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Manovra: pazienti di cancro e HIV chiedono chiarimenti sui farmaci

di Luca Negri

Manovra: pazienti di cancro e HIV chiedono chiarimenti sui farmaciNps (Network delle persone sieropositive) e Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) richiamano Governo e AIFA a vigilare affinché il trasferimento di farmaci dall’ospedale alle farmacia territoriali, previsto dalla manovra economica all’esame del Senato, non metta a rischio qualità e accesso alle cure.

La manovra economica all’esame del Senato prevede che alcuni farmaci attualmente d’uso ospedaliero, per un importo pari a 600 milioni di euro, non siano più erogati dall’ospedale bensì dalle farmacie. La misura, con finalità apparentemente solo economiche, presenta tuttavia dei rischi per l’effettiva continuità e qualità delle cure per patologie anche molto gravi, come l’Aids e il cancro. Lo hanno rilevato oggi nel corso di una conferenza stampa il Network Persone Sieropositive (NPS Italia Onlus) e la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) che hanno predisposto un documento analitico (vedi allegato a fondo pagina) sugli effetti del provvedimento avanzando una serie di suggerimenti, rivolti al Ministero della Salute e all’AIFA, al fine di garantire che nel trasferimento dall’ospedale al territorio non si creino pericolose situazioni per la qualità, la sicurezza e l’accesso alle terapie.

E in particolare:

  1. rischio di minore controllo dell’aderenza al farmaco che è fattore centrale per il successo della terapia e per la sopravvivenza del paziente in molte patologie;
  2. possibile indisponibilità del farmaco a livello di farmacia territoriale. Trattandosi infatti di farmaci costosi, le piccole farmacie potrebbero non essere in grado di tenere scorte di medicinali che rischiano di scadere prima di essere venduti;
  3. problemi di privacy. Per i pazienti affetti da determinate patologie è già di per sé problematico acquistare in farmacia certe tipologie di farmaci ed il rischio di doverlo fare in un’unica farmacia, soprattutto nei piccoli centri, potrebbe far crescere questo disagio;
  4. incentivazione all’utilizzo di generici di imminente introduzione, con la possibilità che nel tempo la gratuità riguardi solo il generico e per avere il farmaco cui si è abituati si debba integrare il costo. L’aggravio di spesa per l’assistenza, infatti, rappresenta un pericolo molto serio per i pazienti.

“La decisione di spostare farmaci antineoplastici nelle farmacie territoriali non potrà riguardare quelli di tipo iniettivo in quanto il loro uso richiede la sola somministrazione in ambienti ospedalieri, per ovvi motivi di sicurezza nella preparazione e dispensazione”, ha affermato il segretario nazionale della Favo, Elisabetta Iannelli, osservando che il passaggio potrebbe riguardare i farmaci antitumorali orali, “ma anche questi farmaci – ha sottolineato Iannelli – sono complessi nella gestione e hanno una serie di effetti collaterali che non vanno sottovalutati, spesso con indici terapeutici ristretti. La dispensazione in farmacia territoriale potrebbe quindi indurre i pazienti in erronee valutazioni della “sicurezza” di questi farmaci e portare a variazioni della somministrazione che potrebbero avere effetti molto gravi”.

La presidente di Nps, Rosaria Iardino, ha poi chiarito l’intento dell’iniziativa promossa oggi con la Favo: “Siamo consapevoli della difficile fase economica del Paese, ma vogliamo certezze sul fatto che al momento di decidere quali farmaci dovranno passare dall’ospedale al territorio, siano applicati criteri rigorosi, e una valutazione di appropriatezza scientifica in grado di garantire l’assoluta tutela e sicurezza della salute del cittadino”.

In particolare, le due associazioni chiedono:

  • un impegno del Governo perché l’organizzazione del passaggio dall’ospedale al territorio sia gestita con attenzione e concertata con le associazioni dei pazienti interessati;
  • che l’AIFA, nel definire i farmaci da spostare, tenga in considerazione anche le ripercussioni per i pazienti;
  • garanzie che questo provvedimento non rappresenterà il punto di passaggio verso  la sostituzione obbligatoria dei farmaci passati alle farmacie territoriali, con farmaci  generici chiedendo ai pazienti di pagare la differenza tra il farmaco oggi assunto ed il generico corrispondente;
  • che il Governo fornisca garanzie che un eventuale ricorso a farmaci generici avvenga solo per prodotti che abbiano superato controlli di qualità che garantiscano la pari efficacia dei farmaci labelled;
  • che la privacy sia un elemento tenuto nella debita considerazione nella gestione del passaggio del farmaco dall’ospedale alle farmacie territoriali.

FONTE: quotidianosanità.it

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