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Piccola intervista: …… Nonsò

di Luca Negri
Poloblog

Piccola intervista: ...... Nonsò“Non so: tra il cielo e la terra”

-Ciao Non so, siamo appena rientrati dall’incontro romano, che ci ha permesso di stare insieme due splendidi giorni;ci siamo divertiti abbiamo parlato, giocato e riso, IMPRESSIONI a caldo su questo evento…

-Ciao a tutti voi.
Questo incontro l’ho trovato molto piacevole, ho rivisto delle persone a me gia molto care con piacere e con altrettanto piacere ho conosciuto gente nuova,gia a me molto simpatica;l’impressione che ho avuto e quella di sentirmi me stessa, perche’ capita da chi mi circondava in quei 2 giorni stupendi, rassicurata su tante cose e riso riso riso tanto, non si e parlato sempre della nostra condizione ma di tutto, e questo serve per distrarmi e farmi capire che il virus non e tutto ma anzi, lui deve essere il nulla.
Chiacchierando e ridendo e anche versando della lacrime mi sono sentita bene e ben accolta,che dire, se tutte le persone che conosco fossero cosi, io mi sentirei molto ma molto piu serena di ora.

-indietro con la memoria arriviamo a quel 6 aprile dell’anno scorso.

Quel giorno,quel giorno è stato pieno di scoperte tutte spiacevoli.
Scoprirlo senza nessun avviso, sapere di un’altra donna e sapere di lui.
Lui, una persona a cui ho voluto veramente molto bene e che in realtà nascondeva un segreto davvero importante.
Chissa se mai me lo avrebbe detto, se non si fosse messa lei di mezzo.
Quel giorno è stato il piu brutto per me, ricordo benissimo, era il giorno delle palme, mi son detta :”altro che pace, e’ la mia fine”, credevo di dover morire presto e di perdermi tutto quello che mi era stato dato fino ad allora.
Ricordo di aver pianto solo per un attimo e poi basta, mi sono sentita improvvisamente vuota e persa, pensavo solo “e arrivata la mia fine” non volevo morire e da li a tutti i giorni a seguire era un susseguirsi di silenzi, lacrime, e paure,avevo persino paura di farmi il test, quasi mi aiutava di piu in questo caso il non sapere che il sapere.

-Il 26 aprile la conferma del test.

-Esatto, la conferma del contagio, tutto il mondo mi e crollato sotto i piedi, mi son detta ” e ora?” la certezza mi ha fatto star male,
Ho versato lacrime a non finire e mille paure mi hanno assalita.
Ho pensato subito a chi mi stava e sta tutt’ora vicino.
Non ho capito piu nulla, non capivo se dovevo morire presto o come mi veniva detto “oggi si riesce a vivere serena e a star bene, tranquilla” ma io di tranquillo non avevo nulla, non mi interessava se avrei vissuto bene o no, anzi, quasi mi avrebbe dato piu sollievo sapere di dover morire che di poter vivere ancora.
La sensazione di quel momento e stata pari alla morte, ti accorgi che ci sei, ma sai che non sei piu quella che eri.
Si crede e si pensa che tutto cambi, ma ora posso dire che non e cosi,nulla e cambiato ,ero io che vedevo tutto in modo diverso.

-I rapporti con gli amici, e i familiari.

-Con i miei amici non è cambiato nulla.
L’ho detto subito a 2 mie carissime amiche che mi hanno abbracciata e consolata, contenta di averlo detto e felice di averle scoperte ancora piu amiche.
Posso dire anche che, grazie ad una di loro se sono ancora qui, si commettono gesti stupidi e le vere amiche eccole li pronte.
I parenti non lo sanno, per ora non vedo il motivo di far stare in ansia loro,sto bene e non voglio che soffra qualcuno per me, ma per nulla poi.
Inizialmente non ho voluto toccare e vedere nessuno, ho pensato subito a loro, ma sbagliando, pensavo che piu le allontanavo e meno in colpa mi sentivo,ho odiato me ,e non volevo e non vorrei mai ferire nessuno.
Ma il tempo aiuta ed ho capito ,grazie all’aiuto di amici, che avevo assunto un atteggiamento sciocco.

-Il lavoro.

-Il lavoro da inizio anno ad oggi e la mia forza, il mio reagire e non pensare mai durante il giorno alla mia condizione, ma non e stato facile, anche li non ho reagito nel migliore dei modi inizialmente.
Ora sono serena e il lavoro e quasi tutto per me.

-Nel tuo post “intitolato” dieci mesi c’e’ una profonda evoluzione, dallo sconforto iniziale ,fino ad una frase che mi e’ molto piaciuta :”ok, la vita e mia e devo viverla al meglio”.Vogliamo parlarne..

Per me il post è stato ed è tutt’ora un pezzo della mai vita, lo sconforto e l’abbandono della mia vita inizialmente mi hanno dato in realtà la forza di reagire anche se non molto presto, ma ultimamente mi sono accorta che davo e do, troppo peso al virus e meno alla mia vita. ho deciso di riprenderla.
Avro’ sempre alti e bassi come tutti, ma ho deciso di reagire!!! E’ mia e la riprenderò con tutte le mie forze.Ora sono tornata a VIVERE ad uscire a ridere e rapportarmi,come ho sempre fatto prima della scoperta,con tutti.

-Ed ecco gli incontri con altri sieropositivi sensazioni e paure.

-Sensazioni piacevoli, ma con molti timori perche credevo chissa cosa, e pensavo di non poter far nulla per nessuno in quanto non facevo nulla per me.
Paure tante, soprattutto inizialmente.
Ricordo un incontro ad una cena dove non sapevo di trovare tante persone,credevo di trovare gente che gia avevo incontrato precedentemente.
Inizialmente mi ha urtato questa cosa, non ero pronta ancora per un confronto e non ero pronta a parlare di me.
Poi, mi sono rilassata,ma credimi era arrabbiata e nervosa come non mai, e mi sono anche molto divertita.
ggi posso dire di essere sempre pronta, sia ad incontri con “amici” sia a tendere una mano.

-Il polo.

Il polo è stata ed è la mia ancora di salvezza, ho conosciuto, se pur virtualmente, molta gente pronta ad aiutarmi.
Molti ho avuto il piacere di conoscere nella realta e continuare questa conoscenza, diventata poi amicizia vera, e molti rimasti virtuali,ma sempre pronti a tendere una mano a ridere e scherzare
Posso dire che il polo aiuta a tutto, a confrontarti, a capire ma soprattutto a farti reagire. l mio approccio iniziale e stato stupendo, ma con molte paure, il mio nik infatti e nato dalla sensazione di quel momento “non sò” e una parola che mi accompagnava molto in quel periodo.
Non sapevo appunto, nulla di nulla,nonso.
Ma ora credo di saperlo!!

-Desideri e speranze.

Il mio desiderio piu grande è creare una mia famiglia, un sogno per me che ho sentito perso, anzi rubato e spezzato, il 26 aprile.
Ora so che posso riavere quel sogno, e devo dire grazie alle mamme del polo.
Speranze tante, spero non capiti a nessuno ciò che e capitato a me,perche la ritengo crudele e che nessuno merita, spero in una terapia poco invasiva, ma molto efficace,spero piu di tutto che il virus sparisca e che nessuno piu possa esser contagiato.
Un bel vaccino che lo faccia sparire definitivamente perche no!??!!
Ma soprattutto spero che i giovani ora non commettano l’errore di credere che ” tanto a me non potrà mai capitare”.
Perchè il nemico e sempre pronto, e abbassare la guardia gli da la forza di farsi avanti e ferire.
Non esiste “a me non capita” perche siamo umani tutti ed errare è ,purtroppo, troppo facile.

-Ed ora vorrei chiudere questa intervista con alcune strofe di una canzone che so ami molto.

“Tra le nuvole e i sassi,
passano i sogni di tutti
passa il sole ogni giorno,
senza mai tardare.
Dove sarò domani?
Dove sarò?

Tra le nuvole e il mare
c’è una stazione di posta
uno straccio di stella messa lì a consolare
sul sentiero infinito
del maestrale

Ma domani, domani,
domani, lo so
Lo so che si passa il confine,
E di nuovo la vita
sembra fatta per te
e comincia
domani
domani è già qui…”

Per me importante canzone.

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