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Medico sieropositivo: “Il mio cane mi ha salvato la vita”

di Luca Negri

Medico sieropositivo: “Il mio cane mi ha salvato la vita” Ndr. Anche un mio cane in passato  se non salvato si può dire che mi abbia sicuramente allungato e migliorato la vita.

Cane ha salvato la vita di medico sieropositivo: Quando ho letto questo articolo della Stampa mi  è sembrato un di rivivere anche la mia di storia, nel mio caso non era un Yorkshire terrier ma una Cocker spaniel bianca e nera di nome Mida e  poi oltre a non aver completamente digerito la mia positività all’hiv già nota da 14 anni vi era stata una ricaduta con le droghe dopo anni di comunità terapeutica.

Bella l’idea di questo medico che ha pensato di condividere con altri le storie di casi che hanno veramente aiutato tante persone che vivono con hiv, loro i cani, non ti giudicano e ti sono sempre accanto al contrario delle persone (non tutte fortunatamente) che spesso giudicano e basta.
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Medico sieropositivo: “Il mio cane mi ha salvato la vita”

fulvio cerutti
 Rob Garofalo era distrutto. Aveva costruito la sua carriera medica e di ricerca per aiutare giovani malati di Aids. Poi ha scoperto di essere sieropositivo.

«Non riuscivo ad avere per me la stessa compassione che per tutta la mia carriera avevo professato agli altri» dice Rob, che dirige la divisione di medicina per l’adolescenza al Lurie Children’s Hospital di Chicago.

In un primo momento, non ha detto quasi nessuno del suo stato, nemmeno alla madre anziana, che però durante il Natale del 2009 ha capito che qualcosa non andava. Rob ricorda di aver pianto per gran parte del volo di ritorno a Chicago, uno sfogo che l’ha portato a prendere una decisione inaspettata: adottare un cane.
Così è entrato nella sua vita Fred, uno Yorkshire terrier che gli ha cambiato la vita: «Ho preso con me questa piccola palla di pelo di pura gioia – dice Garofalo -. E lui ha fatto in modo che io tornassi al mondo».

La presenza di Fred l’ha letteralmente trascinato fuori da quel buio in cui era caduto: «Non sto esagerando quando dico che mi ha salvato la vita» dice Rob, che ha ammesso di aver pensato seriamente al suicidio dopo la diagnosi.

Per comprare il cibo a Fred è stato costretto a uscire di casa, con lui al fianco si è trovato a parlare con molte persone, e quando aveva gli incubi notturni c’era il suo peloso a cui aggrapparsi. Rivista la luce, il dottore ha trovato il coraggio di svelare la sua seriopositività alla madre e agli amici.

E non si è fermato lì: ha lanciato un progetto denominato “When Dogs Heal” (Quando i cani ti guaririscono), con l’aiuto di un fotografo di nome Jesse Freidin e di uno scrittore di Chicago chiamato Zach Stafford.

Insieme hanno raccolto le storie di persone sieropositive e dei loro cani in una mostra che è stata inaugurata a Chicago in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS, e poi a New York due giorni dopo. Storie di sofferenza, a cui gli animali hanno dato un po’ di sollievo.

Fonte: lastampa.it

 

 

 

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