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Persone con HIV anziane – Dal report EACS 2017 di Nadir Onlus

di Silvia Bandini
Persone con HIV anziane

#Persone con HIV anziane
Ci sono coorti in Europa (AGEhIV, POPPY) e negli Stati Uniti (VACS) che hanno l’obiettivo di valutare i cambiamenti di salute nelle persone anziane, mettendo a confronto le persone con HIV positive con quelle negative. Tuttavia queste coorti includono pochissime donne e nessuna si occupa di comprendere le differenze tra uomini e donne con #HIV.

Persone con HIV anziane

La coorte GEPPO (Geriatric Patients Living With HIV/AIDS) è uno studio di coorte prospettico di persone con HIV oltre i 65 anni condotto in 10 cliniche italiane.
L’analisi proposta (Foca E, PS5/1) confronta 210 donne over 65 con 1027 uomini delle stessa età, oltre il 97% caucasici con circa 16 anni di storia di terapia antiretrovirale. La positività agli anticorpi anti-HCV, in entrambi i gruppi, è dell’11%. Da questa fotografia emerge come le donne con HIV oltre i 65 anni hanno una soppressione virologica minore che gli uomini della stessa età (74.3% versus 81.8%, P = 0.002), ma hanno un rapporto CD4/CD8 migliore (1.01 versus 0.9, P = 0.016). Questa differenza, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuta agli effetti collaterali, alle comorbosità o alle interazioni farmacologiche.

La coorte POPPY esplora l’impatto dell’invecchiamento sugli eventi e obiettivi clinici nelle persone con HIV inglesi e irlandesi.
La prima analisi proposta (Bagkeris E, PS2/3) su 1293 persone confronta la densità minerale ossea (BMD) in tre gruppi:

  • 1) persone oltre i 50 anni che sono diventate HIV positive per via sessuale;
  • 2) persone con HIV più giovani confrontate per età, sesso, etnia, modalità di acquisizione dell’infezione e zona geografica;
  • 3) persone HIV negative oltre i 50 anni confrontate per età, sesso, etnia e zona geografica.

E’ emerso come le persone con HIV del primo gruppo hanno una BMD più bassa rispetto a quelle del secondo e del terzo gruppo.
Si è ipotizzato che l’utilizzo di farmaci antiretrovirali ne sia responsabile.
I ricercatori stessi rilevano che la coorte non ha abbastanza donne al suo interno per fare speculazioni, così come persone che utilizzano sostanze stupefacenti per via iniettiva.

La seconda analisi proposta (Sabin C, PE11/39) su 676 persone (analoghi gruppi a quella precedente) evidenzia come tra le persone HIV positive e negative sopra i 50 anni, quelle con HIV hanno con più frequenza dolore e le over 50 HIV-positive hanno più dolore che quelle giovani HIV-positive. I ricercatori propongono l’introduzione, in pratica clinica, di una scala riconosciuta per la valutazione del dolore.

Fonte: Report EACS2017 a cura di Nadir Onlus

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