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Leishmaniosi viscerale

di Luca Negri
Immunoterapia: risultati promettenti contro l'Hiv

LeishmaniosiCausata da venti specie diverse di protozoi del genere Leishmania e trasmessa dalle punture di almeno una trentina di diverse specie di moscerini flebotomi (mosca della sabbia, sandfly), la leishmaniosi è una malattia talmente diffusa da rappresentare una vera preoccupazione per l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha messo a punto un piano internazionale di sorveglianza per controllarla.

Ospiti della Leishmania sono, oltre agli esseri umani, anche numerosi animali, sia quelli selvatici, in particolare i roditori, che quelli domestici, come ad esempio il cane. Normalmente, gli uomini vengono infettati in seguito al contatto con animali infetti, e quindi la leishmaniosi è principalmente una zoonosi. Tuttavia, è possibile che la mosca responsabile dell’infezione trasmetta la malattia anche direttamente da uomo a uomo. In particolare, la malattia viene trasmessa attraverso il sangue, frequentemente attraverso una siringa condivisa, come nel caso di utilizzatori di droga per via venosa.

Negli esseri umani, la leishmaniosi si manifesta sotto quattro forme, con diversi sintomi ma sempre con effetti potenzialmente devastanti: cutanea, la forma più diffusa e presente, e si manifesta con la produzione di numerose lesioni che lasciano cicatrici permanenti; cutanea diffusa, con lesioni molto estese sul corpo; mucocutanea, si manifesta sotto forma di lesioni distruttive, anche molto estese, delle mucose del naso, della bocca e della cavità orale; viscerale, la forma più grave, conosciuta anche come kala azar. Se non trattata, può raggiungere una mortalità praticamente del 100 per cento. Si manifesta con febbri irregolari e improvvise, perdita di peso, ingrossamento del fegato e della milza, anemia.

Coinfezione Leishmania/Hiv
Uno degli aspetti più preoccupanti della leishmaniosi è la sua tendenza a manifestarsi, anche nelle forme più devastanti, soprattutto nelle persone già immunodepresse in seguito all’infezione da Hiv.
L’Aids e la leishmaniosi viscerale infatti si alimentano reciprocamente. La presenza di leishmaniosi accelera l’attacco del virus Hiv, assieme ad altre malattie opportunistiche come la tubercolosi o la polmonite. D’altro canto, la presenza del virus Hiv incrementa il rischio di contrarre la malattia di 100-1000 volte nelle zone endemiche.
La coinfezione indebolisce ulteriormente il sistema immunitario, soprattutto grazie al fatto che le cellule target del parassita Lesihmania sono le stesse del virus Hiv. L’infezione con Leishmania quindi è una delle cause principali, in molte zone del mondo, della morte di individui affetti da Aids. Anche il trattamento con farmaci utilizzati per il trattamento specifico della leishmaniosi, che ha dato in diversi trial europei una buona risposta in oltre l’80 per cento dei casi, non riesce a prevenire il ritorno della malattia in più del 50 per cento delle persone entro i tre anni successivi.

Una delle complicazioni rappresentate dalla coinfezione è la difficoltà a diagnosticare la presenza della leishmaniosi, perché i sintomi caratteristici non sono sempre presenti in persone affette da Hiv. La diagnosi clinica è poi complicata dalla compresenza di altri parassiti secondari, come Cryptosporidium, Cryptococcus, Cytomegalovirus o Mycobacterium. Anche l’analisi serologica non riesce ad essere accurata, con oltre il 40 per cento dei test risultanti in falsi negativi nelle persone coinfettate. La tecnica diagnostica più affidabile rimane la biopsia dei tessuti infetti o l’analisi del midollo spinale.

Trattamento e prevenzione
L’Organizzazione mondiale della sanità ha messo a punto una serie di azioni per controllare la malattia e cercare di ridurne l’impatto. In particolare, l’Oms si pone i seguenti obiettivi:

  • facilitare una diagnosi precoce della malattia e un trattamento tempestivo
  • facilitare il controllo della popolazione di moscerini portatori della malattia sia attraverso l’uso estensivo di insetticidi che la diffusione di zanzariere tra la popolazione a rischio
  • informare la popolazione e preparare materiale di formazione per gli operatori sanitari
  • individuare le epidemie nella fase iniziale
  • diagnosticare precocemente e trattare efficacemente i casi di coinfezione  Leishmania/Hiv

Fonte: Epicentro.iss

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