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Margherita Errico denuncia che l’AIDS non è di moda!

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Margherita Errico denuncia che l’AIDS non è di moda, ma dovrebbe essere di moda la lotta all’AIDS. (Ndr: poloinformativo hiv)
La Presidente del Network Persone Sieropositive commenta la brutta campagna di Convivio Milano. E ci ricorda che, mentre la Versace e la Sozzani “giocano”, 385 pazientinapoletani rischiano di restare senza cure.

In tema di reparti o day ospital che chiudono è di meno di un mesa fa la notizia che dall’altra parte dell’Italia a Casale Monferrato chiude il reparto malattie infettive.
Margherita Errico denuncia che in questi giorni, un evento mediatico ha acceso nuovamente i riflettori sulla questione hiv-AIDS.

Mi riferisco alla campagna pubblicitaria di Convivio Milano, mostra mercato biennale ideata nel 1992 da Gianni Versace per sostenere Anlaids Lombardia, il cui claim recita L’Aids è di moda con i volti-testimonial di Franca Sozzani, direttrice di Vogue e della stilista Donatella Versace.
Un claim davvero ripugnante, probabilmente proposto per creare l’effetto “sensazionalistico” ed avere un’ampia ed efficace amplificazione mediatica. Amplificazione che, in effetti, c’è stata.

La stessa Versace, d’altronde, si è dissociata dalla campagna, dichiarando di non aver mai dato la propria approvazione.
Ovviamente, mi chiedo come mai, allora, il suo volto campeggi sui manifesti. Le hanno, per caso, estorto la foto con l’inganno?

Margherita Errico,

Presidente Nazionale di NPS, Network Persone Sieropositive, a tal proposito precisa: ciò che più mi lascia senza parole non è tanto il claim al quale pure farei una correzione lì dove dovrebbe essere di moda la lotta all’Aids e non certo l’Aids, ma bensì il concetto di “vittime”…insomma da parte del provider/agenzia che gestisce questa campagna non c’è stata sensibilità alcuna verso le persone con hiv che tutti i giorni vivono stigma, difficoltà nell’accesso alle terapie e che lottano continuamente per i loro diritti, e lottano da guerrieri non certo da vittime!

Inoltre credo, come persona che vive con hiv da oltre 20 anni, nonché presidente di un network nazionale, che sia necessario un cambio culturale a tutti i livelli, anche nella realizzazione di immagini e comunicazioni di questo tipo che facciano capire attraverso i volti delle persone comuni con hiv che ci siamo, che siamo nella società e produciamo benessere al pari degli altri. Ben vengano i testimonial ma con una logica comunicativa anche ironica e rispettosa come ha saputo fare Charlie Sheen con la sua T- shirt “siate positivamente negativi”!

Ed è proprio Margherita Errico che mi racconta un fatto gravissimo che riguarda il nostro territorio: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli ha deciso di chiudere l’Unità Operativa Complessa (UOC) di Malattie Virali incluso Aids – Day Hospital

Si tratta di una UOC di grande qualità – mi spiega Margherita – che sin dall’inizio dell’infezione ha curato e assistito le persone HIV+ garantendo loro il diritto all’accesso alle cure e la migliore qualità di vita possibile. Attualmente sono in cura con terapia antiretrovirale presso questa Unità 385 persone che, senza alcun preavviso, vedranno venir meno il rapporto di fiducia instauratosi negli anni con il loro infettivologo di riferimento e comunque con la struttura di cura presso la quale sono seguite.

Il provvedimento mette in pericolo quella continuità assistenziale che, come noto, è essenziale per poter stabilizzare il paziente rispetto a una patologia, l’HIV/AIDS, che è da considerarsi cronica solo a condizione che il paziente sia messo in grado di aderire pienamente e con continuità nel tempo alla terapia.

La delibera, apprendo dalla voce di Margherita, oltre a prevedere la chiusura di una UOC di valore, non prevede nessuna direttiva che dica fin da subito dove e come dovranno essere seguiti i 385 pazienti dal punto di vista clinico e terapeutico.

Per queste ragioni, lunedì 11 aprile, in mattinata, alla presenza della ministra Beatrice Lorenzin, che sarà in visita presso l’A.O. Universitaria Federico II, avrà luogo un sit-in di protesta appoggiato da Arcigay Campania, Arcigay Napoli, Arcigay Salerno, I’m gay any problem?, medici e infermieri, un sit-in in difesa del diritto alla continuità di cura e assistenziale per le persone con HIV e per tutti i pazienti afferenti all’Azienda Ospedaliera.

Fonte: campaniasuweb.it

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