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Psicofarmaci

di Luca Negri

Gli psicofarmaci sono farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale. Tra le classificazioni possibili, a scopo semplificativo, si possono individuare quattro gruppi principali: ansiolitici (tranquillanti), ipnotici (sonniferi), antidepressivi e neurolettici (potenti sedativi). Come molte altre sostanze psicoattive è molto facile il verificarsi del fenomeno della dipendenza, sia per un utilizzo troppo prolungato del farmaco sia per gli alti dosaggi.
Gli psicofarmaci vanno assunti solo ed esclusivamente sotto prescrizione e controllo medico, in molti casi anche smettere di colpo l’assunzione può rivelarsi pericoloso, per questo è fondamentale attenersi alle indicazioni del medico.

L’uso endovenoso di tutti questi farmaci è estremamente rischioso per il pericolo di danni permanenti al Sistema Nervoso Centrale.
Le Benzodiazepine sono la categoria più rappresentativa dei farmaci ipnotico-sedativi. Utilizzate come supporto terapeutico per problemi legati ad ansia, insonnia ed al trattamento dell‘alcol-dipendenza, quasi tutte sono prescrivibili da un medico di base.
Hanno sostituito i barbiturici per la loro maggiore sicurezza nei confronti della tutela della salute del paziente, e in base alla tipologia di impatto sul Sistema Nervoso Centrale sono state classificate in tre gruppi:

ad azione prolungata (es. Clonazepam -Rivotril-; Diazepam -Valium-);
ad azione intermedia (es. Alprazolam -Xanax-);
ad azione corta (es. Temazepam, Loprazolam).

La forma di consumo terapeutica è quella orale.
Essendo farmaci sono dotati di dosaggi e posologie ben precise.
Fra i consumatori di droghe per via endovenosa la modalità di somministrazione è quella iniettiva, con obiettivo dichiarato quello di ridurre gli effetti delle crisi di astinenza da eroina, ed in seconda battuta, per “sballare”.

Effetti ricercati
Hanno un effetto di contenimento dell’ansia (ansiolitici), di stabilizzazione dell’equilibrio psichico e tendono ad indurre uno stato di rilassamento muscolare e di sonnolenza. Alcune molecole producono anche senso di disinibizione, grande loquacità ed eccitazione.
In alcuni casi si sono verificati stati di alterazione con comportamenti aggressivi.
Ad alte dosi provocano sedazione e narcosi totale.

Effetti collaterali
Le Benzodiazepine tendono a ridurre il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa e possono incidere negativamente anche sulla respirazione rendendola superficiale. Effetti secondari sono: confusione, difficoltà di movimento, amnesia, irrequietezza, vertigini ed amenorrea.
Gli effetti non desiderati su chi abusa possono includere: instabilità emotiva con cambi repentini di umore, paranoia, tendenza all’aggressività, depressione.
Con la modalità di somministrazione iniettiva si crea molto facilmente dipendenza con crisi di astinenza molto forti.
Un abbandono dell’assunzione graduale a scalare, sotto controllo medico, risulta meno problematica.
Il pericolo di overdose è presente soprattutto con l’assunzione per via endovenosa, e passa attraverso il progressivo blocco delle funzioni legate al Sistema Nervoso Centrale (sedazione totale, coma, arresto respiratorio, arresto cardio-circolatorio e morte).

Annotazioni particolari
Come per altre sostanze psicoattive la perdita delle inibizioni può favorire i rapporti sessuali non protetti.
E’ fortemente sconsigliata l’assunzione contemporanea con altre Benzodiazepine, tranquillanti, alcolici o altre sostanze psicoattive perchè tendono ad amplificare vicendevolmente gli effetti.

Interazioni con la terapia antiretrovirale.
Le benzodiazepine non interagiscono in modo significativo con le concentrazioni ematiche dei farmaci antiretrovirali.

Molte benzodiazepine sono metabolizzate ed eliminate dal fegato attraverso il citocromo CYP450
Va evitato l’uso di triazolam e midazolam in associazione agli inibitori della proteasi (tutti) ed efavirenz (principio attivo contenuto in Sustiva e nella co-formulazione Atripla), per il rischio di tossicità (prolungata sedazione, depressione respiratoria e ipotensione) da rallentato metabolismo. In particolare è descritta una interazione rilevante tra midazolam e triazolam con efavirenz (Sustiva/Atripla) e con indinavir/ritonavir.
Flurazepam, clorazepam, estazolam , alprazolam e diazepam non possono essere associati a indinavir/ritonavir, mentre vanno usati con cautela in associazione agli altri inibitori delle proteasi. Possono essere utilizzate le benzodiazepine non metabolizzate dal citocromo p450: oxazepam, lorazepam e temazepam.
Non descritte interazioni rilevanti con gli NRTI.
Non sono descritte interazioni con gli inibitori dell’ingresso(maraviroc)
Non sono descritte interazioni con gli inibitori dell’integrasi(raltegravir e dolutegravir) ad esclusione di EVG/c(contenuto in Stribild) che non deve essere somministrato con triazolam e midazolam.
Cautela anche nella combinazione EVG/c con alprazolam, clorazepam, diazepam, estazolam, flurazepam e zolpidem. Potenziale interazione che può richiedere aggiustamento del dosaggio e monitoraggio degli eventuali effetti.
In tutti i casi è consigliata estrema prudenza relativamente al consumo di benzodiazepine se si è in trattamento con antiretrovirali ed, in ogni caso, ne va evitato l’abuso.
Si segnala che le interazioni derivanti dall’associazione di farmaci antiretrovirali sono relative all’uso orale delle benzodiazepine. L’utilizzo per via iniettiva ne aumenta la pericolosità.

Consultare le tabelle di hiv-druginteractions.org per ansiolitici/ipnotici

Consultare le tabelle di hiv.druginteractions.org per droghe ricreative

Ultimo aggiornamento 2014

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