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Polmonite da Pneumocystis carinii

di Luca Negri
Linee guida SIMIT: pazienti con infezione da coronavirus COVID-19.

Polmonite da Pneumocystis cariniiPneumocystis jirovecii è un fungo patogeno opportunista nell’uomo, precedentemente noto come Pneumocystis carinii. Era considerato un protozoo a causa della suscettibilità a pentamidina e al trimetoprim – sulfametossazolo; tecniche di ingegneria genetica hanno dimostrato l’appartenenza del patogeno al regno dei funghi.

La polmonite da Pneumocystis jirovecii è una malattia che colpisce solo soggetti immunocompromessi, tuttavia i casi registrati sono in netta diminuzione dopo l’introduzione della cART.
Circa il 30% dei pazienti con infezione da HIV ha avuto una polmonite da P. carinii come diagnosi di esordio e > 80% dei malati di AIDS sviluppa questa infezione prima o poi in assenza di una profilassi. I pazienti con infezione da HIV diventano vulnerabili alla polmonite da P. carinii quando la conta delle cellule helper CD4 è < 200/ ml.

Quadro clinico e Diagnosi

La tipica sintomatologia d’esordio è data dalla presenza di febbre, tosse non produttiva e dispnea (difficoltà alla respirazione); sono solitamente presenti anche tachicardia, tachipnea ed a volte cianosi (colorito violaceo della cute e delle mucose, provocato dalla carenza di ossigeno).
La radiografia del torace mostra un tipico quadro di polmonite interstiziale o alveolo-interstiziale; l’emogasanalisi mostra abitualmente una riduzione dell’ossigenazione del sangue arterioso. Questi parametri (quadro clinico, radiografia e ridotta ossigenazione del sangue) consentono, in un paziente HIV positivo con CD4 < 200, la diagnosi presuntiva di PCP (cioè senza la dimostrazione diretta dell’agente patogeno).
La diagnosi di certezza viene effettuata mediante ricerca diretta del PC sull’escreato indotto (cioè raccolto dopo areosol con soluzione fisiologica per 5-10 minuti), con una sensibilità diagnostica del 30-90%, oppure sul liquido di lavaggio broncoalveolare dopo broncoscopia, che risulta diagnostico nel 98-100% dei casi; la diagnosi può anche essere posta mediante esame istologico di biopsia polmonare transbronchiale (sensibilità diagnostica del 90-95%).

Terapia

Ci sono diversi schemi terapeutici che possono essere adottati per la terapia della PCP e raccomandazioni sulla cART . In tutti i casi la durata della terapia durante la fase acuta è di almeno 21 giorni; a questa prima fase di “attacco” deve poi seguire una terapia di mantenimento (profilassi secondaria).
Maggiori informazioni aggiornate sono disponibili nelle Linee Guida

Ultimo aggiornamento 2013

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