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Novità farmacologiche dal report EACS 2017 di Nadir Onlus

di Silvia Bandini
HIVR4P HIV Research for Prevention

Novità farmacologiche dal report EACS 2017 di Nadir Onlus. Quali sono le novità farmacologiche per favorire l’aderenza e ridurre gli effetti collaterali

Novità farmacologiche e nuove combinazioni per una terapia a misura di paziente

D/C/F/TAF (Symtuza®) – Sorprendentemente questa nuova compressa, che combina Darunavir/Cobicistat/Emtricitabina/TAF e che sarà nel breve disponibile in Italia.
Ha mostrato nello Studio AMBER – su oltre 700 pazienti complessivi, di cui 362 nel braccio con questo trattamento – un’efficacia virologica a 48 settimane in oltre il 90% delle persone con HIV naïve alla terapia (Gallant J, PS8/2).
In un’analisi dello Studio EMERALD (Arribas JR, BPD2/8) – i cui risultati sono stati pubblicati in Ottobre 2017 su Lancet e nel quale sono stati arruolate persone con HIV già viro-soppressi in trattamento con IP potenziato, poi randomizzati a ricevere o il trattamento D/C/F/TAF (N=763) o a continuare il loro trattamento di provenienza (N=378) – è emerso a 48 settimane un miglioramento dei parametri di sicurezza ossea e del rene (biomarcatori di proteinuria). Sarà presente un approfondimento in Delta.

Fostemsavir (FTR) – pro-farmaco del Temsavir, un inibitore dell’attacco ora sviluppato da ViiV per i pazienti HTE (High Treatment Experienced, fortemente pre-trattati), attivo contro i ceppi CCR5, CXCR4 e duo-tropici (R5X4).
Sono stati presentati i risultati degli Studi BRIGHTE (Kozal M, PS8/5), di fase III, sulla sicurezza ed efficacia al giorno 8 (monoterapia funzionale) e soprattutto alla settimana 24: il 54% dei 272 pazienti randomizzati ad assumere FTR + OBT (farmaci ottimizzati sul profilo di resistenze) ha raggiunto HIV-RNA < 40 cp/mL (71% < 200 cp/mL e 77% < 400 cp/mL). Gli effetti collaterali riscontrati sono stati consistenti con quelli tipici della popolazione oggetto dello studio.

ABX464 – è un nuovo antivirale che modula lo splicing dell’HIV-RNA (ossia ‘il montaggio’), tagliando l’HIV-DNA totale nelle cellule mononucleari del sangue periferico, quando aggiunto alla monoterapia di darunavir con booster. Il farmaco interferisce con la formazione dell’HIV-RNA, in particolare inibendo l’attività della proteina Rev (ben nota: molti vaccini hanno tentato di utilizzarla come strategia). Presentato uno studio preliminare su 30 pazienti (di cui 8 in placebo) con viremia non rilevabile (Vandekerckhove L, 1/7) ai quali sono stati dati due diversi dosaggi della molecola: 50 e 150 mg. Tra effetti collaterali e altre ragioni, sono rimasti valutabili nei primi 28 giorni solo 4 pazienti con placebo e 15 utilizzatori del farmaco, nei quali effettivamente l’HIV-DNA è diminuito. Nonostante ciò, l’aggiunta della molecola non ritarda la ricombinazione virologica (avvenuta in media dopo 13 giorni) quando entrambi i farmaci (DRV e ABX464) vengono interrotti. Sono in corso altri studi.

 

Novità farmacologiche  – Terapie a due farmaci

Dolutegravir + rilpivirina – In merito ai Patient Reported Outcomes (Oglesby A, BPD 1/2), nonostante una soddisfazione al trattamento e una scarsità di sintomi espressi al basale, il 27% dei partecipanti ha dichiarato di essere voluto entrare nello studio per timore di effetti collaterali a lungo termine.
In particolare, a 48 settimane i partecipanti hanno riportato una riduzione statisticamente significativa dei sintomi auto-riportati e un miglioramento della soddisfazione al trattamento nonostante l’introduzione di molecole nuove.
Invariato, invece, l’indice di salute (EQ-5D). Un’altra analisi ha evidenziato come il successo della combinazione fosse indipendente dal ‘terzo farmaco’ di partenza, cioè prima dello switch, e dall’area geografica di provenienza (Orkin C, BPD 1/5).
Migliorata anche la funzione tubulare renale, mentre sono rimasti invariati i marcatori di immuno-attivazione (Orkin C, BPD 2/10). Infine, in uno studio di real life francese su 273 pazienti (Bonijoli T, PE9/15), si riporta a 48 settimane da un lato un successo della strategia di switch nel 98,4% dei pazienti, ma anche un 12% di interruzioni a causa di effetti collaterali.

Dolutegravir + lamivudina – Lo Studio ASPIRE (B.O. Taiwo, PE8/5) su pazienti viro-soppressi ma senza fallimenti, ha mostrato su 44 partecipanti un’efficacia a 48 settimane del 91% (analisi as-treated: 98%). Nessuna mutazione all’integrase.
Anche lo Studio ANRS 167 LAMIDOL (Joly V, PE9/11) ha confermato la bontà della strategia di switch su 110 pazienti senza precedenti fallimenti. Riscontrato 1 solo fallimento terapeutico e 9 interruzioni, di cui 4 correlabili a DTG.
Un’analisi italiana prospettica (Maggiolo F, PE 9/49) su 203 pazienti viro-soppressi, ma alla terza linea terapeutica, ha confermato l’assenza di fallimento virologico in 295 pazienti/anno di follow-up. Infine, anche in un’analisi retrospettiva spagnola (Hidalgo-Tenorio C, PE 9/68) su 105 pazienti pre-trattati e con viremia non rilevabile, a 23 settimane il successo virologico è stato del 97,6%.

 

Fonte Report Nadir dell’EACS2017

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