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L’HIV continua a replicarsi nei tessuti intestinali

di Luca Negri

L'HIV continua a replicarsi nei tessuti intestinaliArticolo  di Adam Legge, Aidsmap .com , sabato 29 luglio 2006

Reservoirs of HIV in gut tissue continue to replicate, even with successful HIV therapy
Secondo uno studio pubblicato nell’edizione di agosto del Journal of Virology, il virus hiv continua a replicarsi nel tessuto intestinale nonostante  la terapia  anti-HIV lo controlli efficacemente nel sangue.
Gli autori dello studio stanno riflettendo sull’opportunità di effettuare biopsie di controllo del tessuto intestinale nelle persone HIV+ che prendono la terapia HAART , così come vengono effettuati usualmente gli esami del sangue  per verificare il valore della carica virale ed il conteggio dei CD4. Inoltre suggeriscono che la terapia dovrebbe essere iniziata rapidamente dopo l’infezione per permettere di controllare meglio l’effetto a lungo termine del virus nei tessuti intestinali. E’ già risaputo che un certo tipo di tessuto gastrointestinale chiamato gut associated lymphoid tissue (GALT) è il luogo dove principalmente avviene la replicazione del HIV e la caduta dei CD4. I ricercatori dall’università di California hanno voluto  determinare l’effetto della HAART sulla soppressione virale nell’intestino e la relativa capacità ristabilire il sistema immunitario intestinale.

Hanno così progettato uno studio su dieci pazienti HIV+ ai quali è stato analizzato sia il sangue che il tessuto intestinale(biopsia)prima di iniziare la terapia e poi a distanza di  3 anni . Tre  pazienti hanno iniziano la HAART entro quattro – sei settimane dall’infezione ; i rimanenti hanno iniziato la HAART dopo un anno.

I ricercatori hanno trovato che la soppressione virale era più efficace nel tessuto dell’intestino dei 3 pazienti che avevano iniziato la HAART precocemente rispetto a quelli che avevano aspettato 12 mesi ed anche la funzione immunitaria dell’intestino aveva recuperato meglio le sue funzioni.
Lo studio si è poi allargato a un maggior numero di pazienti fino alla pubblicazione dei risultati.

Thomas Prindiville, professore di gastroenterologia all’università della California, ha commentato questi risultati:
“Continuiamo a verificare  che il ripristino della funzione immunitaria ” più probabile quando il trattamento è iniziato presto.Iniziando la HAART prima che i CD4 scendano sotto i 350 cells/mm3 si conserva la funzione immunitaria nell’intestino favorendone il recupero completo”.

I ricercatori californiani inoltre suggeriscono che l’efficacia della terapia anti-HIV potrebbe essere controllata meglio usando biopsie intestinali e sostengono che la funzione immunitaria potrebbe essere ristabilita iniziando precocemente la HAART con aggiunta di un antinfiammatorio. Dai loro risultati emerge che il GALT rappresenta 70% del sistema immunitario del corpo e che funge da serbatoio virale impedendo l’estirpazione completa del virus. A sostegno dei loro risultati, riportano un loro lavoro pubblicato l’anno scorso su HIV-infected people (riferimento qui sotto) nel quale, dalle biopsie effettuate su pazienti con carica virale bassa e buoni livelli di CD4 senza terapia per più di 10 anni, i campioni del loro intestino non evidenziavano perdita di CD4.

Gli autori si rendono conto che le biopsie dell’intestino sarebbero estremamente pesanti e difficoltose per i  pazienti, ma intendono comunque proseguire ulteriormente la ricerca per migliorare l’efficacia della terapia anti-HIV nel GALT, il trattamento di infiammazione dell’intestino e di come migliorare l’accettabilità e l’efficacia delle biopsie dell’intestino per controllare successo di trattamento.

Reference

Guadalupe M et al. Viral suppression and immune restoration in the gastrointestinal mucosa of human immunodeficiency virus type 1-infectred patients initiating therapy during primary or chronic infection. Journal of Virology 80: 8236-8247, 2006.

Sankaran S et al. Gut mucosal T cell responses and gene expression correlate with protection against disease in long-term HIV-1-infected nonprogressors. Proc Natl Acad Sci USA102:9860-9865, 2005.

Articolo originale:

http://www.aidsmap.com/en/news/D2A7914F-1561-4BC1-A60D-F389DF1022A9.asp

Fonte: Aidsmap

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