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Nuovi regimi antiretrovirali, casi ridotti di lipoatrofia

di Luca Negri

Nuovi regimi antiretrovirali, casi ridotti di lipoatrofiaNews tradotta da docguide.com

Secondo uno studio presentato alla 17esima Conferenza su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI), il trattamento a lungo termine dell’HIV con regimi antiretrovirali basati sull’inibitore non nucleosidico della trascrittasi Efavirenz (Sustiva), o sull’inibitore della proteasi Atazanavir (Reyataz), sembrano produrre un minor impatto sul tessuto adiposo agli arti.

Uno studio condotto dall’AIDS Clinical Trials Group (ACTG 5204), indica che questi nuovi regimi antiretrovirali, evitano in parte problemi di lipoatrofia.

Un sotto studio ha scrutinato i risultati del tessuto adiposo agli arti e densità ossea, tra 269 su 1.800 individui del trial clinico principale. Inoltre, per analizzare l’impatto di Atazanavir o Efavirenz, i ricercatori hanno anche studiato regimi antiretrovirali che hanno incluso Tenofovir ed Emtricitabina (Truvada), e Lamivudina (Epivir).

“Abbiamo osservato che tutti questi regimi antiretrovirali, aumentano sia il tessuto adiposo agli arti che addominale”, ha dichiarato la dottoressa Grace McComsey, dell’Università di Cleveland, Ohio. “L’aumento del tessuto adiposo agli arti, è un’ottima cosa — eravamo preoccupati degli effetti della lipoatrofia, ovvero la perdita di tessuto adiposo sottocutaneo. Era un effetto collaterale che ci eravamo abituati ad osservare con i vecchi regimi antiretrovirali.”

I pazienti dei due sottostudi sono stati sottoposti anche ad una assorbimetria a raggi X in doppia energia (DEXA), sia all’inizio dello studio, e dopo frequentemente nel corso dello stesso, per valutare due cose: la densità minerale ossea ed il tessuto adiposo negli arti e nell’addome.

“Abbiamo osservato una diminuzione della densità minerale ossea durante il primo anno di trattamento”, ha dichiarato la dottoressa McComsey. “I pazienti hanno tutti subito un forte impatto nella densità minerale ossea, non importa con quale regime antiretrovirale, ma alcuni erano decisamente più pesanti. I regimi antiretrovirali con Tenofovir/Emtricitabina, erano più pesanti dal punto di vista della densità minerale ossea, rispetto ai regimi con Abacavir/Lamivudina.”

Dopo 96 settimane, il 2,5% dei pazienti a cui è stato somministrato Abacavir hanno sperimentato una diminuzione della densità minerale ossea dell’anca, rispetto al 4% dei pazienti a cui è stato somministrato Tenofovir/Emtricitabina. “E’ importante per i medici essere capaci di realizzare schemi terapeutici a misura dei pazienti che potrebbero essere ad alto rischio per quanto riguarda problemi ossei (osteopenia, osteoporosi).”

La dottoressa McComsey ha anche osservato una diminuzione della densità minerale ossea nella spina lombare, nei pazienti a cui è stato somministrato un inibitore della proteasi, rispetto ad agenti non nucleosidici. “Ma all’anca è la stessa cosa: questo significa che qualsiasi regime antiretrovirale può essere causa di cambiamenti della densità minerale ossea, alcuni più di altri.”

Quando i ricercatori hanno verificato la distribuzione del tessuto adiposo, hanno notato come “I risultati siano incoraggianti con questi nuovi regimi antiretrovirali, che non conducono più necessariamente ad una forte lipoatrofia.”

“In termini di accumulo di tessuto adiposo al tronco, abbiamo osservato come tutti i regimi portino ad un significativo aumento dello stesso”. “E’ quello che chiamiamo tornare in salute. Abbiamo osservato che gli inibitori della proteasi siano associati ad un peggioramento invece nella distribuzione del tessuto adiposo al tronco.”

FONTE: docguide.com

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS

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