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Progetto di ricerca sulle interruzioni di terapia CD4 guidate

di Luca Negri
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Progetto di ricerca sulle interruzioni di terapia CD4 guidateCome riportato nelle conclusioni del CROI 2006 gli studi che prevedevano interruzioni terapeutiche programmate o strutturate(STI), fino al ben noto studio SMART, sono stati interrotti per evidente fallimento.
Fallimento che non scoraggia però altri tentativi basati su presupposti diversi.
Questo è quanto accade al Reparto di Malattie Infettive di  Rimini dove sta partendo un progetto di ricerca sulle interruzioni di terapia basate sui CD4.

“Il nostro protocollo parte da presupposti molto diversi, nati dalla pratica clinica e dalla grande difficoltà che spesso si incontra a mantenere una buona aderenza alle terapie in maniera continuativa. Da 5 anni ormai applichiamo questa strategia, con criteri sempre più chiari e definiti e siamo soddisfatti dei risultati. Soprattutto lo sono i nostri pazienti, almeno quelli per i quali la terapia intermittente è applicabile”-afferma Patrizia Ortolani che si occupa dei protocolli di ricerca sulle terapie antiretrovirali e continua: –
“Come richiedono le linee guida, tale opzione va però scelta possibilmente all’interno di studi controllati.Non c’è spazio in questo campo per l’improvvisazione. Le sospensioni sono apparentemente sicure solo sotto attento monitoraggio clinico. Vanno pertanto scoraggiate le autonome iniziative dei singoli pazienti.
Per tale motivo sta partendo in tutta Italia uno studio serio per raccogliere dati che raggiungano la significatività statistica.
Se sono soddisfatti alcuni criteri di inclusione, che garantiscono un margine di sicurezza, si potrà scegliere di entrare in uno dei gruppi in studio:

pazienti che fanno cicli di terapia intermittente guidata dai CD4
pazienti di controllo che fanno terapia continuativa
sia per scelta personale (coorte osservazionale), sia in maniera casuale secondo una lista di randomizzazione.

L’Istituto Superiore di Sanità collabora allo studio per la parte di valutazione della qualità della vita.
Molti centri hanno già aderito e hanno referenti che possono fornire informazioni. ”

E’ importante sensibilizzare le persone con HIV sull’importanza di questo lavoro e quindi sull’opportunità di valutare con il proprio medico questa nuova strategia terapeutica.

Fonte: Redazione NPS Italia Onlus

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