Home Attualità Aids: il Marocco distribuisce Prep, la pillola anti contagio

Aids: il Marocco distribuisce Prep, la pillola anti contagio

di Luca Negri
PrEP e PEP come prevenzione approfindimenti con il parere di Oldrini

Aids: il Marocco distribuisce Prep, la pillola anti contagio

Prep: primo paese d’Africa con sperimentazione su volontari a rischio.
RABAT, 24 MAG – Il via libera è atteso a giorni per la pillol anti contagio.

Ci sono voluti due anni di lavoro a stretto contatto con Ministero della Sanità e Università marocchine per raggiungere un’intesa sul protocollo. Ora la Prep, cioè il trattamento preventivo per evitare il contagio da HIV è pronto per essere distribuito.

A Marrakech, Agadir e Casablanca partirà in via sperimentale con un nucleo ristretto di volontari, 300 circa, con assistenza del servizio sanitario pubblico e il supporto delle associazioni di lotta all’Aids.

Non è una banalità in un paese musulmano, ed è una prima assoluta nel Maghreb e in Africa. Il protocollo Prep approvato nel 2012 negli Usa, non è ancora in vigore in Europa, se si escludono Francia e Norvegia. Nel Regno Unito, la Scozia ha dato l’ok ad aprile. L’associazione per la lotta all’Aids di Marrakech coordina i lavori.

La terapia antiretrovirale preventiva è destinata a persone sane che siano fortemente a rischio di contagio.

In Marocco, secondo i dati Onu diffusi nel 2016, sono 24 mila gli adulti colpiti dal virus Hiv, in maggioranza uomini, il 37% è rappresentato dalle donne (8.700), da 500 a 1000 i bambini di età inferiore ai 15 anni. I casi di nuova infezione, secondo lo studio, sono stati 1200 nel 2015 e 900 le morti per Aids.

Tra il 1990 e il 2015 la progressione delle infezioni è passata da 7500 casi ai 24 mila dell’anno scorso.

Le nuove infezioni si collocano prevalentemente tra la popolazione maschile, con una età tra i 30 e i 49 anni, ma il dato sale del 34% nella fascia tra i 15 e i 29 anni.

Per quanto riguarda la trasmissione del virus, il 71% delle donne è infettato da mariti o compagni, il 67,4% dei sieropositivi in generale lo diventa perché entra in contatto con la popolazione a rischio. (ANSAmed.

Altri articoli sull’argomento

Fonte: ansamed.info

Potrebbe interessarti anche

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che ti stia bene, ma se lo desideri puoi disattivarli. Accetto Scopri di più