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Nascere e vivere da sieropositivi: HIV, trasmissione verticale

di sert_budrio
Gestione emotiva dello stato di sieropositività al virus dell’HIV

Nascere e vivere da sieropositivi: HIV, trasmissione verticale.
Intervista alla dott.ssa E. Hamlyn del King’s College Hospital di Londra

 Nel Regno Unito sono circa 100 000 le persone che convivono con il virus dell’immunodeficienza umana, comunemente detto HIV. Vi stupirebbe sapere che circa un migliaio di loro non hanno mai avuto rapporti sessuali? Si tratta di bambini e adolescenti che hanno contratto il virus verticalmente, ovvero da madre sieropositiva durante la gravidanza, il parto o l’allattamento al seno. La maggior parte di questi ragazzi vive a Londra.

“Oggi in Europa, ogni donna incinta viene sottoposta ad un test per l’HIV. In caso di sieropositività, trattamenti tempestivi riducono il rischio di infezione per un bambino praticamente a zero”

racconta la dottoressa Elizabeth Hamlyn, Consultant Physician al King’s College Hospital di Londra specializzata in HIV e salute sessuale. Ma ogni giorno nel mondo nascono 600 bambini sieropositivi: il problema è, purtroppo, ancora attuale.

Nascere e vivere da sieropositivi: I giovani di cui si occupa sono in genere ragazzi nati prima che i test sulle gestanti fossero largamente diffusi, o nati al di fuori dell’Europa, per lo più in Africa. “Raggiunta l’adolescenza devono passare da pediatrìa al servizio sanitario per adulti. Per loro è un periodo davvero difficile e hanno bisogno di uno specialista che li guidi e li aiuti.

I giovani e le cure “Ricevendo una diagnosi sieropositiva da adulti, grazie ai farmaci di ultima generazione è possibile vivere una vita lunga e normale, a patto di iniziare la cura tempestivamente.Gli adolescenti nati con l’HIV invece, avendo dovuto iniziare la terapia da giovanissimi, possono sviluppare un virus resistente ai farmaci. Per questo il trattamento è molto più complicato”

, spiega la dott.ssa Hamlyn.

Molti di questi ragazzi provengono inoltre da famiglie con problemi sociali, finanziari o di immigrazione, a volte hanno perso i parenti per colpa dell’AIDS. Pregiudizi e stigmatizzazione rendono la situazione ancora più delicata e sfociano spesso in paura ed isolamento. “Hanno molte cose con cui fare i conti, molti problemi da gestire, nonostante ciò vivono la loro situazione come un segreto. Spesso non discutendone con nessuno, persino all’interno della loro stessa famiglia “.

“I primi trattamenti erano tossici e avevano alcuni gravi effetti collaterali. Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca è avanzata molto bene”,

racconta il dott.ssa Hamlyn. L’HIV nei ragazzi è normalmente trattato con una combinazione di tre diversi farmaci da assumere giornalmente, adoperati in combinazione tra loro per evitare di produrre virus resistenti. Questo trattamento è molto efficace e impatta minimamente la vita quotidiana.

“Gli adolescenti di cui mi occupo vengono in genere a conoscenza della loro sieropositività all’età di 9 o 10 anni. Ciò vuol dire che devono fare i conti con il problema di avere una infezione a trasmissione sessuale prima ancora di aver fatto sesso. Assieme a psicologi e specialisti facciamo di tutto per rassicurarli e spieghiamo loro che con il trattamento possono avere una vita sessuale normale, sottolineando ovviamente l’importanza del preservativo”. Ciò nonostante, molti adolescenti sono ancora scettici. “Spesso dobbiamo lottare per convincerli a prendere farmaci.”

Nascere e vivere da sieropositivi

Fonte: scienze-naturali.it

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