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Mortalità materna in Sudafrica

di sert_budrio

Mortalità materna in SudafricaNegli sforzi per  prevenire la trasmissione da madre a figlio, è passato in secondo piano salvare le madri”

In Sudafrica è stato registrato un calo dei tassi di trasmissione materno-fetale: un risultato a cui però non corrisponde un dato altrettanto positivo in termini di riduzione della mortalità materna. È quanto emerge da uno studio condotto presso un ospedale di Johannesburg.

Gli autori hanno analizzato dati raccolti in un arco di tempo di oltre 15 anni. Tra il 1997 e il 2012, ogni anno sono nati nell’ospedale tra i 17.000 e i 23.000 bambini.

Circa il 23% delle donne che hanno partorito nel 2012 erano sieropositive, contro il picco di quasi il 31% nel 2004.

Nel periodo abbracciato dallo studio si sono verificati 589 decessi di donne che avevano appena partorito, di cui oltre un terzo non dovuti a complicanze legate alla gravidanza o al parto. La percentuale di donne sieropositive decedute è salita dal 54% nel periodo 2003-08 al 66% nel biennio 2011-12: un dato notevolmente superiore a quello della prevalenza dell’HIV nella popolazione locale.

Dall’analisi dei dati emerge che la percentuale di mortalità materna dovuta all’HIV era rimasta invariata dal 2007, e che oltre tre quarti delle donne sieropositive decedute non avevano mai assunto la terapia antiretrovirale.

È risultato che la maggior parte dei decessi (il 54% nel biennio 2011-12) di madri sieropositive non era legato alla gravidanza, bensì a altri fattori, prime tra tutte infezioni respiratorie e tubercolosi. Tra le cause di morte legate alla gravidanza, invece, le più comuni sono state emorragie e sepsi.

Nel periodo dello studio, la percentuale di donne che si sono sottoposte al test HIV è aumentata dal 54 al 66%, ma è un dato che resta comunque molto inferiore a quello necessario per eliminare la trasmissione verticale dell’HIV (quella appunto da madre a figlio, durante la gestazione o il parto).

Il tasso di trasmissione verticale è calato dal 7 all’1,5%: a fronte di questo, però, sono ancora pochissime le donne che assumono la ART (nel 2011-12 erano soltanto il 23%).

I tre quarti delle donne decedute presentavano una conta dei CD4 inferiore alle 200 cellule/mm3. Una percentuale di decessi HIV-correlati ancora così elevata sembra imputabile a un impegno carente nella fornitura di cure e trattamento per l’HIV.

 

FONTE: aidsmap.com

 

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