infezione da HIV rispetto all’allattamento misto.

E’ questo il risultato dello studio di HM Coovadia e dei suoi collaboratori del Centre for HIV/AIDS Networking dell’Università di KwaZulu-Natal (Sud Africa) pubblicato su Lancet (2007,369,1107-1116).

Attualmente, nei paesi industrializzati, dove c’è disponibilità di acqua pulita, l’allattamento al seno non viene consigliato alle donne sieropositive. D’altra parte, nei paesi in via di sviluppo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno, soprattutto durante i primi 6 mesi di vita del neonato, a meno che latte artificiale sicuro non sia disponibile.
Lo studio di intervento non randomizzato di Coovadia e dei suoi collaboratori ha incluso 1372 donne sieropositive e 1345 donne sieronegative in stato di gravidanza afferenti alla clinica prenatale di KwalaZulu Natal, in Sud Africa. Per 6 mesi, sono stati ottenuti dati sulle modalità di allattamento dalle donne (che tenevano un diario dell’allattamento) e si sono prelevati campioni di sangue dai neonati ogni mese per l’esecuzione del test HIV.
L’83% dei neonati di donne sieropositive sono stati allattati esclusivamente al seno, l’8% con latte artificiale e il 3% sono stati nutriti con latte materno e altri liquidi o solidi. La durata mediana dell’allattamento artificiale esclusivo è stata di 159 giorni. Il 14.1% dei neonati allattati esclusivamente al seno è risultato HIV+ a 6 settimane e il 19.5% a 6 mesi. Il rischio stimato secondo Kaplan-Meyer di infezione da HIV a 6 mesi di età era del 4.04%. I neonati che avevano ricevuto cibi solidi in aggiunta al latte materno e quelli nutriti sia con latte materno e artificiale avevano una probabilità maggiore di acquisire l’infezione dalla madre sieropositiva (Hazard Ratio: 10.87 e 1.82, rispettivamente). La mortalità a 3 mesi è stata del 6.1% tra i neonati allattati al seno e del 15.1% tra i neonati che avevano ricevuto latte materno in associazione a cibi solidi o latte artificiale. Il rischio di trasmissione materno-fetale dell’infezione era maggiore se il numero dei CD4 della madre era inferiore a 200/ml (Hazard Ratio: 3.79) e il peso alla nascita inferiore a 2500 grammi (Hazard Ratio: 1.81).
Secondo gli autori dello studio, questi risultati suggeriscono la necessità di una revisione delle linee guida sull’allattamento dei neonati di donne sieropositive dell’UNICEF, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNAIDS.

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