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Party of life. Keith Haring, a vision. Bologna celebra l’artista a 60 anni dalla nascita

di Silvia Bandini
Party of life. Keith Haring, a vision. Bologna celebra l’artista a 60 anni dalla nascita

La mostra Party of life Keith Haring, a vision si terrà dal 31 gennaio al 25 febbraio 2018 presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna

 Party of life –  Comunicato stampa

A 60 anni dalla sua nascita, Bologna celebra Keith Haring (1958-1990), uno degli artisti contemporanei più amati dal grande pubblico. Dal 30 gennaio al 25 febbraio 2018 saranno in mostra, nelle due sedi della Pinacoteca Nazionale di Bologna, più di 60 opere dell’artista statunitense, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private

La mostra, dal titolo Party of Life , organizzata da Contemporary Concept e curata da Diana Di Nuzzo, è stata pensata per diffondere la conoscenza sulla vita e l’opera di Keith Haring, invitando a una riflessione collettiva ispirata al suo messaggio sociale e a commemorare il valore profondamente innovativo dell’opera di questo artista americano che ha lasciato la propria traccia in tutto il mondo.

Incredibilmente prolifico, Keith Haring in soli 30 anni ha realizzato un vasto corpus di immagini ed è pioneristicamente riuscito ad inserire il mondo della Street Art, con la sua forza espressiva, nel circuito dell’Arte Contemporanea, all’interno di gallerie e musei. Keith Haring ha in principio attratto l’attenzione del grande pubblico disegnando con il gessetto sui cartelloni pubblicitari della metropolitana di New York. La facile accessibilità al suo alfabeto visivo e il messaggio positivo di amore universale hanno costituito una scelta vincente, per la diffusione della sua fama, sul lungo periodo.

Party of life. Keith Haring, a vision.

Copyright K.Haring-Stop-AIDS

Mediante il suo linguaggio inedito, fortemente simbolico, Keith Haring ha comunicato la propria visione della realtà al mondo, viaggiando, mettendo la propria creatività al servizio del sociale, realizzando lavori di enorme impatto e di risonanza internazionale.

Ad animare la mostra Party of Life ci saranno numerosi eventi e collaborazioni: performance e flash mob in omaggio all’artista, Rabbit Holes organizzati con gli studenti del Liceo Artistico Arcangeli e l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, laboratori e visite guidate in italiano e in inglese per tutte le fasce d’età.

Ad arricchire il progetto vi saranno collaborazioni con organizzazioni non profit e enti votati alla lotta contro l’AIDS, nel rispetto dell’impegno di Keith Haring contro questa malattia che lo portò alla morte e coerentemente alla funzione incarnata dalla Fondazione istituita a suo nome.

L’idea dell’esposizione nasce da Contemporary Concept, un’organizzazione per mostre ed eventi legati all’arte contemporanea che da anni allarga i propri orizzonti a forme d’interazione tra generi – arte visiva, digitale e urbana – con progetti curatoriali e grandi eventi, privati e istituzionali.

L’aspetto curatoriale è stato affidato a Diana Di Nuzzo, che da anni scrive di arte contemporanea per numerosi media, occupandosi prevalentemente di arte figurativa, con particolare attenzione verso la Street Art, interesse che l’ha portata a vivere diversi anni a New York, studiando ed approfondendo il ruolo rivoluzionario della figura di Keith Haring.

Organizzazione Contemporary Concept
In collaborazione con: Pinacoteca Nazionale di Bologna, Liceo Artistico Arcangeli_Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna, Accademia delle Belle Arti di Bologna, International School of Bologna, Regione Emilia-Romagna, GVC ONG e NPS Italia onlus.

Comunicato stampa NPS Italia Onlus


Keith Haring è stato un artista, una persona con HIV e un attivista.

Prima di morire, ha fondato la Keith Haring Foundation per sostenere organizzazioni no-profit che si occupano di bambini disagiati e impegnate nell’educazione, prevenzione, ricerca e assistenza contro l’AIDS. Per ricordarlo in questo anniversario e in questa sede non penso ci sia niente di meglio delle sue stesse parole rilasciate nel corso di alcune interviste del 1988.

Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l’AIDS io, non lo prenderà nessuno.

 

Non importa per quanto tempo lavori, finirà sempre prima o poi. E ci saranno sempre cose lasciate incompiute. E non importa se hai vissuto fino a settantacinque anni. Ci sarebbero ancora nuove idee. Ci sarebbero ancora cose che avresti desiderato compiere. Potresti lavorare per diverse vite … Parte della ragione per cui non ho problemi ad affrontare la realtà della morte è che non è una limitazione, in un certo senso. Potrebbe essere successo in qualsiasi momento, potrebbe accadere a volte. Se vivi la tua vita in questo modo, la morte è irrilevante. Tutto quello che sto facendo adesso è esattamente quello che voglio fare.

 

Tutte le cose che fai sono una specie di ricerca dell’immortalità. Perché stai facendo cose che sai bene avranno una vita diversa. Non dipendono dal respirare, quindi dureranno più a lungo di chiunque di noi. Il che è un tipo di idea interessante, in qualche modo significa estendere la tua vita

 

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