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Per il decennio della riduzione del danno

di Luca Negri
Parole Stupefacenti 2018: A faenza il ciclo di incontri ottobre-novembre

E’ cominciata la marcia di avvicinamento verso #UNGASS2016  da parte delle ONG di tutto il mondo. Questo il testo, tradotto in italiano, della dichiarazione per il “Decennio della Riduzione del Danno” che una serie di organizzazioni internazionali hanno deciso di lanciare a Kuala Lumpur e che noi vi invitiamo a sottoscrivere sul sito ufficiale: www.harmreductiondecade.org

Decennio della Riduzione del Danno

Nel 1998, la comunità internazionale si riunì presso la sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sulle droghe a New York con lo slogan ‘A Drug Free World – We Can Do It’ (Un mondo libero dalle droghe – Possiamo farlo!). Da quel momento, invece di realizzare un mondo senza droghe, abbiamo assistito invece alla crescita dei danni causati dal sistema punitico di controllo delle droghe in tutti gli angoli del mondo: un catalogo che comprende violazioni dei diritti umani contro le persone che fanno uso di droghe, la diffusione del virus HIV e HCV, epidemie causate in particolar modo da metodi di iniezione non sicuri, alti livelli di overdose in molti paesi, e carcerazione di massa come conseguenza diretta delle leggi punitive sulle droghe.

Il mondo ha bisogno di alternative a questi politiche fallimentari e controproducenti. Nel mese di aprile 2016, i leader si riuniranno nuovamente a New York, in un altro UNGASS sulle droghe, un evento che offre l’opportunità di imparare dalle politiche del passato, e costruire una risposta alternativa al consumo di droga basata sulla scienza, sulla salute pubblica, sui diritti umani e sulla dignità. Quest’occasione offre l’opportunità di faredel la riduzione del danno un principio guida degli approcci nazionali ed internazionali nei confronti del consumo di droga, che si focalizza sul proteggere e migliorare la salute e il benessere delle persone che fanno uso di droghe, piuttosto che mantenere l’attenzione sulla punizione e il divieto in nome dell’eliminazione della droga.

Noi, sottoscritti, chiediamo ai governi e alle organizzazioni internazionali a:

  • Approvare e adottare la riduzione del danno come un principio chiave della politica sulle droghe in tutto il prossimo decennio della risposta globale al consumo di droga.
  • Redirigere una piccola porzione di finanziamenti da inefficaci attività punitive di controllo della droga in politiche per la salute, i diritti umani e le risposte di riduzione del danno, e fissare un obiettivo globale di uno spostamento del 10% dei finanziamenti entro il 2020 in occasione della prossima UNGASS.
  • Fermare la criminalizzazione di persone che fanno uso di droghe e dei quadri giuridici punitivi che alimentano la trasmissione di HIV, overdosi, l’incarcerazione di massa e le violazioni dei diritti umani.

La fornitura di servizi di riduzione del danno non può più essere vista come una scelta politica a discrezione dei governi, ma deve invece essere intesa come un obbligo degli Stati al fine di rispettare i loro obblighi giuridici internazionali rispetto al diritto alla salute. Raggiungere l’obiettivo di promuovere la salute e il benessere del genere umano dichiarato dal regime di controllo della droga delle Nazioni Unite richiede anche maggiore impegno nel rispetto dei principi fondamentali della riduzione del danno.

La riduzione del danno si è  dimostrata capace di salvare vite umane, promuovere la salute e salvaguardare i diritti umani e la dignità delle persone che fanno uso di droghe. E’ tempo che la comunità internazionale abbracci questo successo e si assicuri che i prossimi dieci anni siano il Decennio della Riduzione del Danno.

Firma la dichiarazione.

Documenti scaricabili

Fonte: fuoriluogo.it

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