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Le donne del quartiere 27

di Luca Negri

Le donne del quartiere 27Il 6 novembre, a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, si è inaugurato il Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili,

Creato dall’Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS), e da Voix des Femmes, una organizzazione locale che lotta per i diritti delle donne. I mattoni del nuovo Centro sono stati posati nel quartiere 27, uno dei più poveri della capitale, di recente e crescente immigrazione in cui manca qualsiasi servizio, dall’elettricità ai trasporti, dall’acqua al pronto soccorso.

 

La cerimonia di inaugurazione

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato non solo i dignitari del paese, le donne di Voix des femmes e un folto gruppo di esperte di AIDOS, ma soprattutto le donne e gli uomini del quartiere 27. Tutti, donne e uomini, anche noi e perfino la moglie del Presidente del Burkina Faso, Chantal Campaorè, indossavamo un abito fatto da un “pagne”, un tessuto a rombi verdi con dei cerchi con la fotografia del Centro. Le donne del quartiere continueranno a portarlo e faranno così pubblicità al Centro.

Ogni due – tre discorsi ufficiali, intervalli cantati o recitati sui diritti delle donne. Tanta, tantissima musica e allegria. Lungo la pista che porta al Centro i griot suonavano il balafon, cantavano e ballavano. Alla richiesta di come si arrivava al Centro, due delle cantanti si sono sentite rispondere: è forse il Centro dove le donne sono uguali agli uomini?

Un centro (non solo) per le donne

Una combinazione di servizi per la salute sessuale e riproduttiva delle donne, dal menarca alla menopausa, (inclusi i servizi di contraccezione moderna, la prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e dell’Hiv/Aids, la preparazione al parto e l’assistenza post partum, la prevenzione del tumore dell’utero e della mammella), counselling e assistenza psicologica, formazione e campagne di sensibilizzazione nella comunità, programmi di sviluppo dell’autostima e della capacità decisionale da parte delle donne, sostenuti da servizi di assistenza giuridica, fanno di questo Centro un modello unico di intervento integrato per migliorare la condizione femminile e promuovere l’abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili non solo per il Burkina Faso, ma per tutta l’Africa.

Il Centro si rivolge anche agli uomini attraverso servizi di consulenza e informazione in materia di salute sessuale – proprio perché il benessere delle donne passa anche dalla partecipazione degli uomini- e fa parte di una rete di organizzazioni locali che lavorano per assistere e migliorare la condizione delle adolescenti, con particolare riferimento alle ragazze madri, che vivono lontano dalla famiglia, sfruttate sessualmente o vittime di violenza.

Un’opera architettonica

L’edificio è composto da due corpi connessi tra di loro, costruito in materiali locali efficienti nell’isolamento termico, e rivisitati secondo elementi di architettura contemporanea di avanguardia. In uno si trova la clinica ginecologica ed ostetrica e le stanze per le varie attività di counselling, nell’altro la sala per la formazione e gli uffici di AIDOS e Voix des Femmes, oltre alla cucina e ai vari servizi. In un paese attanagliato dalla siccità, in cui le condizioni disastrate della rete idrica ed elettrica non permettono di garantire un funzionamento efficace e costante, gli architetti hanno considerato priorità irrinunciabile l’autonomia energetica e idrica.

Il Centro, è stato quindi dotato di pannelli solari e generatore elettrico nonché di un pozzo e una cisterna per l’acqua che permettono tra l’altro di avere un giardino ben curato e di dare acqua a un grande orto vicino coltivato da un gruppo di una cinquantina di donne che hanno avviato attività di prima trasformazione di prodotti alimentari e di fabbricazione del sapone. Anche questo nell’ambito del progetto sostenuto da AIDOS.

Un quartiere che cambia

Perché il Centro possa trasformarsi in un servizio ben radicato e inserito nel tessuto politico e sociale, oltre all’assistenza finanziaria, AIDOS continuerà a fornire alle proprie partner assistenza tecnica su varie materie. Tutte competenze che continueranno a stare dietro le quinte, ma sono indispensabili per garantire lunga vita al Centro e innestare sviluppo nella comunità.

Già durante l’inaugurazione sono stati presi diversi impegni. Il sindaco di Ouagadougou ha promesso due strade asfaltate, la costruzione di un ponte e di cisterne per l’acqua. Il Ministro della Sanità ha promesso la realizzazione a breve di una maternità. Abbiamo già presentato altri progetti a vari donatori.  I cambiamenti nella comunità già si vedono. Le donne vengono numerose, spesso accompagnate dai mariti, e partecipano alle attività di formazione sensibilizzazione.

La sera dopo l’inaugurazione un gruppo teatrale di Ouagadougou, al quale collabora anche Luca Fusi, un giovane regista italiano, ha inaugurato lo spazio teatro, con una piece di Dario Fo, “La storia della Tigre”, adattata al Burkina e alla sua tradizione orale. Poco a poco il giardino si è riempito di donne, uomini e ragazzi giunti a piedi nel buio, attirati dalle luci e dalla musica. Si sono divertiti moltissimo e noi più di loro. E in diverse case le porte sono state dipinte con i colori azzurro, rosso bordeaux, giallo ocra…

Il quartiere 27 sta cambiando volto.

Fonte:AIDOS

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