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P.M.A legge 40: estese le metodiche ad HIV ed epatite C

di Luca Negri

P.M.A legge 40: estese le metodiche ad HIV ed epatite CRoma, 19 lug. – Il consiglio superiore di sanita’ si e’ espresso oggi a favore dell’aggiornamento delle linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. In particolare il Css ritiene, in relazione al quesito posto dal ministro Turco, il ricorso a queste tecniche debba essere esteso alle coppie in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, quali infezioni da HIV, HBV e HCV.

“L’elevato rischio di infezione per la madre e per il feto rappresenta,di fatto, un’oggettiva causa impeditiva alla procreazione, richiedendo l’adozione di precauzioni che si traducono, necessariamente, in una condizione di infecondita’”. Per ridurre il rischio di contaminazione, i centri ai quali si affidano tali coppie per la fecondazione assistita dovranno essere in grado di effettuare la ICSI (Intra Cytoplasmic SpermIniectjon) e lo sperm-washing”.
Il Css ritiene poi opportuno che la Certificazione dello stato di infertilita’ per l’accesso alle tecniche di riproduzione assistita,venga effettuata, per le patologie genetiche, da uno specialista ingenetica medica; per le patologie maschili da un endocrinologo concompetenze andrologiche o da un urologo con competenze andrologiche. Inoltre, per assicurare adeguato sostegno psicologico alla coppia,suggerisce che sia prevista presso ogni Centro la possibilita’ diconsulenza da parte di psicologo con adeguata formazione nel settore.
Il Css “suggerisce di implementare, a scopo di ricerca, lo studio delprimo corpuscolo polare, per attingere informazioni su importantipatologie, quali le traslocazioni bilanciate e le malattie monogenichee X-linked dominanti – si legge nella nota. – Tenuto conto che le tecniche di riproduzione assistita, oltre all’indubbio stress psicologico, sono notoriamente gravate da rischi e complicanze, alcune delle quali potenzialmente mortali, quali sindrome da iperstimolazione ovarica, rischi anestesiologici, rischi legati agli atti operatori(complicazioni emorragiche, infettive e tromboemboliche), ritiene opportuno implementare gli studi sulle tecniche di crioconservazione e scongelamento degli ovociti, per garantirne una migliore qualita’ in caso di successivi tentativi di impianto; favorire l’estensione di tali tecniche ai Centri di procreazione medicalmente assistita; garantire alle coppie equita’ di accesso ai trattamenti di PMA su tutto ilterritorio nazionale, in termini di competenza professionale,efficienza organizzativa e sicurezza nell’erogazione delle prestazioni,anche per limitare il fenomeno della migrazione interna delle coppie”.
Il Css infine suggerisce “l’istituzione di un tavolo di confronto che valuti le problematiche connesse al raggiungimento di una migliore efficacia e sicurezza delle tecniche, nel rispetto dei principi costituzionali di tutela della salute delle donne, e la raccolta dei dati relativi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita informa disaggregata per una piu’ completa ed articolata valutazione dei risultati”.

Fonte: (AGI) Est

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