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HIV Glasgow 2020: Nuovo farmaco orale MK-8507 potrebbe essere assunto una sola volta a settimana

di Luca Negri
HIV Glasgow 2020: Nuovo farmaco orale potrebbe essere assunto una sola volta a settimana

Alla conferenza sono stati presentati i risultati degli studi volti alla definizione del dosaggio di un nuovo farmaco denominato MK-8507, appartenente alla classe degli inibitori non-nucleosidici della trascrittasi inversa (NNRTI), dai quali sembrerebbe di poter affermare che sia possibile somministrarlo una sola volta alla settimana.

Sono stati innanzitutto condotti studi preliminari su volontari HIV-negativi, che hanno aiutato a selezionare i dosaggi da sperimentare negli studi successivi e hanno dimostrato che l’assorbimento dei farmaci non era influenzato dall’assunzione di cibo.

I test successivi sono stati effettuati in volontari HIV-positivi che non avevano mai precedentemente assunto la terapia antiretrovirale. Sia con il dosaggio a 80mg che con quello a 300mg si è ottenuta una riduzione simile dei valori di carica virale – circa 1,5 logs, ossia valori 35 volte inferiori.

HIV Glasgow 2020: Nuovo farmaco orale potrebbe essere assunto una sola volta a settimana
La dott.ssa Wendy Ankrom di Merck and Co presenta lo studio sul MK-8507 a HIV Glasgow 2020.

Il MK-8507 si è mantenuto in concentrazioni superiori ai livelli minimi di efficacia per poco meno di una settimana con il dosaggio a 80mg, e per due settimane con quello a 300mg.

Il dosaggio a 40mg non si è invece dimostrato altrettanto potente o in grado di garantire un’azione altrettanto prolungata.

Merck & Co, la casa farmaceutica che produce l’ MK-8507, ha già allo studio un altro farmaco che può essere assunto una sola volta la settimana, l’islatravir. Sono in programma ulteriori sperimentazioni sulla somministrazione settimanale di una combinazione orale di islatravir e MK-8507 (a 80mg).

Per quanto riguarda l’islatravir, in una presentazione separata a HIV Glasgow sono stati discussi i risultati a 96 settimane di uno studio di fase IIb condotto su pazienti che iniziano il trattamento dell’HIV per la prima volta. Lo studio era volto a valutare sicurezza ed efficacia della somministrazione giornaliera per via orale dell’islatravir in combinazione con l’NNRTI doravirina, che è stato messo a confronto con un trattamento a base di doravirina, tenofovir disoproxil fumarato e lamivudina, i componenti del regime monocompressa Delstrigo.  

A 96 settimane dall’inizio del trattamento, il 90% dei pazienti trattati con il dosaggio selezionato di islatravir più doravirina avevano ottenuto una carica virale non rilevabile, a dimostrazione che la combinazione è efficace almeno quanto un regime standard a tre farmaci. Il trattamento è anche risultato generalmente sicuro e ben tollerato.

L’islatravir è adesso valutato nell’ambito di un programma di sviluppo clinico completo, con studi di fase III su pazienti che iniziano per la prima volta il trattamento, pazienti con numerosi precedenti di fallimento terapeutico e pazienti virosoppressi che effettuano lo switch da altri regimi. È in programma anche uno studio di fase II su bambini e adolescenti.

Inoltre, l’islatravir è in fase di valutazione anche per l’impiego nella profilassi pre- e post-esposizione (eventualmente utilizzando dosi settimanali o mensili). I primi studi suggeriscono anche che un impianto sottocutaneo a lento rilascio di islatravir potrebbe garantire protezione per un anno.

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