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Pro e contro del BioSure Hiv SelfTest, il test “fai da te” per l’HIV

di Luca Negri

Pro e contro del BioSure Hiv SelfTest, il test “fai da te” per l’HIVOrmai l’importanza di testarsi per conoscere il proprio stato sierologico (se si è sieropositivi o sieronegativi) è qualcosa che è conosciuto da tutti e tutte, o almeno dovrebbe esserlo.

Spesso però la paura del dolore del piccolo prelievo di sangue per il classico test ELISA , la paura di essere visti mentre si entra nel centro di analisi o di essere giudicati dal personale medico e sanitario possono essere fattori che frenano l’idea di peredere qualche minuti per conoscere in modo più approfondito il proprio stato di salute.

Negli ultimi anni però, per affrontare anche questi possibili freni, sono stati ideati metodi, come il test rapido salivare o il test “fai da te” che hanno l’obiettivo di aumentare il numero di persone desiderose di testarsi, combattendo i loro timori e cercando quindi di ridurre il numero di “late presenters”, cioè persone che scoprono tardi, a volte troppo tardi il loro stato sierologico positivo.

E’ soprattutto del test “fai da te” che molte persone hanno dubbi sull’affidabilità. Entrato il 27 aprile in commercio da poco in Gran Bretagna, il BioSure Hiv SelfTest ad un prezzo di 29.99 sterline (corrispondenti ad oggi a circa 42 euro), restituirebbe risultati sulla situazione dell’individuo testante entro 15 minuti con una semplice puntura sulla punta del dito e l’estrazione di poche gocce di sangue.

Con una certezza di precisione di risultato del 99,7% nell’escludere i risultati negativi, il test è in grado di poter dare un risultato preciso al 99,9% in caso di risultato positivo.

Informazione che si trova poco on line è quella però riguardante il fatto che in caso di risultato positivo da questi tipi di test, almeno in Italia, la conferma e quindi la presa in cura da parte del Sistema Sanitario Nazionale, si avrà solamente dopo un test con sangue effettuato presso una struttra adeguata.

Questa innovazione ha sicuramente dei lati positivi, dal momento che può avvicinare anche i più timorosi ad un processo di autoresponsabilizzazione ma anche dei forti lati negativi, il più importante quello di rimanere da soli prima, durante e dopo il processo, come ha denunciato ad esempio la LGBT Foundation di Manchester.

L’ansia pre analisi e tutto il periodo di attesa del risultato, soprattutto se risulterà positivo, diventa qualcosa di incontrollabile a livello emozionale e sicuramente non facilmente gestibile.

Questa parte mancante, ma invece per gli esperti, soprattutto quelli appartenenti alle associazioni di pazienti, fondamentale non manca in strutture come i Checkpoint, realtà dove grazie all’aiuto di personale medico e sanitario, e spesso grazie anche all’aiuto di volontari e volontarie adeguatamente formate appartenenti ad associazioni alla lotta all’HIV, propongono test rapidi, con altissima affidabilità senza la mancanza di un supporto pre e post test e con la possibilità di effettuare counseling nel caso di bisogno.

Strutture come queste già presenti in varie città degli Stati Uniti e in Europa a Barcellona, Lisbona e Belgrado stanno piano piano convincendo anche l’Italia, infatti nel prossimo mese di giugno avrà luce finalmente il BLQ Checkpoint a Bologna, progetto dell’associazione di persone sieropositive LGBT, Plus Onlus, dove sarà possibile, grazie ad un sostegno a 360 gradi eseguire un test rapido in anonimato e in totale sicurezza.

Una informazione fondamentale però da non dimenticare nell’effettuare i test è quella di ricordarsi sempre del periodo finestra.

Il virus dell’HIV, anche se presente nel sangue, non compare immediatamente dopo un rapporto a rischio, ma dopo circa tre mesi si può testare la sua presenza o meno.

Quando si effettua un test bisogno perciò ricordarsi di questo e mantenere alta l’attenzione nei rapporti dopo i 3 mesi dal rapporto considerato possibilmente pericoloso, utilizzando tutte le dovute precauzioni.

In attesa di capire se l’azienda farmaceutica che produce BioSure Hiv SelfTest deciderà di inserire il prodotto sul mercato italiano (e se soprattutto l’Italia accetterà la sua commercializzazione), bisogna ricordare quanto fare il test sia importante e necessario sia per la nostra salute, ma anche quella di coloro con cui abbiamo rapporti sessuali.

Fonte: pianetagay

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