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Per la cura forse basterà una sola iniezione al mese

di Luca Negri
Congresso Ias2013

Per la cura forse basterà una sola iniezione al mese Secondo uno studio presentato al congresso annuale dell’International AIDS Society, conclusosi da poco a Kuala Lumpur, in Malesia, iniezioni mensili di una combinazione di due nuovi antiretrovirali sperimentali –  GSK744 di GlaxoSmithKline e TMC278 di Johnson & Johnson – portano a livelli ematici dei due farmaci potenzialmente in grado di tenere a bada il virus HIV.

I risultati suggeriscono, inoltre, che le iniezioni potrebbero essere potenzialmente più sicure e più comode del trattamento quotidiano con i farmaci per via orale.

Il trial è stato condotto su 40 volontari sani, sieronegativi, che hanno assunto una formulazione orale di GSK744 una volta al giorno per 2 settimane, poi hanno interrotto il trattamento per una settimana e infine sono stati trattati con una di tre diverse combinazioni delle iniezioni una volta al mese per 4 mesi. Un quarto gruppo è stato trattato con due iniezioni a distanza di 3 mesi l’una dall’altra.
I risultati mostrano che le iniezioni mensili permettono di raggiungere livelli ematici di farmaco superiori alla soglia necessaria per tenere sotto controllo l’HIV per almeno quattro mesi dopo l’ultima iniezione.

Dagli albori della terapia antiretrovirale, quando i pazienti dovevano assumere fino a 30 pastiglie al giorno, ad oggi, che l’infezione si può trattare con combinazioni tutto-in-uno, riunite in un’unica compressa, come efavirenz/emtricitabine/tenofovir (Atripla), se n’è fatta di strada. Tuttavia, resta il problema che la terapia è cronica e a lungo andare può danneggiare il fegato. Per questo, i produttori dei farmaci anti-HIV sono alla continua ricerca di nuove opzioni, ancora più pratiche e sicure. GSK e J&J stanno ora valutando se le iniezioni della loro combinazione siano in grado di tenere sotto controllo la viremia negli individui sieropositivi.

Bill Spreen, il ricercatore di GSK responsabile dello sviluppo di GSK744, ha detto che di ritenere che possa esserci un sottogruppo di pazienti interessato a questa possibilità, potenzialmente più sicura delle terapie orali. E in una survey su 400 pazienti sieropositivi, pubblicata sul numero di aprile della rivista Nanomedicine, l’84% degli intervistati ha detto che proverebbe senza esitazione la terapia iniettabile una volta al mese.

Spreen ha aggiunto che le iniezioni trimestrali potrebbero essere utili ed efficaci per prevenire l’infezione da HIV nei soggetti ad alto rischio. Diversi studi, ormai, dimostrano che la profilassi pre-esposizione (PrEP) con tenofovir o con la combinazione emtricitabina/tenofovir può ridurre il rischio di contagio, ma evidenziano che l’efficacia del trattamento preventivo è limitata pesantemente dalla scarsa aderenza al trattamento. Un’iniezione da fare ogni 3 mesi, anziché una pillola da prendere tutti gironi, potrebbe risolvere o quanto meno ridimensionare questo problema.

GSK744 è sviluppato da ViiV Healthcare, una joint venture tra GSK, Pfizer e la giapponese Shionogi. Il farmaco è simile all’antiretrovirale sperimentale dolutegravir, che, secondo alcuni analisti, potrebbe essere approvato entro agosto e realizzare vendite superiori al miliardo di dollari entro il 2018. TMC278, invece, è una versione iniettabile di rilpivirina orale, approvata nel 2011 da Ema ed Fda.

FONTE: pharmastar.it

 

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