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Positivo scomodo. La prevenzione della discriminazione delle persone HIV positive

di Luca Negri

LUCCA – Domani (martedì 25 settembre 2007) nell’Auditorium del Consiglio Regionale a Firenze viene presentato il libro “Positivo scomodo. La prevenzione della discriminazione delle persone HIV positive” scritto per la maggior parte da operatori sanitari dell’Azienda USL 2 di Lucca.

La pubblicazione, destinata in particolare agli operatori della sanità, approfondisce e invita ad una riflessione sull’AIDS. Ancora oggi, senza nessuna giustificazione scientifica, ci sono persone sieropositive per l’HIV che subiscono discriminazioni ingiuste e intollerabili. Sebbene in Italia tali episodi siano molto meno gravi che nei paesi in via di sviluppo, non sono ancora del tutto debellati i pregiudizi che circondano questa malattia.

Un Libro e un cortometraggio:

I sanitari lucchesi, sia della USL che della Casa di cura Barbantini, hanno deciso di lottare contro ogni forma di discriminazione in sanità. Dal 2001 ad oggi sono stati realizzati 13 corsi di formazione per sanitari che hanno interessato 937 fra medici ed infermieri sia di Lucca che di altre Aziende sanitarie dell’Area Vasta Nord Ovest.

“Positivo scomodo”, edito da Format Idea di Roma, nasce proprio da questa esperienza didattica. Infatti tutti gli autori del libro sono stati docenti all’omonimo corso: Diana Bevilacqua, e Monica Carrai sono infermiere all’ospedale di Lucca, Elena Gambogi e Maria Assunta Malerbi sono Caposala, Sergio Ardis, Mario Betti, Michele De Gennaro, Graziella Di Quirico, Susanna Innocenti, Moreno Marcucci, Massimo Martelloni e Cosimo Mastria sono medici della USL 2 di Lucca.

Anche il professor Antonio Scasso ha lavorato fino a qualche settimana fa come primario del reparto di malattie infettive a Lucca. Maria Ornella Fulvio è una psicologa della USL e Lucia Corrieri Puliti è la responsabile dell’Educazione alla salute. Antonella Vincenti, medico infettivologo, lavora all’ospedale di Massa. Fra gli autori ci sono anche Maria Josè Caldes, Katalin Majer, Fabrizio Simonelli e Caterina Teodori che fanno parte del coordinamento regionale dell’Healt Promoting Hospitals (Ospedali che promuovono salute); Pietro Amat, Alessio De Giorgi e Riccardo Gottardi sono esponenti di Arcigay che hanno contribuito al libro affrontando argomenti legati alla discriminazione delle persone omosessuali.

I contenuti del libro riflettono e approfondiscono i contenuti formativi del corso.

Tra le cause che conducono alla discriminazione certamente vi è un mancato aggiornamento sui progressi scientifici grazie ai quali di AIDS non si muore più. La paura e le altre emozioni negative che la malattia genera sono dettagliatamente analizzate, in modo che il sanitario apprenda a gestirle e superarle e possa avvicinarsi sereno alle persone HIV positive. In passato la malattia colpiva di più i gay, per cui nel libro si parla dell’omosessualità, argomento che non fa parte di norma della formazione dei sanitari. L’immagine della malattia e delle persone che ne sono affette, nell’opinione pubblica come nella maggior parte dei sanitari è il risultato del ritratto delineato dai media nei venticinque anni di storia della malattia. Per questo motivo, una parte del libro è dedicata ai mezzi di comunicazione di massa e a come questi hanno contribuito, specie agli esordi della malattia, a generare paura, pregiudizi e stigma. Mezzi di comunicazione che tuttavia stanno divenendo lo strumento più potente per vincere ogni forma di discriminazione.

Questo libro è, nel suo genere, un’opera unica in Italia per gli argomenti trattati, così come purtroppo unica rimane in Italia l’esperienza della Regione Toscana in questo ambito.
Combattere la discriminazione che accompagna l’AIDS significa combattere la diffusione della malattia stessa e potenziare lo stato di salute della popolazione. La discriminazione delle persone HIV positive o presunte tali è considerata dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU come la prima causa di fallimento delle campagne di prevenzione della malattia. Oggi per combattere l’AIDS dobbiamo prima sconfiggere i pregiudizi, lo stigma e la discriminazione che purtroppo ancora colpiscono le persone che hanno contratto l’HIV.

Numero dei Sanitari che hanno partecipato al corso “Positivo scomodo” dal 2003 ad oggi:

Az. USL 1 – Massa    88, Az. USL 2 Lucca   538, Az. USL 12 Versilia   52, Az. USL 5 Pisa   87, Az. USL 6 Livorno   31, Az. Ospedaliera Pisana  106, Casa di Cura Barbantini di Lucca   35

Fonte comunicato evento: www.loschermo.it

 


 

Ndr: Anche se in questo articolo non viene menzionato, il peer operator del progetto iniziale Prevenzione della discriminazione della persona con hiv in ospedale è stato l’allora Vice Presidente di NPS Italia, Gianni Grosso(prematuramente scomparso), che ha agito da “collante”(ndr) tra pazienti e medici all’interno del Reparto dell’Ospedale Campo di Marte.
Il suo nome compare in apertura del cortometraggio regia di Alessio Lavacchi con Barbara Rizzo. Edito da Regione Toscana. Realizzato come strumento formativo per la prevenzione della discriminazione delle persone HIV positive in ambito sanitario. Racconta episodi di discriminazione realmente accaduti nel corso degli anni in vari istituti di cura italiani. Il corto fa riferimento al corso di formazione “Positivo scomodo” realizzato in varie Aziende Sanitarie Toscane.

Ultimo aggiornamento novembre 2012

 

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