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Progetto IN&OUT-Peer Operator in Carcere

di Luca Negri
Progetto IN&OUT-Peer Operator in Carcere

carcerePeer Operator in Carcere
Progetto IN&OUT
Intervento del Vicepresidente di NPSitalia, Gianni Grosso al Congresso ANLAIDS di Milano

Gianni Grosso, 45 anni, nonno, in HIV dal 1981, in AIDS dal 1991, una compagna, una figlia, una nipote.
La mia storia
“Ho fatto il test perchè lavoravo in ospedale e gli esami erano di routine…”
La dottoressa “dedicata” alle brutte notizie mi ha detto:”Sei risultato positivo all’HTLV-III: mangia di tutto e prega. Queste sono le uniche opportunità che hai”
Dal 1985 l’HTLV-III si sarebbe chiamato HIV
Detenuto per reati connessi a uso e spaccio di sostanze stupefacenti
Giunto a Le Nuove di Torino nel 1982 e poi trasferito a Le Vallette(appena inaugurate) nel 1988, V sezione blocco A fino al 1992.

La Lotta

Qui( Le Vallette V Sez. blocco A) richiedemmo il riconoscimento dei nostri diritti al Giudice di sorveglianza, per vedere sospesa la pena a chi non poteva stare dentro per la propria malattia con sciopero della fame e sciopero della terapia, le poche che c’erano.
Una lotta per la nostra salute che poi ha avvantaggiato il diritto alla salute di tutta la popolazione carceraria.

Effetti indotti

Acquisizione della fiducia degli altri detenuti, appoggio diffuso non solo dentro Le Vallette, ma progressivamente in tutte le carceri, informazione tra pari usando il “tam-tam” spontaneo, le nostre esperienze di vita messe a disposizione di tutti.
Io e l’HIV
IERI: esisteva solo l’AIDS,”categorie a rischio”, non c’erano farmaci, pochi i test di laboratorio per monitorare la malattia, nessuna legge specifica per HIV& cercere, nessuna progettualità individuale possibile.
OGGI: HIV e AIDS, “comportamenti” a rischio, farmaci disponibili, più test di laboratorio per monitorare la malattia, leggi specifiche su HIV & carcere, progettualità individuale necessaria e possibile-famiglia-lavoro

Perchè ho iniziato
Per mantenere fede al giuramento che ho fatto a tutti i ragazzi, ai compagni, che sono morti in carcere per l’AIDS
Per portare fuori dal carcere il mio impegno personale
Per far conoscere cosa è l’HIV/AIDS manifestando ed usando il mio corpo: IO HO l’AIDS
Per i diritti di chi sta dentro e di chi sta fuori

Il patto con me stesso
Ho deciso di rispettarmi, per poter esigere il rispetto degli altri e l’attenzione a quello che dico e faccio

Perchè sono qui
Perchè il peer educator è la chiave di volta del progetto IN&OUT
Perchè per la prima volta le persone detenute non sono solo destinatarie di interventi, ma sono chiamate ad essere protagoniste e parte attiva del proprio percorso

Le ragioni dell’impegno
Conoscere i propri diritti di persone e di detenuti
Maggior peso dei diritti, se consapevoli che sono i diritti di tutti, compagni di cella, di sezione, di carcere

Innescare all’interno , tra tutti coloro che vivono e lavorano in carcere, una competizione basata sui diritti stabiliti dalla legge
Una competizione la cui posta in gioco è l’umanità, l’accoglienza, il prendersi cura

Tratta un uomo per quello che è ed egli rimarrà quello che è.

Tratta un uomo come potrebbe e dovrebbe essere ed egli diverrà come può e deve essere.

Johann Wolfgang von Goethe

 

Fonte: Gianni G.- Vicepresidente NPSitalia e Referente per la regione Toscana

 

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