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PrEP per via iniettiva

di Luca Negri
9° Conferenza internazionale IAS sull’HIV tutti i bollettini in italiano

PrEP per via iniettiva

Una formulazione di Prep per via iniettiva a base di cabotegravir da assumere ogni 8 settimane è in grado di mantenere livelli ematici sufficienti a offrire protezione dall’HIV sia negli uomini che nelle donne: lo attestano i risultati dello studio HPTN 077, presentato alla Conferenza.

È stato invece abbandonato un altro farmaco candidato al trattamento per via iniettiva, la rilpivirina ad azione prolungata.

L’efficacia dei farmaci antiretrovirali per la profilassi pre-esposizione (PrEP) è fortemente dipendente dall’aderenza. Per alcune persone è più facile assumerli regolarmente se basta andare a farsi un’iniezione ogni mese o due, piuttosto che doversi ricordare di prendere le pillole ogni giorno o anche solo quando prevedono di avere rapporti sessuali.

Lo studio HPTN 077 sta indagando sicurezza, tollerabilità ed accettabilità di un inibitore dell’integrasi sperimentale, il cabotegravir ad azione prolungata, pensato per la somministrazione per via iniettiva.

Essendo uno studio di fase 2a, non si prefigge invece di valutarne l’efficacia a livello di prevenzione. (Alla Conferenza sono stati però presentati dati molto promettenti sul cabotegravir ad azione prolungata nelle terapie antiretrovirali.)

PrEP per via iniettiva

La somministrazione avviene una volta ogni otto settimane, per iniezione intramuscolare. Le iniezioni sono risultate ben tollerate: soltanto un partecipante su un totale di 199 ha abbandonato lo studio a causa di una reazione nel sito di iniezione.

Malgrado, come detto, lo studio non mirasse a stabilire l’efficacia preventiva del cabotegravir, va segnalato che nessuno dei partecipanti ha contratto l’HIV nel periodo in cui ricevevano iniezioni regolari.

Solo in uno di essi si è osservata una sieroconversione 48 settimane dopo che aveva eseguito l’ultima iniezione, quando ormai i livelli ematici del farmaco erano irrilevabili.

È ora in corso uno studio più ampio, denominato HPTN 083, volto a raffrontare l’efficacia per la profilassi pre-esposizione del cabotegravir somministrato per iniezione con quella del Truvada (tenofovir/emtricitabina) assunto per via orale.

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