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Malattie Sessualmente Trasmesse: scarsa informazione e poca consapevolezza

di Luca Negri
Se la candida facilitasse la trasmissione dell’HIV?

Malattie Sessualmente Trasmesse: scarsa informazione e poca consapevolezzaMalattie Sessualmente Trasmesse: scarsa informazione e poca consapevolezza
Un tempo erano dette “malattie veneree” (da Venere, la dea dell’amore) e con questo termine si indicavano la sifilide e la gonorrea, quelle cioè più conosciute e tenute nascoste.

Oggi, le Malattie Sessualmente Trasmesse (MTS) sono un’emergenza di cui si può e si deve parlare: molti sanno che esistono, ma pochi le conoscono davvero e forse non tutti sanno che sono malattie infettive causate da batteri, virus, funghi o parassiti che, in genere, si trasmettono per via sessuale e che si differenziano per contagiosità, decorso della malattia e possibilità di cura e prevenzione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dei 340 milioni di nuovi casi di MTS che si registrano nel mondo, almeno 111 milioni interessano giovani sotto i 25 anni di età. Si stima, infatti, che ogni anno un adolescente su 20 contragga una MTS e che l’età di insorgenza tende progressivamente ad abbassarsi.
Una delle categorie più a rischio di contrarre le MTS è quella dei giovani adolescenti che risultano essere i meno consapevoli, a causa della scarsa informazione o di condizioni socio-culturali scadenti.
Oltre la metà delle nuove infezioni di HIV, per esempio, interessano giovani nel gruppo di età 15-24 anni. Generalmente, le ragazze sono più vulnerabili dei ragazzi per ragioni fisiologiche, ma spesso anche sociali, essendo in alcuni casi costrette a relazioni sessuali fin da bambine.
“L’età media in cui le ragazze scoprono il sesso – sostiene la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente SITIP (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica) e Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – si è notevolmente abbassata (7% già tra i 13-14 anni) ma non si riscontra ancora un’adeguata consapevolezza che anche attraverso un singolo rapporto si può contrarre una malattia trasmessa sessualmente.
Ovviamente la probabilità di incontrare persone infette sarà tanto maggiore quanto più elevato è il numero dei partner. Risultano, pertanto, a maggiore rischio le persone sessualmente attive, che hanno rapporti con partner diversi, soprattutto se occasionali. Se è vero, però, che i germi responsabili di queste infezioni passano da un soggetto all’altro prevalentemente attraverso un contatto sessuale, nel corso di un rapporto completo, o di un rapporto anale o orale (in quest’ultimo caso l’infezione può colpire la bocca e la gola), per alcune malattie – come ad esempio i condilomi – il contagio può avvenire anche condividendo biancheria o oggetti intimi. Non si corre alcun rischio, invece, frequentando piscine o utilizzando servizi igienici pubblici”.
“Tra le Malattie Sessualmente Trasmissibili – sottolinea Susanna Esposito – la più temibile è certamente l’infezione da HIV, il virus responsabile dell’AIDS che si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e le secrezioni vaginali. Per questa patologia sembra non esistere ancora una cura definitiva, sebbene sia proprio di questi giorni la notizia di una bambina nata in Mississippi con l’AIDS e guarita dopo essere stata curata con un cocktail di medicine sin dalle prime ore dopo la nascita. Una buona notizia che potrebbe aprire la strada alla cura di tutti i bimbi che nascono con l’infezione da HIV”.
Molto comuni sono anche la Candida e il Trichomonas responsabili di infezioni dell’ultimo tratto delle vie genitali (vulviti, vaginiti nella donna; balaniti, uretriti nell’uomo) e che il più delle volte guariscono con una terapia mirata (creme, ovuli o farmaci specifici). Altre infezioni, invece, come ad esempio, le infezioni da Chlamydia e la Gonorrea, se non diagnosticate tempestivamente e non curate in modo adeguato, possono interessare anche gli organi genitali interni: utero, ovaie, tube nelle donne; testicoli e prostata nell’uomo. Nella donna la malattia infiammatoria pelvica (PID) rappresenta l’evenienza più grave e ne possono conseguire infertilità, aumentato rischio di gravidanze tubariche e dolore pelvico cronico. Altri virus come l’herpes genitale o il papilloma virus hanno la tendenza a rimanere all’interno dell’organismo e vengono ritenuti responsabili dell’insorgenza di forme pre-tumorali del collo dell’utero.
Fondamentale, quindi, è la prevenzione, che si attua attraverso il rispetto di alcune norme igieniche e comportamentali:
È importante informare il proprio partner di una eventuale malattia, ma è altrettanto importante, per propria salvaguardia, non avere timore di chiedergli se, a sua volta, soffra o abbia sofferto in passato di malattie a trasmissione sessuale.
Proteggersi utilizzando il preservativo che rappresenta l’unico mezzo disponibile per prevenire il passaggio del virus HIV e della maggior parte delle malattie a trasmissione sessuale, al di là del suo impiego come contraccettivo.
La diagnosi precoce delle MTS è possibile solo attraverso il riconoscimento dei sintomi, sebbene i disturbi possono essere tanto lievi e indistinti da rendere difficile la diagnosi.
In ogni caso, tanto più precoce sarà il trattamento dell’infezione, laddove ne esista uno efficace, tanto più rapida sarà la guarigione che, però, non conferisce l’immunità: aver avuto una o più di queste malattie non significa non poterle contrarre nuovamente.
Alcune MTS richiedono terapie lunghe e debilitanti, altre possono causare complicazioni serie ma non bisogna dimenticare che ogni malattia, anche se non grave, comporta comunque un disagio e le malattie a trasmissione sessuale, oltre alla componente fisica, implicano anche un coinvolgimento psicologico che può aggiungere tensione e stress.
FONTE: pharmastar.it

 

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