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Parodontite, perimplantite e HIV. La bocca sotto controllo.

di Silvia Bandini
Parodontite, perimplantite e HIV. La bocca sotto controllo.

La parodontite detta anche piorrea, è una forma grave di gengivite nella quale l’infiammazione delle gengive si estende alle strutture che sostengono il dente.
Molte malattie e disturbi metabolici, incluso il diabete, il morbo di Crohn, la leucopenia e l’HIV, predispongono alla parodontite.

La parodontite può colpire a qualsiasi età ed in modo diverso da persona a persona.
Può esserci una gengivite grave per molti anni senza sviluppare parodontite o una parodontite senza passare da alcuna gengivite.
Esiste quindi anche una suscettibilità genetica tra i fattori di rischio.

Si tratta comunque di una delle principali cause della perdita dei denti.
L’infezione erode l’osso che mantiene i denti in posizione.
L’erosione rende mobili i denti. Il dente interessato può, alla fine, cadere o richiedere l’estrazione.

Cause della parodontite

La maggior parte delle parodontiti deriva dall’infiammazione delle gengive (gengivite) e dall’accumulo prolungato di placca e tartaro (placca indurita) su denti e gengive.
Si formano così delle sacche fra i denti e le gengive, che si estendono fra la radice del dente e l’osso sottostante. Queste sacche raccolgono la placca in un ambiente privo di ossigeno, che favorisce, in persone con alcune suscettibilità del sistema immunitario, la crescita di forme aggressive di batteri.
La placca e i batteri causano un’infiammazione cronica che danneggia il tessuto e l’osso che mantiene i denti in sede. Se la malattia avanza, alla fine viene persa una tale quantità di osso che il dente può diventare dolorosamente mobile e le gengive recedono.
La perdita dei denti è la fase successiva e di solito inizia verso i 40 anni.

Parodontite e HIV

Nelle persone con HIV, ma soprattutto con diagnosi di AIDS la parodontite può progredire più rapidamente a causa della compromissione del sistema immunitario.
Parodontite e HIVE’ scontato aggiungere che l’ulteriore infiammazione a livello orale data dalla paradontite può favorire la comparsa di altre infezioni opportunistiche.
Un’accurata igiene orale e visite periodiche dal dentista sono sempre fortemente consigliate.

Altri fattori di rischio sono il vizio del fumo e la carenza di vitamina C .

La velocità con cui si sviluppa la parodontite può variare considerevolmente, da persona a persona. Questo perché la placca di ogni persona contiene tipi e quantità diverse di batteri e la parodontite è in parte causata dalla risposta individuale del sistema immunitario ai batteri della placca.
La parodontite può causare picchi di attività distruttiva per mesi, seguite da periodi in cui la malattia non provoca apparentemente ulteriore danno.

Sintomi e diagnosi della parodontite

I sintomi iniziali della parodontite sono gonfiore, sanguinamento, arrossamento delle gengive e alito cattivo .
Man mano che l’osso si riduce, i denti diventano mobili e cambiano posizione.
In genere, la parodontite non causa dolore a meno che non compaia un’infezione che produce una raccolta di pus chiamata ascesso in una tasca tra dente e gengiva. Il dolore può comparire durante la masticazione quando i denti diventano troppo mobili.
Per diagnosticare una parondotite il dentista esamina i denti e misura la profondità delle sacche nelle gengive. Vengono inoltre eseguite delle radiografie per vedere lo stato dell’ osso.

Trattamento della parodontite

Il trattamento dei fattori di rischio è primario e fondamentale per favorire il successo della cura.

Diabete, fumo, carenze nutrizionali o altre infezioni devono essere valutate e trattate dagli specialisti.

La parodontite in sè richiede costanti cure professionali perchè anche l’adeguata igiene con spazzolino e filo interdentale, indispensabile nella cura della gengivite, non è sufficiente.
Il dentista può pulire le tasche gengivali più a fondo, rimuovendo completamente placca e tartaro ed eventualmente la superficie radicolare interessata dalla malattia. Spesso può essere necessario un intervento chirurgico anche per correggere i difetti dell’osso o rimuovere parte della gengiva infetta, in modo da far aderire nuovamente il resto della gengiva ai denti .

Il dentista potrà prescrivere antibiotici (come amoxicillina o metronidazolo), specialmente se si è sviluppato un ascesso. Può anche inserire materiale impregnato di antibiotici (filamenti o gel) nelle tasche gengivali profonde, in modo che l’area interessata dalla malattia riceva alte concentrazioni del farmaco. Gli ascessi parodontali provocano l’aumento della distruzione ossea, ma un immediato trattamento può permettere a gran parte dell’osso danneggiato di riformarsi rapidamente.

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Perimplantite, il rischio negli impianti dentali

Un ricerca svedese pubblicata recentemente ha realizzato uno studio sulla perimplantite che può condurre alla perdita dell’osso e conseguentemente dell’impianto stesso.
Riguarda fortunatamente in forma ancora non preoccupante, quasi la metà dei pazienti con impianto.
Vista l’offerta sempre maggiore di impianti dentali si tratta di una problematica che tenderà ad aumentare col tempo.

La perimplantite è simile alla parodontite e riguarda il tessuto di supporto dell’impianto e l’osso.
Anche in questo caso l’osso si ritira a causa dell’infiammazione e sono determinanti fumo, diabete e cattiva igiene orale. Inoltre in caso di parodontite non adeguatamente trattata e curata, il rischio di perimplantite è 8 volte superiore.

Inserire un impianto dentale non è sempre la soluzione migliore alla perdita di denti come spiega Cristiano Tomasi, Professore Associato presso il dipartimento di Parodontologia all’Università di Gteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia (SIDP):
“in realtà la problematica parodontale si può spostare dal dente vero all’impianto che lo sostituisce. L’impianto va bene solo se adotti un’igiene specifica (per esempio con scovolini per almeno 5-10 minuti al giorno) soprattutto tra un dente e l’altro, la zona più attaccabile dai batteri – spiega l’esperto – con un impianto come con i denti non si deve sottovalutare la gengivite, cioè la presenza di sanguinamento quando ci si spazzola”.

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Liberamente tratto e adattato da Popular science e MSD manuali.
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