M.S.T. malattie sessualmente trasmissibili

M.S.T. – Malattie Sessualmente Trasmissibili
Oltre all’infezione da HIV  ci sono altre infezioni a trasmissione sessuali dette anche IST o MTS. Queste malattie, in particolare quelle che causano lesioni della cute e delle mucose,  sono un fattore di rischio particolarmente elevato (da 5 a 10 volte superiore alla media) di contrarre o trasmettere l’HIV.

M.S.T. malattie sessualmente trasmissibili
Per prevenire queste infezioni è raccomandato l’uso corretto del preservativo in tutti i tipi di rapporti sessuali (anali, vaginali ed orali) ed è opportuno proteggere anche gli oggetti utilizzati per la pratica sessuale.
Il preservativo non protegge da quelle M.S.T. i cui agenti microbici si ritrovano anche al di fuori delle zone riparate dal profilattico: questo vale per la sifilide, per l’herpes e il papilloma virus.

Riportiamo qui sotto un elenco ed alcune informazioni generali sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili

  • La Sifilide

M.S.T. (detta anche Lue) è un infezione batterica a carattere progressivo trasmessa prevalentemente per via sessuale che se non adeguatamente curata può portare a lesioni gravi e permanenti degli organi interni.In caso di lesioni sospette a livello dei genitali esterni o delle aree circostanti è necessaria una visita presso il medico di base o specialista (Dermatologo, Ginecologo) per l’osservazione diretta e gli eventuali esami di laboratorio.L’uso del profilattico riduce sensibilmente il rischio di trasmissione anche se non è in grado di prevenire il contatto con lesioni nelle parti non coperte.

 

  • La Gonorrea

M.S.T. Può essere asintomatica, ma nella gran parte dei casi si manifesta con dolore, arrossamento e presenza di secrezione bianco-giallastra maleodorante a livello del glande del pene (nell’uomo) o della vagina e genitali esterni (donna) con bruciore durante la minzione. In presenza della sintomatologia è necessaria una visita di controllo presso il medico di base o specialista per l’esame delle lesioni e l’effettuazione di un tampone per l’identificazione diretta e colturale del batterio. Si previene con una corretta igiene a livello genitale e con l’uso del preservativo.

 

  • Il virus del papilloma umano (HPV) 

M.S.T. può causare la formazione di condilomi, lesioni esterne contagiose sugli organi genitali. In presenza di lesioni a livello della pelle o dei genitali, è necessario rivolgersi ad un medico generico o specialista (Dermatologo, Ginecologo) che effettuerà la diagnosi tramite un esame clinico con osservazione delle lesioni ed eventuale biopsia per la caratterizzazione istologica e della presenza dell’HPV mediante test genico. Gli esami sierologici non forniscono informazioni rilevanti per la diagnosi.

L’uso del profilattico riduce sensibilmente il rischio di trasmissione anche se non è in grado di prevenire il contatto con le parti non coperte (testicoli, regione peri-anale). Nelle donne, la vaccinazione anti-HPV può prevenire l’infezione e la comparsa di condilomi e andrebbe praticato nel periodo pre-pubere (entro i 12 anni) o comunque entro i 40 anni. Riguardo il sesso maschile si sottolinea che nonostante alcuni studi abbiano riportato che il vaccino anti-HPV tetravalente può conferire effetti di protezione (carcinoma intraepiteliale dell’ano, condilomi), non esistono specifiche indicazioni da parte del Ministero della Salute per la vaccinazione negli uomini.

 

  • L’Herpes Genitale

è un infezione causata dal virus dell’Herpes Simplex (HSV), di cui vi sono due sottotipi: HSV-1 e HSV-2. L’HSV-2 è più frequentemente causa di herpes genitale che si caratterizza, nella infezione primaria, con lesioni vescicolari singole o multiple a livello dei genitali esterni.
Essendo  tra le M.S.T. trova nal preservativo è uno strumento di prevenzione valido per evitare di contrarre l’Herpes Genitale, ma non è completamente protettivo perché l’infezione può essere trasmessa anche con il contatto tra le parti non ricoperte (es. scroto, regione perianale, radice delle cosce). Moltissime persone infettate dall’herpes genitale non sanno di avere l’infezione in forma latente. La diagnosi di Herpes Genitale è di solito clinica, basata sull’osservazione delle lesioni caratteristiche. Anche questa fa parte delle Malattie Sessualmente Trasmissibili

 

  • La Candidiasi o Candidosi M.S.T.

è un infezione causata dalla Candida albicans, Fungo (o Micete) della famiglia dei saccaromiceti, in grado di replicarsi dando luogo a colonie. La Candida in condizioni che portano ad alterazione del microambiente della mucosa, quali terapia antibiotica prolungata, uso smodato di detergenti intimi, situazioni di stress o alterazioni metaboliche può crescere in maniera incontrollata, dando luogo ad evidenti lesioni biancastre con prurito o irritazione. Si previene con una corretta igiene a livello genitale e l’uso del preservativo.

 

  • La Clamidia

fa parte delle M.S.T. tra le più comuni. Si trasmette attraverso contatto sessuale e può colpire, spesso in forma asintomatica, il pene e la vagina. L’infezione va curata in maniera adeguata per evitare il rischio di infertilità. In presenza di sintomi o lesioni a carico degli organi genitali, è necessario effettuare una visita presso un medico specialista (Dermatologo, Ginecologo) che effettuerà la diagnosi sulla base delle lesioni e di esami di laboratorio su campioni provenienti dalle sedi di infezioni. Si previene con una corretta igiene a livello genitale e l’uso del preservativo.

 

  • La Pediculosi del pube

è una condizione patologica dovuta all’infestazione da parte di un pidocchio, Phthirus pubis (chiamato anche piattola), che colonizza e depone le uova (lendini) a livello dei peli pubici. Si manifesta con un intenso prurito a livello della peluria pubica. In presenza di sintomi a livello pubico occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista (Dermatologo) che effettuerà la diagnosi. Si previene con una corretta igiene.

 

  • La Scabbia

è un’infestazione da parte di un Acaro, che colonizza la pelle e provoca un fastidioso prurito che può durare a lungo in assenza di trattamento. In presenza di sintomi a livello pubico occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista (Dermatologo).
Si trasmette facilmente con il contatto e va prevenuta con misure igieniche igieniche personali e ricambio frequente della  biancheria e delle lenzuola.

 

  • La Tricomoniasi

è un’infezione parassitaria degli organi genitali, diffusa nei Paesi in via di Sviluppo ma presente anche in Italia, è una delle Malattie Sessualmente Trasmissibili e può essere trasmessa con i rapporti sessuali non protetti e causare infertilità. In presenza di dolore o infiammazione a livello della vagina o del pene, particolarmente  con l’evidenza di una secrezione, occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista (Urologo, Ginecologo o Andrologo) che effettuerà la diagnosi.  Si previene con una corretta igiene a livello genitale e l’uso del preservativo.

 

  • L’Uretrite

un’infiammazione acuta dell’uretra generalmente causata da un’infezione batterica. Ad oggi sono molto frequenti uretriti da Escherichia coli soprattutto da ceppi resistenti alla terapia antibiotica. Nell’uomo l’infezione si manifesta con dolore e arrossamento della parte terminale del pene con modica secrezione trasparente e  mucinosa che rende le urine torbide. L’infiammazione può estendersi alla vescica, soprattutto nella donna, dando luogo alla comparsa di Cistite che può risultare asintomatica o dare dolorabilità a livello del meato uretrale e della regione pelvica, soprattutto durante la minzione. In molti casi può comparire anche una lieve febbricola. In presenza di sintomi occorre una visita di controllo presso il medico di base o il medico specialista che effettuerà la diagnosi . Si previene con una corretta igiene intima e l’uso del preservativo.

 

  • L’Ulcera Venerea

è un’infezione venerea poco comune ma va presa in considerazione in caso di sintomi o lesioni a livello dei genitali perché può essere confusa con la sifilide. Si previene con una corretta igiene intima e l’uso del preservativo.

 

  • La Mononucleosi Infettiva

è una infezione virale molto comune che si trasmette mediante la saliva e che provoca la comparsa di una febbricola persistente con ingrossamento delle linfoghiandole che può durare molte settimane. Quasi tutte le persone contraggono l’infezione nei primi 30 anni di vita. In presenza di persistenza delle linfoghiandole ingrossate e stanchezza, occorre recarsi dal medico di base o specialista di malattie infettive che effettuerà la diagnosi mediante l’esame clinico. Generalmentela malattia  guarisce con il tempo ed il riposo. Trascurare l’infezione può portare ad un lungo decorso e al rischio di complicazioni a carico del fegato e della milza.

 

  • Il Mollusco Contagioso

è un’infezione virale che causa la comparsa di numerose piccole vescicole sulla pelle, che non danno sintomi. In presenza di lesioni sospette sulla pelle, è bene recarsi dal medico di base  o specialista che effettuerà la diagnosi mediante l’esame clinico con eventuale richiesta di analisi istologica su biopsie delle lesioni. Le lesioni a livello perianale o inguinale vanno distinte dai condilomi, che appaiono circoscritti, di dimensione maggiore e di aspetto più allungato e sporgente. Si prevengono con misure di igiene personale ed adeguata pulizia degli ambienti comuni (palestre, piscine). Nei rapporti sessuali l’uso del preservativo non previene il contagio a livello delle parti non coperte.

 

  • L’Epatite A

è una malattia infettiva causata dal virus HAV (Hepatitis A Virus) che colpisce il fegato e si trasmette quasi esclusivamente per via oro-fecale. Esiste la possibilità di vaccinarsi e questo vaccino conferisce un’immunità a lungo termine. Si previene la trasmissione sessuale con l’uso del preservativo.

 

  • L’Epatite B

è una malattia infettiva, causata dal virus HBV che colpisce il fegato ed è presente in molti liquidi biologici. Originariamente nota come “epatite da siero”, la malattia è estremamente diffusa in tutto il mondo. Si stima che il 20-30% della popolazione mondiale venga contagiato ogni anno dall’HBV e che esistano circa 350 milioni di portatori cronici del virus. Il decorso della malattia è generalmente di qualche mese e in circa il 20% dei casi avviene la progressione verso la malattia cronica che può portare a cirrosi ed insufficienza epatica o, meno frequentemente, a carcinoma epatico.

A livello individuale va evitato l’utilizzo comune di aghi, rasoi ed oggetti taglienti e incoraggiato l’uso del preservativo nel caso di rapporti sessuali. E’ inoltre indicato il test per l’Epatite B a tutte le donne in corso di gravidanza. Dal 1983 esiste un vaccino preventivo contro l’epatite B che dal 1991 è raccomandato per i soggetti di dodici anni e per tutti i neonati, oltre che per tutte le persone non vaccinate potenzialmente esposte a rischio di infezione (personale sanitario, personale pubblica sicurezza, personale adibito a raccolta e trattamento rifiuti, politrasfusi, emodializzati, detenuti, partner di persone con l’infezione,  persone con epatopatia cronica). Presso gli Ospedali e le Aziende Sanitarie Locali è possibile effettuare la vaccinazione.

  • L’Epatite C

è un’infezione dovuta al virus HCV, della famiglia Flaviviridae a RNA, caratterizzata nel 1989 nell’ambito delle epatiti post-trasfusionali definite non A, non B. Si distinguono 6 principali varianti genotipiche del virus e c’è molta variabilità tra i singoli ceppi virali. L’incubazione della malattia è generalmente di qualche mese e solo nel 15-20% dei casi compaiono sintomi. Nella maggior parte dei casi l’infezione tende a cronicizzare con la progressione verso la cirrosi e l’insufficienza epatica ed è stato documentato un alto rischio di contrarre il carcinoma epatico.

A prescindere dalla comparsa di sintomi che nella maggior parte dei casi possono essere assenti o in forma lieve, la diagnosi di Epatite C richiede il test per la ricerca degli anticorpi anti HCV nel sangue. A livello individuale va evitato l’utilizzo comune di aghi, rasoi ed oggetti taglienti e incoraggiato l’uso del preservativo nel caso di rapporti sessuali con persone di cui non si può escludere l’infezione. E’ inoltre indicato il test per l’Epatite C a tutte le donne in gravidanza. A tutt’oggi non esiste un vaccino per l’epatite C. Inoltre, ad oggi, l’uso preventivo delle immunoglobuline non si è mostrato efficace.

Fonte : Uniticontroaids/Unicef

 


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